![]() Alla scoperta dei più bei villaggi di Francia Plus Beaux Equipaggio: Rino, Pasqualina, Eleonora (14 anni), Wolf (pastore di 4 anni), Ciotta (gatta di 8 anni) Mezzo: camper allestimento OVERCAR su Daily 35.8 2500cc. Diesel con 237.740 Km alla partenza Itinerario: Delfinato, Provenza, Alvernia Midi Pirenei, Perigord, Alta Loira, Bretagna, Normandia, Orleanese, Borgogna, Francia Contea, Savoia, Iser. Punto di partenza : Trivero (Biella) 30 Luglio 99 ore 18,30
Nella colonna Bibliografia sono indicate le pagine della guida BRETAGNA 1° edizione in italiano edita dalla Michelin e della guida Francia edizione 1994 edita dal Touring Club Italiano, entrambi reperibili presso le librerie
I punti sosta per la notte
Diario di Bordo
Venerdì 30 Luglio Da casa a Briançon Km. Dopo una giornata di preparativi, finalmente si parte alle 18,30 da casa e filiamo con la A4 fino a Torino poi la A32 ci porta fino a Oulx; con tanto di pedaggio gratuito gentilmente offerto dal personale dell'autostrada che sta facendo sciopero. Un discreto temporale ci accompagna fino a Claviere e la nebbia ci assale nella parte più alta del percorso; scendendo a Briançon le condizioni meteo migliorano. Il piazzale ci ospita per la notte; assieme ad un considerevole numero di camper in sosta.
Sabato 31 Luglio Da Briançon (Haute Alpes) a Gordes (Vaucluse) Km. (da casa) 484 Riprendiamo da dove abbiamo lasciato ieri sera e, con il bel tempo, gentilmente scendiamo verso il Delfinato costeggiando la Durance con la N94 fino a Savines le Lac.. Passato il ponte scendiamo ancora con la D942 e la N85 tra i frutteti di mele e i coltivi fino a Sisteron. Il mercato in paese e il giorno prefestivo contribuisce a portare un po’ di confusione nel centro ma senza disordine. Percorsi ancora 5 Km stacchiamo a destra con la D951 seguendo il fondovalle delle Montagne del Lure e inoltrandoci nella vera Provenza, per intenderci quella agreste e non turisticizzata, fatta di piccoli borghi come Cruis o Montlaux; dalle case in pietra di colore rosa con gli infissi azzurri, e gli alberi di gelso il cui profumo si diffonde con quello della lavanda. Giungiamo a Cruis per ora di pranzo ma con noi giunge anche un temporale di tipo fantozziano; attendiamo invano che spiova per permetterci una passeggiata nel borgo ma alle 16 siamo ancora al punto di partenza. Ci muoviamo verso Montlaux con la D16 per vedere i campi di lavanda ormai pronti per la raccolta; la spiga ha lasciato il suo colore blu violaceo per assumere quello bruno marrone, segno evidente della maturazione e il profumo intenso permea l’aria e penetra nel profondo dei polmoni. Scendiamo dalle pendici del Lure attraversando la foresta demaniale de Prieurè fino Sigonce e poi a Forcarquiere. Proseguendo con la N100 sotto la pioggia giungiamo a APT che oltrepassiamo, abbandoniamo la nazionale all'altezza di Lumieres per prendere la D218 per Menerbes. Questo villaggio con Gordes, Roussillon e Lourmarin fanno parte degli oltre 130 Più Belli Villaggi di Francia.Il tempo ci concede una tregua per permetterci di girovagare tra le stradine del borgo apprezzando la semplicità delle costruzioni; quando terminato decidiamo di fare una capatina alla nota abbazia di Senanque. Salendo per la D2 si passa davanti al borgo medioevale di Gordes il quale appare arroccato attorno allo sperone di roccia e sul cocuzzolo sovrasta il castello del 1100 in tutto il suo splendore. La famosa abbazia cistercense risale al 1148 e conserva ancora intatto lo splendore dell’architettura romanica del XII e XIII sec. La visita è guidata e a pagamento ma purtroppo arriviamo tardi e la foresteria dell'abbazia è ormai chiusa; inoltre hanno rasato il campo di lavanda prospiciente alla costruzione, togliendole il suo fascino per la quale e conosciuta. Ritorniamo sui nostri passi percorrendo la strada verso Gordes tra i coreografici muri a secco e le poche Boriés di pietra rimaste (case a capanna costruite a secco). Ci fermiamo nell'ampio piazzale destinato come parcheggio del Village de Boriès Domenica 1 Agosto Da Gordes (Vaucluse) a Florac (Lozère) Km. 191 La mattinata e soleggiata e calda e ciò ci permette di passeggiare fino al Village des Boriés (ingresso a pagamento 30FF adulti 20 FF ragazzi fino 17 anni; aperto dalle 9 alle 19.) il tratto di strada di 2 Km circa permette di gustare la rigogliosa vegetazione bassa e tipicamente mediterranea, all'interno del villaggio si trovano testimonianze degli ultimi abitanti e il confronto con le costruzioni tipiche in pietra degli altri paesi Francesi e nel mondo (Trulli e Nuraghi compresi). L'opera di recupero e restauro è stata particolarmente dispendiosa e impegnativa, ma oggi è possibile osservare e immaginare l'intero habitat della collettività che ha risieduto fino a circa 150 anni fa. Sul mezzogiorno il sole picchia sodo ed il caldo si fa sentire; la via del ritorno è ingentilita dal coro delle cicale le quali fanno a gara chi stride più forte. Dopo un fugace pasto, ci mettiamo in viaggio per raggiungere il parco delle Cevennes.Ripresa la N100 attraversiamo Avignone senza problemi e riprendiamo la Nazionale dopo il ponte sul Rhône percorsi 26 Km in direzione Est verso Alès ci fermiamo a Pont du Gard per ammirare quel tratto di acquedotto romano costruito nel 42 a.c. utilizzato per portare l'acqua a Nìmes. La imponente costruzione poggia su tre ordini di archi scavalcando il fiume Gard du Gardon.Il luogo è letteralmente preso d'assalto da giovani turisti i quali, più che osservare il ponte, prediligono bagnarsi e tuffarsi nelle fresche e chiare acque del fiume; alcuni temerari ostentano il loro ardire buttandosi dal parapetto del ponte alto circa 25 metri. Riprendiamo il cammino con la D981verso Alès e successivamente, con la N106, saliamo verso l'interno del Parco Nazionale delle Cevennes percorrendo la vallata del Gardon; fino a scollinare negli 832 mt. del col du Jalcreste a Sud delle Montagne du Bouges. Durante l'ascesa abbiamo modo di notare come la vegetazione diventi più rigogliosa e assuma le caratteristiche alpine lasciando spazio a querce e castagni; ma il fatto più piacevole lo si nota nella repentina diminuzione della temperatura che da modo a noi quanto alle bestiole di respirare; fino ad ora i brevi temporali non avevano portato alcun refrigerio anzi… Ceniamo approfittando del fresco che proviene dai monti e poi in mezzoretta ci ritroviamo a Florac; il tempo di sistemarci ed eccoci a gironzolare per le vivaci e animate stradine di questo borgo che ( è una mia considerazione) forse è più meritevole di alcuni blasonati paesi. Facendo affidamento sulle informazioni per la sosta raggiungiamo (non senza fatica) il parcheggio prospiciente al castello, il quale è molto bello ed una buona posizione, ma è vietato ai camper dalle 22 alle 7 del mattino. Comunque pernottiamo nell'ampio e tranquillo piazzale della vecchia stazione ferroviaria, sulla N106 in direzione Mende.Lunedì 2 Agosto Da Florac (Lozère) a Estaing (Avayron) Km. 190 Il luogo utilizzato per la notte si è rivelato ottimo fino alle 5 del mattino, ora in cui hanno preso servizio gli operatori ecologici del posto mettendo in moto i potenti automezzi e scorrazzando per il piazzale; poi alle 8 è stato il turno dei cantonieri i quali a loro volta si sono cimentati in evoluzioni da stunt cars con gli escavatori e i camion. Morale il posto è ottimo per le notti dei sabati o prefestivi…..La mattinata si presenta coperta e uggiosa, ma ciò non ci impedisce di uscire per vedere il paese animato e fare un po’ di compere, la zona e rinomata per le coltellerie e nei negozi non mancano alcuni splendidi esemplari di coltelli a serramanico fatti artigianalmente ed in pezzi unici. Si passeggia spensieratamente mentre dai forni il profumo del pane sfornato invita alla colazione. Florac è situato a 544 mt.s.l ed è un centro di escursioni e sede della direzione due Parc National des Cévennes; da qui si può continuare nelle gorges du Tarn ancora per una ventina di Km. Per la D998 fino a Le Pont de Montvert a 875 mt. Ai piedi del panoramico Mont Lozère dove si trova un Ecomusée per la salvaguardia del parco.Dopo le operazioni di rito riprendiamo il cammino con la N106 si percorre un tratto delle gole del Tarn e poi si sale vero il monte Monmirat scollinando a 1046 mt. La strada e tutta panoramica lasciando all'occhio la possibilità di spaziare sulla Corniche delle Cevennes; ormai siamo sul confine del parco, e fatto il colle, si discende tra boschi e latifoglie fino ad incrociare la N88. Per dovere di cronaca va detto che dopo le 10 la nebbia si è completamente diradata lasciando il posto ad un sole caldo ed un cielo blu intenso. Una cartolina vista prima di partire ci suggerisce una deviazione interessante da apportare alla giornata; ossia visitare il Parco dei Lupi di Gèvaudan. Tant'è che percorriamo la N88 verso Est immettendoci nella valle del Lot fino all'innesto con la N9 che risaliamo verso Nord fino all'abitato di Marvejols; le indicazioni esplicite ci conducono oltre di 9K m fino al villaggio di Santa Lucia. Qui il grande parco ospita più di 100 lupi in semilibertà (grandi recinti e habitat naturale) ed è possibile osservarli in tranquillità senza pericolo e senza disturbarli; i cuccioli sono dei grandi attori concedendo spettacoli in tutti i momenti. Il museo dedicato al lupo contiene tutte le informazioni necessarie per conoscere al meglio vita e abitudini di questo canide che è stato cacciato per secoli fino alla estinzione di alcune specie. L'ingresso ovviamente è a pagamento 33 FF gli adulti e 22 i ragazzi fino 15 anni mentre gli orari di apertura sono dalle 9 alle 19 nei mesi estivi.Il caldo si fa intenso e la strada è ancora tanta, ritorniamo indietro con la N9 (ho scoperto poi che si chiama Paris-Espagne) fino a Banassac poi deviamo sulla D988 che fiancheggia il fiume Lot (leit motif della giornata); su queste strade non c'è assolutamente traffico e permettono di vedere l'ambiente che si attraversa e i paesi nella loro vera essenza, soltanto mettono a dura prova le sospensioni e gli ammortizzatori del camper; che per fortuna ho sostituito prima di partire. Attraversiamo quindi le Causse de Sèvèrac sbucando sulla D920 a sud di Espalion e seguendone il percorso, in un tratto di strada a dir poco panoramico, entriamo nelle Gorges du Lot. Come anticipato nel titolo uno dei motivi che ci spinge a girovagare in questa regione è la ricerca dei Più bei Villaggi di Francia, ed uno di questi è appunto Estaing a circa 10 Km ad Est di Espalion; parcheggiamo sulla riva del Lot e ci abbandoniamo in una visita nell'interno di questa chicca del '200 che è appena segnalata sulla guida e marcata sulla cartina.Il borgo che risale al 1600-1700 è situato a 300 mt.s.l. ed è sovrastato dal castello (visitabile a pagamento); oggi è sede di una comunità religiosa; l’antico ponte invece è del 1200. Dopo cena un violento quanto provvidenziale acquazzone contribuisce a rinfrescare l'aria e il camper.
Martedì 3 Agosto Da Estaing (Avayron) a Beaulieu s/Dordogne (Corrèze) Km. 156 Considerato che la mattinata è limpida e fresca ci mettiamo a macinare chilometri in direzione Aurillac percorrendo la D920; imbocchiamo subito le panoramiche e fresche Gorges du Lot e successivamente dedichiamo una breve visita al bel centro di Entraygues. Saliamo ancora fino ai 735 mt di Montsalvy da dove si ha una bella panoramica sulle Gorges de la Truyère e sul sud del parco dei Volcans; da qui si ha modo di capire quanto l'Alvernia sia la regione degli ampi spazi. La discesa a Aurillac e paragonabile a quella di un ottovolante pertanto è necessario quanto indispensabile impegnare le discese con marce basse e andatura tranquilla per evitare di stressare i freni. Da Aurillac la N120 velocemente ci conduce a Argentat dove imbocchiamo le gole della Dordogna percorrendo la D12 sulla sponda destra del fiume. In questo tratto di strada rallentiamo l’andatura e ci lasciamo cullare dalle curve che seguono il corso del fiume nelle strette anse; all'ombra dei grandi alberi, dedichiamo l'attenzione anche alle vecchie dimore di questa regione costruite in pietra con i tipici tetti dagli spioventi pronunciati. E' così che giungiamo a Beaulieu sur Dordogne verso le 15; il paese è animato anche se è più trafficato il fiume dai canottieri che la strada che percorriamo; nel tratto di fiume da Argentat a qui sono molte le possibilità di noleggiare una canoa per discendere il corso ed essere successivamente riportati alla base dagli autobus messi a disposizione dagli stessi noleggiatori. Volendo riposarci all'ombra ed in riva al fiume troviamo il posto ideale poco dopo il paese; passato il ponte e svoltando a sinistra sulla D116; una piccola strada conduce al centro sportivo e di raccolta dei canottieri dove c'è un'ampio parcheggio ombroso e adiacente un campeggio rurale dotato di servizi essenziali e anche di corrente elettrica. Questa è la nostra base per la notte, dopo cena la scusa di telefonare a casa ci porta a passeggiare per il centro dell'antico borgo (collegato con il villaggio turistico da una passerella), troviamo la stupenda cappella des Penitents con il campanile a vela il risalente al XII sec. La chiesa romanica di St. Pierre è sovrastata da una torre quadrata sulla facciata e da un tiburio ottagonale sulla crociera; ma molto bello è il portale meridionale del 1125. Nelle vie del centro si possono vedere delle case a graticcio ben conservate o alcune sapientemente ristrutturate. Riusciamo a rientrare al camper prima di essere raggiunti dall'immancabile temporale quotidiano. Mercoledì 4 Agosto Da Beaulieu s/Dordogne (Corrèze) a Château l'Evêque (Dordogne) Km. 142 La mattinata è splendida e il sole già caldo; con la dovuta calma eseguiamo tutte le operazioni necessarie e ci mettiamo in cammino decidendo di andare a visitare il borgo di Curemonte ma percorrendo esclusivamente le stradine interne, per altro ombrose e panoramiche. Il vecchio borgo effettivamente è perso nelle colline che confinano tra i distretti del Lot e del Corrèze; pur appartenendo a quest'ultimo; non sto ad elencare le numerazioni delle strade dico solo che il trasferimento è stato piacevole, anche se a tratti impegnativo. Curemonte è un piccolo ma piacevole borgo dove gli interventi di mantenimento e consolidamento sono stati parecchi e vistosi e c'è ancora molto da fare; purtroppo è la mala sorte dei paesi che sono abbandonati a causa della loro sfavorevole posizione geografica o la lontananza dalle grandi vie di comunicazione, il mio primo paragone è stato con Civita di Bagnoregio (visitata circa 14 anni fa).Scendiamo dalle colline e ci innestiamo sulla D38 questa volta per spostarci a Collonge la Rouge entriamo nel Perigord, zona rinomata per l'allevamento delle oche e la produzione Foie Gras, ma al nostra attenzione è accentrata a visitare il paese di cui il sindaco nel 1979 decise di fondare l'Associazione dei Più Bei Villaggi di Francia. Sicuramente il borgo è il più pittoresco e meritevole in quanto tutte le costruzione sono tipiche della regione ma soprattutto eseguite con la pietra rossa estratta in questa zona; il che conferisce una nota di allegria. Purtroppo il grande afflusso di gente e il gran caldo afoso non consentono di dedicare tutta l'attenzione necessaria per una visita accurata; il centro (e non solo quello) è un unico negozio di souvenir e chincaglieria mentre i bar e i ristoranti sono affollati; alla fine pare di essere a Le Mont St. Michel.Prima che ci raggiunga il nostro immancabile temporale pomeridiano, riusciamo a guadagnare il camper ed a metterci in cammino; questa volta puntando il muso del mezzo verso Nord. Percorriamo la panoramica D38 fino a Brive la Gaillarde poi la trafficata N89 fino a Perigueux e procedendo verso Angoulême con la D939; la nostra intenzione è quella di fare tappa a Bratôme presso l'abbazia di Carlomagno ma percorsi circa 10 Km nel piccole centro di Château l'Evêque troviamo un'ottima area attrezzata con tanto di C.S. e giardini pubblici; chi sperava in meglio?Giovedì 5 Agosto Da Château l'Evêque (Dordogne) a Aigrefeuille sur Maine (Loire Atlantique) Km. 342 La notte è stata calda e un poco trambustata, solo verso il mattino la temperatura si è abbassata lasciandoci riposare un poco. Le nostre intenzioni più serie sono di dirigerci là dove fa meno caldo, vale a dire in Bretagna. Per tanto oggi c'è poco da raccontare se non l'aver trovato, per il pranzo, una bell'area ombrosa Rouillac nei pressi del SUPER U a nord di Angoulême e aver risolto un piccolo problema di ricarica della batteria di servizio (resistenza elevata nei morsetti e portafusibile); ma procedendo con ordine ripartiamo da Château l'Evêque sulla D939 oltrepassando Angoulême, Rouillac come già detto, fino a St. Jean d'Angely poi la N150 ci porta dritti a Niort (tappa per la spesa) e via con la N148 fino a St.Hermine; cambiamo con la N137 verso Nantes e terminiamo la corsa nel piccolo paese di Aigrefeuille. Il percorso quasi del tutto rettilineo è stato veloce e tranquillo alternato dai paesaggi circostanti e dagli immancabili saliscendi; la temperatura più fresca e meno afosa ha reso il viaggio meno pesante, solo l'incrocio con i veloci TIR destava qualche momentanea preoccupazione. Se tutto va bene domani sera mangiamo scampi….Venerdì 6 Agosto Da Aigrefeuille sur Maine (Loire Atlantique) a Lesconil (Finistère) Km. 313 Il mattino è variabile e ci saluta con il sole ma continua con la pioggia, sarà un'alternarsi di queste condizioni fino a Lorient da dove il tempo si stabilizza al bello definitivamente. Riprendiamo la strada lasciata ieri sera, ossia la N137 per arrivare in breve a Nantes che non tocchiamo grazie alla veloce circonvallazione la quale ci avvicina a La Roche Bernard con la N165, per la pausa del pranzo ci troviamo un posticino di tutto rispetto circa 4 Km a sud di Muzillac; la Pointe de Pen-Lan è uno sperone roccioso che da sull'insenatura della Passe de la Grande Accroche. Peccato che le condizioni meteo non ci permettano di fare una passeggiata in questo angolino o meglio un bagno nella baia dalla sabbia bianca. Ma via la meta ci attende e riprendendo la superstrada giungiamo finalmente nel piccolo porto di Lesconil(10 Km a sud di Pont l'Abbe) giusto in tempo per assistere al rituale rientro dei pescherecci con il loro prezioso carico di scampi ancora vivi. Lo scarico delle casse avviene immancabilmente tra le ali della folla di turisti e curiosi, tra i quali si nascondono alcune persone, che sapientemente riescono ad accaparrarsi una borsa di pesce a poco prezzo. A noi resta in ogni modo la scelta delle vicine pescherie che lo vendono, appena scaricato e battuto all'asta, ancora vivo e a prezzi del tutto accessibili. L'astinenza di un intero anno sta trovando appagamento in questi attimi, tanto è il tempo che abbiamo atteso prima di gustare altro pesce di impareggiabile gusto e freschezza. Prima di coricarci è d'obbligo smaltire la cena; passeggiando per le viuzze del piccolo centro insolitamente animato, mentre fervono i preparativi per la Sagra della Langoustine a luogo domani.Fin qui sono 1818Km percorsi Sabato 7 Agosto A Lesconil (Finistère) Giornata di tutto riposo passeggiando tra le rocce. In occasione della Festa della Langoustine il piccolo centro nel pomeriggio si è popolato di gente, gli organizzatori hanno predisposto alcune manifestazioni di cui una particolarmente interessante; mostrava all'opera i cani Terranova impegnati e addestrati per il salvataggio in mare, nei dintorni esiste una scuola nazionale per l'addestramento. Oltre ad una piccola mostra di pittura riservata ai non professionisti, il momento di divertimento è stato nel concorso dei Oggetti Naviganti non Identificati; di cui è impossibile descrivere quello che si è visto galleggiare sull'acqua. Nel grande spiazzo del porto intanto si allestiva per la grande cena a base di zuppa di pesce (immediatamente andata esaurita) scampi, tranci di tonno alla griglia e altro che non ricordo, innaffiato da muscadet o birra, il tutto a prezzi popolari; peccato che l'immancabile temporale abbia contribuito a terminare anticipatamente la festa. Durante la notte sono sopraggiunti un paio di acquazzoni di tutto rispetto. Domenica 8 Agosto Da Lesconil (Finistère) a Pointe du Van (Finistère) Km. 88 Le pescherie oggi sono chiuse e ciò ci rammarica un poco; iniziamo con il costeggiare la baia di Audierne, partendo dalla già nominata Pointe de Penmarch e risalendo la costa.Per noi il tratto che va da Ploneur a Audierne è cosa nuova e quindi abbiamo dedicato più attenzione permettendoci così di scoprire nuovi luoghi, per l'altro molto suggestivi e fruibili ai camper. Anche oggi il tempo non ci è stato di grande aiuto, il vento è stato insistente e piovendo a tratti; solo nel tardo pomeriggio si è potuto passeggiare sulla punta di Van. Durante il percorso abbiamo sostato a Penhors godendoci le grandi onde oceaniche che si infrangevano sul muro frangiflutti del piccolo porticciolo, ma una nota in particolare va alla bella chiesetta di S.te Anna con il suo calvario, la quale risale come prima costruzione alla fine del 1100 eretta dai marinai in ringraziamento alla malasorte e in ricordo ai naufraghi. Proprio per questo ultimo motivo, in quel periodo e solo in questa regione, alle donne era concessa la possibilità di scegliere il marito e chiedere il consenso alle nozze; cosa proibita in tutto il resto della Francia. Questa piccola cappella, successivamente, ha visto nuove forme portate nel 16° e nel 17°secolo. Risaliamo ancora utilizzando la piccola ma panoramica strada litoranea fino a Plouhinec , poi con la D784 passando per l'animato centro di Audierne, arriviamo fino a Pointe du Raz ; qui un grande parcheggio a pagamento (50 FF per i camper ) raccoglie i turisti di mezza Europa che vengono a vedere la punta più a Est della Francia continentale, ma onestamente non mi va’ né di fermarmi quanto di regalare soldi a nessuno, solo per vedere meno di quello che meglio si osserva dalla Pointe du Van. Di sicuro quest'ultima gode di una posizione privilegiata e con il bel tempo (cosa che oggi manca) si ha modo di vedere le coste dell'isola di Ouessant, la Pointe de St. Mathieu, Cap de la Chevre nel Crozon e la baia di Duouardenez, e ancora a est l'isola di Sein e in chiusura la Pointe du Raz. Il tempo ci grazia di una schiarita e ciò ci permette di passeggiare sulla punta e di vedere la bellissima chiesetta di St. They con la facciata protratta verso l'oceano aperto.Rientrando al camper per la cena ci approvvigioniamo di Frites e ci rintaniamo al riparo dal vento passando qui la notte. Lunedì 9 Agosto Da Pointe du Van (Finistère) a Plougrescant (Cotes d'Armor) Km. 215 La notte è stata ventosa e solo verso il mattino, dopo un abbondante scroscio d'acqua, è apparso il sole caldo. Ci mettiamo in cammino sulla strada (D7) deserta che conduce a Douarnenez. Approfittando del tempo a disposizione, facciamo compere e ci trastulliamo un pochino, poi cerchiamo una buona pescheria nei pressi del porto per approvvigionarci di materia prima e dedicarci, quasi immediatamente, al suo consumo sul posto.Errando per le vie del porto ci soffermiamo ad osservare la baia che in questo momento è uno splendore, l'acqua del mare di un blu intenso contrasta con il grigio e gli squarci di azzurro del cielo e ancora con il verde delle colline sulla sponda opposta. Ancora in movimento percorrendo la D107 verso Chateulin e il Parco Nazionale d'Armorique.Per noi questo viaggio ha del deja vù, pertanto molti paesi importanti sotto il profilo artistico culturale vengono volutamente tralasciati; e mentre ripercorriamo le strade, ci rinfreschiamo la mente facendo menzione ai particolari visti gli scorsi anni di questi luoghi. Alcune cosette invece non le avevamo ancora viste come la Montagne St. Michel. Si incontra percorrendo la D785 che da Pleyben conduce a Morlaix; è un'altura di soli 380 mt ma pare di essere in cima al mondo tanto è vasto il panorama che si gode da quassù. L'altura si trova nel centro della riserva di St. Michel nella quale è inglobato un laghetto artificiale che serve alla vicina centrale EDF; ma qui siamo anche all'interno di una delle più vaste aree protette della Francia ossia il Parco Nazionale d'Armorique. Purtroppo la nebbia limita la visibilità, in particolare verso nord e non si vede Morlaix con il suo bacino. Altra altura degna di rispetto è la Roc Trèvezel (più o meno alta uguale) sapientemente devastata da un insediamento destinato alle telecomunicazioni; si scende verso Morlaix, ma viene lasciata in disparte utilizzando la Route Express e con la D786 ci dirigiamo verso Lannion. Tocchiamo il mare presso l'omonima baia; qui il traffico e la presenza umana è notevole (sempre riferito allo standard regionale) ma non desta alcuna preoccupazione per la viabilità. Proseguiamo con la sessa strada fino a Treguier che ci accoglie splendida e animata come sempre; la luce morbida della sera attenua i contrasti e dona alla chiesa come alle viuzze interne un'atmosfera quasi surreale, scendendo verso il porto sullo Jaudy , notiamo una notevole presenza di camper in sosta (effettivamente ho visto più camper oggi che tutti quelli dei giorni scorsi messi assieme)C'è però un posticino che reca un po’ di nostalgia nei nostri cuori, ed è quella casetta racchiusa da due enormi massi di granito rosa che si trova a Le Gouffre; quando arriviamo notiamo subito i cambiamenti ed in particolare quelli che portano delle considerevoli limitazioni al nostro status; vale a dire che al primo grande parcheggio è stata posta una sbarra che limita in altezza l'ingresso alle sole vetture. E’ possibile accedere al secondo parcheggio in terra, ma in pratica è un'acquitrino ed il rischio di impantanarci è elevato; all’inizio il piccolo parcheggio asfaltato è occupato dal baracchino delle frites e da automobili e, dulcis in fundo, su tutta la costa è vietata la sosta notturna ai camper dalle 22 alle 9. Tutto questo ritengo sia grazie all'insediamento di due nuovi campeggi nelle vicinanze che tempo fa non esistevano. Poco male per la notte ripieghiamo nell'accogliente parcheggio di Plougrescant , e domani (tempo e temperature permettendo), facciamo il bagno nelle limpide acque della Cote d’Armor. Martedì 10 Agosto Da Plougrescant (Côtes d'Armor) a Treguier (Côtes d'Armor) Km. 20 Oggi ci siamo concessi una bella passeggiata lungo il sentiero costiero lungo a Pointe du Chateau e Le Gouffre e nel pomeriggio un po’ di spiaggia riuscendo a mettere i piedi a bagno. Nel tardo pomeriggio rientriamo a Treguier per fare un po’ di spesa e , dopo cena, gironzolare per le vie del borgo ancora un poco animate.Per la sosta notturna ci accoglie l'ampio piazzale nei pressi del porto turistico che dal 94 ad ora ha fatto progressi adottando anche un camper service a gettone (10 FF). E' la notte di S.Lorenzo ma purtroppo il cielo e' nuvoloso e solo alcuni squarci permettono di osservare la volta celeste ma senza avvistare alcuna stella cadente. Peccato rimanderemo la notte dei desideri ad altra data. Mercoledì 11 Agosto Da Treguiere (Côtes d'Armor) a Cancale (Ille et Villaine) Km. 186La mattinata non promette nulla di buono, il cielo è coperto da una spessa coltre di nubi, l'acqua sta inesorabilmente calando e il paesaggio si fa amorevolmente squallido; poco male c'è sempre il vivace mercato che aiuta a conferire allegria, cosi che ci si immerge tra bancarelle e profumi di cibarie allietati dalle note di un bravo Bretone, in rigorosa divisa, che suona la cornamusa. Entriamo nella sontuosa chiesa gotico fiammeggiante di St. Tugdal la quale custodisce le spoglie di St.Yves, uno dei sette santi Bretoni a cui si rifanno i pellegrinaggi dei Pardon (anche protettore degli avvocati). L’interno a tre navate è stranamente addobbato con bandiere e drappi che riconducono all'epoca dell'autonomia Bretone. Le vetrate rifatte (quelle originali sono andate distrutte nell'ultima rivoluzione) conferiscono una marcata luminosità che lascia meglio osservare anche i particolari, pur considerando che fuori è nuvolo. La tomba di St. Yves e meta di pellegrinaggi quanto il nostro San. Francesco d'Assisi, ma anche il chiostro e il tesoro non temono confronti (per la visita si pagano 20 FF). Ma oggi è il giorno dell'ultima eclissi del millennio, alcuni dicono che è la fine del mondo (dal momento che vi scrivo dimostra che il mondo è ancora al suo posto), morale che in piazza e per le vie si vedono turisti e residenti con il naso all'insù a guardare il sole, indossando gli occhialini della Kodak (forse l'unico che ci ha guadagnato in questo evento).Già il sole, ma dov'è il diretto interessato motivo di tante attenzioni? Eclissato da una coltre di nubi che a stento permette di individuare la sua posizione, più degli occhiali servirebbe una scopa. Fatto sta che alle 12 e 16, ora della massima oscurazione (dalla nostra posizione è stimata attorno al 95%), qualche cosa si riesce a distinguere; una sottile lama di luce riesce a forare il velo di nubi e possiamo dire di aver visto l'evento dell'anno. Peccato per tutti quelli che avevano annunciato terremoti e catastrofi, maremoti e la distruzione completa per l'umanità intera, dico peccato perché sarebbe stata una bella emozione aggiunto a qualcosa di insolito ma invece dovremo aspettare un'altra eclissi. Sicuramente catastrofica è stata la giornata di quei poveretti che, con il loro potente motoscafo da altura, hanno imbroccato una secca nel canale di Jaudy mentre la marea stava calando precipitosamente; e ora stanno miseramente guardando l'orologio in attesa che rimonti la marea. A fargli da beffa una paperella gli nuota attorno starnazzando e scodinzolando; peccato non disporre di una videocamera e inviare la cassetta a Paperissima. Dopo pranzo intraprendiamo il viaggio che ci conduce nel paese delle favole, pardon delle ostriche e cozze, Cancale. Ci inoltriamo nella campagna Bretone con la D6 fino a St. Brieuc in seguito la N12 fino a Lamballe e la D768 poi D168 a Dol de Bretagne ; questo solo per fare una capatina a Le Vivier ad acquistare le cozze (14FF al Kg) dall'ormai nostro fornitore di fiducia e ripiegare nell'area di sosta di Cancale con il pieno di ostriche fatto lungo la strada (da 17 a 23FF per dozzina). Per oggi è tutto.Giovedì 12 Agosto Da Cancale a Hirel (Ille et Vilaine) Km. 39 La mattinata non è più nuvolosa del solito ma fa sperare nel meglio; decidiamo di dedicare l'intera giornata alla attività di spiaggia e quindi spostarci in quel bel posticino visto a natale poco distante da Cancale in direzione St. Malò. Prima di continuare faccio un passo indietro nel tempo ed una premessa; cinque anni fa in questa zona si riusciva a parcheggiare quasi ovunque con esclusione dei centri abitati particolarmente angusti o ad intenso traffico turistico, vale a dire Cancale, Ploumanach, Le Mont St. Michel e forse un paio d'altri; i camper in circolazione si potevano contare, e per la maggior parte di essi erano di nazionalità francese e qualche Tedesco, spesso si dormiva da soli nelle piazzette dei piccoli borghi.Ritornando ad oggi credo di non aver mai visto una concentrazione così alta di camper, moltissimi francesi, ma soprattutto Italiani. Quindi non mi stupisco più di tanto se giungendo in quel posticino sì tanto carino e tranquillo vi trovo il divieto di accesso e sosta ai camper. Malgrado ciò vi sono comunque parecchi equipaggi in sosta, a me personalmente non va di sfidare la legge nel paese che gentilmente mi ospita e che comunque mi offre altre innumerevoli possibilità oltre a questa. Peccato ripiego sulla spiaggia tra Hirel e Le Vivier non rimpiangendo nulla di quanto ho perso, fino al punto di fermarmi per la notte; ma anche qui dai 15 equipaggi che si contavano nel pomeriggio, a sera sono diventati 60. Che forse si stia esagerando un tantino…. Non mi stupirei più di tanto se, ritornando il prossimo anno, ritroverò una sbarra che limita il passaggio. Venerdì 13 Agosto Da Hirell (Ille et Vilaine) a S.te Mère Eglise (Manche) Km. 180 In una mattinata stupenda baciata dal sole riempiamo i serbatoi e la cambusa di ostriche e cozze poiché ci allontaniamo per qualche giorno. Eleonora ha manifestato l'interesse nel rivedere, con più calma, i luoghi dello sbarco in Normandia, il cui ricordo risale al 95. Detto fatto ci troviamo a calpestare la N175 fino a Avranches e per pranzo fermarci sul parcheggio panoramico di Carolles (il parcheggio della spiaggia è vietato ai camper dalle 13 alle 6), che si trova sulla costa ad 10 Km est di Sartilly. Riprendiamo la D791 a Granville per percorrere i lunghi rettifili ondulati fino a Carentan immergendosi nella campagna normanna. E ripassando la storia di questo paese imbocchiamo la veloce N13 che ci conduce in un attimo a S.te Mère Eglise.Purtroppo non abbiamo tempo a sufficienza per visitare il museo che chiude alle 18,45; ma ciò ci permette di vedere le vetrine dei bazar e trovare un parcheggio ideale e più discreto per passare la notte evitando di sostare in quello centrale del paese. Sabato 14 Agosto Da S.te Mère Eglise (Manche) a Port en Bessin (Calvados) Km. 91 Il mattino è alquanto nuvoloso e a tratti piove quindi la giornata ideale da dedicare alla rivisita del Museo delle truppe Americane aerotrasportate (ingresso 25FF adulti e 17 ragazzi fino 15 anni), con piacere troviamo qualche aggiunta di materiale nelle bacheche, segno che il museo e gli organizzatori sono attivi. Nella tarda mattinata ci muoviamo alla volta delle spiagge dello sbarco e precisamente a St. Laurent o meglio conosciuta come Omaha Beach; purtroppo una pioggerellina incessante ci scoraggia dal passeggiare sul piano di Pointe du Hoc e dopo pranzo proseguiamo il viaggio con la D514 e la D6 fino a Bayeux, qui ci arriviamo appositamente per visitare il grande Musèe Memorial de la Bataille de Normandie (ingresso 32 FF per tutti uniche riduzioni per 60enni e gruppi scolastici), al suo interno i reperti e le testimonianze (scritte e oggettive) che si possono osservare sono veramente tante e rappresentate in ordine cronologico; dalla preparazione dello sbarco alla liberazione, in successione, delle varie città prima occupate e poi distrutte dai nazisti (cosa che mi ha parecchio impressionato). Gli audiovisivi in lingua Francese ed Inglese aiutano a comprendere meglio come si sia svolto l'evento. E così passa tutto il pomeriggio (ci buttano fuori alle 18,30), ritorniamo sui nostri passi fino a Port en Bessin, noto con piacere che lo spazio disponibile e riservato ai camper sulla banchina del porto è tutta occupata ma nel contempo registro anche qualche novità; al di là della limitazione di orario a 48 ore che esisteva già nel 95, è stata istituita una tassa di soggiorno pari ad 1FF per persona, che attualmente non sappiamo a chi devolverla.Intanto facciamo un giro per le animate vie del porto guardando le vetrine molto ricche di ogni cosa; al nostro ritorno troviamo un buco dove infilarci con un po’ di manovre e la collaborazione di un gentile camperista (Andrea B.) di Milano che sta seguendo i miei itinerari. Passiamo la fresca serata a chiacchierare del + e del - osservando le stelle cadenti e la marea che sta salendo. (se si riconosce in queste righe lo saluto cordialmente).
Domenica 15 Agosto Da Port en Bessin a Beuvron en Auge (Calvados) Km. 94 Il sonno è bruscamente interrotto alle 8 del mattino dall'esattore del comune che non ha scrupolo alcuno nel buttarci giù dal letto per riscuotere la famosa Tassa di Soggiorno (3FF); ma visto che ho dormito molto bene non ho alcuna remora nel elargire il dovuto. Ritorniamo a Bayeux per rivedere la grande cattedrale Normanna (definita la più grande della regione) e fare quattro passi nella via centrale che a poco a poco va ad animarsi e scoprire piccoli anfratti e angoli pittoreschi sfuggiti nella precedente edizione.La fame si fa sentire e rientriamo alla base; nel frattempo sono riuscito a mettere insieme un piccolo itinerario che ci fa uscire per un momento dai percorsi turistici e dalla tematica seguita in questi ultimi giorni, per cui ci inoltriamo nella campagna della Bassa Normandia alla ricerca di vecchi castelli, manieri e villaggi. Prendiamo la N13 in direzione Caen per circa 10 Km poi la D82 a Martagny per arrivare alla dimora seicentesca di St. Gabriel Brecy, la parte più importante è il portale monumentale ricco di decorazioni e fregi e il giardino a terrazze, la visita all'interno (privato) è a pagamento e disponibile solo nei pomeriggi di Giovedì e Domenica dalle 15 alle 18,30. Devo dire che avevo perso il ricordo di come si viaggia su queste strade secondarie, finalmente mantenendo la velocità più consona, tale da permettere di guardarsi intorno in tutta tranquillità e senza essere spinti dal traffico intenso e veloce (per quanto siano veloci i francesi comunque non raggiungono mai le nostre punte). Molto bene proseguendo per la D82 si arriva a Creully e visitiamo l'omonimo castello (ha anche un buon parcheggio), esso risale al XII secolo e in esso si riconoscono due architetture ben distinte tra cui le mura, le torri e il dongione gotiche mentre l'ampio terrazzo è del tutto rinascimentale (come dire un po’ di risi e fagioli assieme); nel borgo merita una visita anche alla chiesa romanico-gotica dedicata a San Martino (nessuna parentela con Frà Martino della famosa tiritera) anch'essa risalente al 1100.La D22 e la D141 ci portano a Fontaine Henry (stiamo percorrendo la Route de Moulins) e qui arriva il pezzo forte della giornata un bel castello con due facciate eseguite in due stili ben diversi, la parte a Ovest eseguita in modo classico con colonne che richiamano lo stile di Enrico II mentre quella a Sud molto più sfarzosa e ricca in puro stile rinascimentale. La visita all'interno è a pagamento (30FF per persona senza riduzioni) e su preventiva richiesta ai proprietari in quanto il palazzo è riconosciuto come monumento storico ma di proprietà privata; i documenti parlano di sale e arredi del 1200 in stile gotico. Non ci resta che scendere nel villaggio di Rots con la D170 per vedere questo grazioso borgo e la chiesa del XII-XV secolo. Possiamo dire di aver ultimato il tour dei castelli del Cavados (prezioso liquore a me caro), quindi riprendiamo la N13 per saltare a piè pari Caen in direzione Est; con la N175 arriviamo a Dozulè lasciandola per svoltare a sud sulla D85 verso Beuvron en Auge. Dimenticandomi che oggi è il 15 di Agosto, arrivo accolto da un nugolo di gente, che mi indirizza verso un'enorme parcheggio, ricavato da un pascolo, e altrettanto pieno di auto e camper. Ora sorge una domanda, che questo paese appartenga all'associazione dei Più bei Villaggi di Francia, passi, ma da qui ad contare tante presenze da far invidia a Le Mont St. Michel ci vuole ben altro. Le nostre curiosità vengono immediatamente appagate, dopo aver pagato 10FF per il parcheggio agreste, la via del centro e l'intero spiazzo adiacente è occupato da bancarelle di antiquari professionisti e occasionali non contando i residenti che, a parer mio, hanno letteralmente svuotato cantine e soffitte, armadi e cassetti per esporre e vendere tutto ma dico tutto l'immaginabile, chincaglierie e rottame compreso. La folla è veramente tanta a tal punto da essere trascinati dal flusso che lentamente serpeggia nella via centrale; solo quando la marea di gente incomincia a scemare con i loro pacchetti degli acquisti (per non dire PACCHI in senso lato) si riesce a vedere cosa effettivamente c'è di esposto……e anche se noi non siamo cultori dell'antico o meglio del modernariato, tutto sommato risulta alquanto divertente. Praticamente del villaggio non si vede niente e quindi rimandiamo la visita a domani mattina intanto abbiamo individuato il parcheggio dove pernottare e attendiamo pazientemente che la gente rientri a casa lasciando libero il parcheggio del municipio. Detto fatto come d'incanto alle 20 non c'è più un'anima in circolazione, sono sparite bancarelle e ombrelloni, transenne, pali, cordoni e cavi, e il borgo appare come se nulla fosse accaduto e fossero passati solo alcuni turisti per caso.Intanto ceniamo tranquilli e ci appostiamo con altri 3 equipaggi per passare la notte. Lunedì 16 Agosto Da Beuvron en Auge a Arromanches (Calvados) Km.133 Con tutta la calma necessaria e l'aiuto del bel tempo riusciamo a passeggiare per il paese osservando con curiosità e attenzione ogni anfratto, visto che non c'è molta gente in circolazione, e va' detto che merita la visita e i km percorsi fin qui. Quando ci muoviamo inizia a piovigginare, ormai abbiamo fatto l'abitudine alle repentine variazioni meteo, che avvengono nella giornata, che non riesco più a memorizzarle. Ritorniamo sui nostri passi e l'itinerario di oggi ci porta alla foce dell'Orne (D400 fino a Cabourg e D514 fino alla foce del fiume) teatro dello sbarco alleato nel 44 della 4° Divisione e nominata con il nome in codice Sword; nella cittadina di Ouistreham vi sono 2 musei; il primo dedicato appunto al 4° Commando Inglese che ha preso possesso della località, mostra parecchie testimonianze e reperti, è facile da individuare in quanto è di fronte al Casinò. Il secondo è il Musèe du Mur de l'Atlantique ed è del tutto fuori dagli schemi fino ad ora visti (e presentati); in pratica è il più grande bunker tedesco costruito sulla fascia Nord Atlantica, esso è parte del Muro Atlantico, voluto da Hitler e ideato da Rommel quando si accorsero che era praticamente impossibile conquistare l'InghilterraIl Bunker è stato occupato, intero, dagli incursori della Regina; perciò nel suo interno vi sono ancora le apparecchiature e gli impianti del tempo arricchiti da altre testimonianze relative agli impegni, tecniche adottare risultati e sforzi per la costruzione dei 12.000 bunker armati che costituiscono il Muro Atlantico. Entrambi i musei sono a pagamento 25FF il primo e 34FF il Bunker, ma in questi casi è opportuno sfruttare il coupon delle tariffe privilegiate ottenendo delle sensibili riduzioni (il primo ingresso si paga per intero per gli altri 20 musei lo sconto va da 3 a 5 FF per persona) La grande spiaggia di Colleville ci ospita per il pranzo e tra uno scroscio d'acqua e un raggio di sole ci mettiamo in marcia verso Caen, non tanto per visitare la città (già vista nel 95), quanto per gironzolare nei grandi supermercati alla ricerca di non si sa che cosa. Intanto si fa sera e ci spostiamo nuovamente sulla costa percorrendo la D22 e D65 arriviamo ad Arromanches le Bains. La visione del cinema a 360° è rimandata a domani mentre il parcheggio panoramico sopra alla cittadina ci ospita per la notte regalandoci uno splendido tramonto e permettendo di vedere chiaramente i resti di quel gran porto costruito in 2 giorni capolavoro dei Genieri della Regina.Martedì 17 Agosto Da Arromanches (Calvados) a La Bourbansais (Ille et Villaine) Km.230 Totale parz. 3094 KmMattinata uggiosa e fredda, neanche Pierino riuscirebbe a fare tanti capricci come il tempo in questa regione, il primo spettacolo cinematografico inizia alle 9,10 (che è l'alba per noi) e dura 18 minuti, così imbrocchiamo il secondo (le proiezioni avvengono con frequenza di 30 minuti fino alle 18,40, il costo è di 23FF a persona e 17FF ragazzi fino 12 anni).Se ero un poco scettico, all'inizio, ne sono uscito certo e soprattutto toccato nell'animo. Scendiamo per visitare il Museo dello Sbarco in paese ma una frotta composta da 3 pullman inglesi ci fa cambiare indirizzo. Ci spostiamo di poco verso Ovest con la D514 fino a Longues per vedere da vicino un'altra batteria di 5 bunker quasi intatti, eccezion fatta per il primo ne quale non avrei voluto essere ospite in quel momento, con tanto di armamento in posizione. Il luogo, al di là dei legami storici di questo luogo, si presta bene per delle passeggiate sulla falesia, ora che c'è il sole caldo, e raccogliere more; noi ne approfittiamo per pranzare. E' ora di cambiare storia da quella recente e vicina nei ricordi a quella più lontana, si risveglia in noi l'interesse per i castelli Bretoni di cui avevamo dato attenzione negli anni scorsi, e quindi riprendiamo il percorso verso la regione più a Ovest di tutta la Francia. Individuato sulla cartina il percorso più consono e panoramico, iniziamo scendendo verso Bayeux e con la D6 fino a innestarsi sulla N175,proseguimo con la panoramica D577 fino a Vire , la D524 in direzione Ovest fino a Villadieu e nuovamente la N175 fino a Dol de Bretagne, ad essere sincero il percorso non è stato affatto noioso in quanto ritmato dai saliscendi e le ampie vedute che si osservano dalle cime delle colline. La nostra discesa prosegue da Dol con la D4 fino al primo castello di Landal. Lo stabile è monumento storico di proprietà privata e molto bello e i proprietari si sono ingeniati nell'allevare rapaci, aquile reali, gufi, civette, falchi e avvoltoi; facendoli a loro volta lavorare in uno spettacolo che offrono al pubblico alla modica cifra di 45 FF a persona, oltre alla visita dell'interno, oppure con 15FF (sempre a persona) si può visitare l'esterno del castello, i cortili e le voliere dei rapaci. Comunque è bello e è valsa la pena. Con la D85 e la D83 scendiamo fino al castello di Lanrigan villaggio costituito da 4 case + la chiesa e il castello molto piccolo ma comunque bello; essendo di proprietà privata, la visita esterna è concessa solo nei pomeriggi della domenica e giorni festivi.Comburg è vicina e al castello e alla città avevo già dedicato spazio a suo tempo quindi passo oltre e mi dirigo a Ovest con la D794 e la D75 a La Bourbansais, qui troviamo un grande podere capitanato da un bel castello tipico Bretone con annesso giardino (un enorme prato e un bosco) e parco zoologico (scimmie, leoni, struzzi, cerbiatti, cervi, zebre in grandi recinti), purtroppo arriviamo tardi e le visite sono ormai chiuse ma il prezzo a mio giudizio è caro (55FF a persona), nel biglietto è compreso la visita del castello dello zoo e del giardino, se si vuole assistere allo spettacolo della muta di cani il prezzo sale a 68FF a persona. Riusciamo comunque a fare quattro passi tanto da vedere animali, parco e facciata del castello scattare qualche foto finché giunge l'ora di cercare un posto per dormire; e lo troviamo in paese di fianco alla chiesa in ottima posizione riparato dal vento ma non dalla pioggia che dopo cena ci assale e bagna. Mercoledì 18 Agosto Da La Bourbansais a Hirel (Ille et Villaine) Km.83 La notte piovosa e ventosa la mattinata variabile e fresca, questo è il resoconto di quello che è avvenuto nelle ultime ore finche ci muoviamo verso un'altra perla medioevale Bretone ed è il castello di Montmuran ci si arriva percorrendo la N137 fino a St. Symphorien e la D221 fino a Les Yffs. Il castello è a 300 mt dal piccolo borgo e per la sua imponenza si nota già da lontano, purtroppo la visita agli esterni è possibile solo nel pomeriggio dalle 15 alle 19 al prezzo di 25 FF a persona, così come tanti altri ci accontentiamo di vedere l'ingresso con il bel ponte levatoio coronato dalle torri gemelle e un frammento del giardino. Scendiamo con la D27 fino a Becherel e un piccolo tratto della D20 ci conduce di fronte alla Versailles Bretone la quale vanta un grande parco dai giardini ben curati, è consentita la visita all'esterno del castello passando dal parco solo prima di aver pagato 18 FF a persona e 12 i bambini fino 12 anni. Rientriamo sulla costa passando da Comburg e Dol de Bretagne terminando il viaggio quotidiano a Le Vivier per il consueto pieno di cozze e ostriche.Giovedì 19 Agosto Da Hirel (Ille et Villaine) a St. Hilarie la Gravelle (Loir et Cher) Km. 303 Da che siamo in Bretagna questa è la prima mattina che ci svegliamo con il cielo terso e il sole caldo, ma è anche ora di pensare al rientro e, cercando di trovare scuse o palliativi per ritardare il più possibile la partenza, muoviamo il camper percorrendo la D155 in direzione di Fougeres, la quale come città, è sempre splendida e viva; la usiamo come tappa per il pranzo successivamente ci incamminiamo verso Est percorrendo la N157 fino a Laval, Le Mans e Frèteval. Il viaggio fin qua è stato veloce grazie, ai lunghi rettifili ,come al solito alternati da alti e bassi e immersi nella campagna, dovendo cercare un luogo per la notte ci stacchiamo leggermente dalla Nazionale; e appunto da Frèteval imbocchiamo sulla sinistra la D19, che in 2 Km, ci porta in questa piccola isoletta felice di St. Hilare. Appena entrati in paese un cartello indica l'area pic-nic la quale risulta essere staccata dalla strada principale e accessibile passando davanti al municipio. La piccola area è estremamente confortevole e rilassante poiché il prato verde, ombroso e fiorito, conduce al pelo dell'acqua del fiume Loir (da non confondere con La Loira). Unico neo è il veloce passaggio dei Tir (pochi per fortuna) che dalla N10 bay-passano i centri di Frèteval e Morèe per innestarsi sulla N157, cessando il transito verso la tarda serata.
Venerdì 20 Agosto Da St. Hilarie la Gravelle (Loir et Cher) a Vezelay (Yonne) Km. 258 Ripartiamo (non presto) con il bel tempo ritornando sulla N157 lasciata ieri sera e dirigendoci verso Orleans; e qui abbiamo la prima défaillance da che siamo partiti; entro veloce in un rondò e sbaglio l'innesto per la tangenziale trovandomi in men che non si dica in centro della città. E' quasi mezzogiorno e facendo un veloce paragone delle dimensioni di Orleans con una qualsiasi delle nostre città, è facile immaginare la mole di traffico che si dovrebbe incontrare, ed invece riusciamo a girare per il centro senza alcuna limitazione e preoccupazione in un clima semidesertico, permettendoci di osservare le costruzioni e l'architettura di quelle più vetuste. Tutto facile quindi, tranne che ritornare sulla tangenziale, attraversando i centri periferici ritorniamo sulla N60 che percorriamo fino a Chateneuf s/ Loire in questo paese c'è da vedere ----(inserire nomi e commenti)-bla bla bla…(vedi Guida). Passiamo oltre e ci fermiamo alla Abbazia Benedettina di S. Benoir s/ Loire costruita nel 1065 è uno dei più importanti monumenti romanici di Francia. La chiesa è preceduta da un tozzo portico-campanile a tre navate su enormi pilastri dai bei capitelli figurati. Nel transetto di sinistra è custodita una bella madonna di alabastro del ‘300 mentre dietro l’altare il coro pavimentato con un mosaico del V e VI sec. importato dall’Italia nel 1531 Il parcheggio è ottimo e ombreggiato da segnalare anche per eventuali soste notturne proseguiamo verso Sully s/ Loire e visitiamo il bel castello (anche se rifatto) del famoso ministro di Enrico IV.E’ cinto da un fossato e ha una parte trecentesca, rettangolare con torrioni angolari cilindrici e il cammino di ronda; poi un a passeggiata nel piccolo borgo pittoresco nel quale si possono vedere la chiesa e i bei negozi. Ora ci concediamo una divagazione sulla tematica delle visite fino ad ora perpetrate; percorrendo la D60 avevo notato le grandi torri di evaporazione caratteristiche di una centrale termonucleare e conoscendo la curiosità di Eleonora in materia decido di tentare la visita. Ci va bene solo per metà in quanto è possibile entrare nel centro visite e informazioni della centrale di Dampierre en Burly. e osservare, leggere, interagire con i dispositivi informatici e telematici, per conoscere al meglio le caratteristiche e funzionalità di questo tipo di centrale. Particolare attenzione è stata posta al sistema di riciclaggio del Plutonio e allo stoccaggio delle scorie e dei rifiuti nuleari. La hostess e disponibile nel fornire tutte le informazioni utili e le varie risposte ai quesiti posti, purtroppo non è possibile visitare l'interno in quanto, alla luce delle recenti disposizioni in materia di sicurezza causate dalla guerra nei Balcani, le autorità non permettono l'ingresso ai visitatori nemmeno nelle aree esterne; figuriamoci in quelle protette. Così per la seconda volta, e per cause diverse, ci sfuma l'occasione di infilarci quei bei tutoni bianchi con l'elmetto blu e di entrare in una delle sale dei bottoni o delle camere protette da spessi vetri al piombo da dove si può vedere all'opera una centrale come questa da 4200 Mwatt (alimenta tutto Orleans, Auxerre e circondario compresa la parte Sud di Parigi). Ci siamo concessi più del previsto ed è ora di riprendere il cammino per fortuna i lunghi rettilinei e il poco traffico presente ci permette di viaggiare quasi in relax; Percorriamo al N7 in direzione Sud fino a Neuvy s/ Loire poi stacchiamo a sinistra con la D957 percorrendo una strada ancor più tranquilla e panoramica la quale attraversa piccoli centri caratteristici della campagna di Borgogna, regione nella quale siamo, i saliscendi diventano più accentuati regalando scorci panoramici sulle colline molto ampi e l'ebbrezza della discesa a ruota libera (si fa per dire più di tanto il camper non và neanche in discesa). Da Clamecy saliamo sulla D951 con la quale ci pare di essere su un'ottovolante, con il sommo divertimento mio e di Eleonora e nella disperazione di Pasqualina, arriviamo così a Vèzelay per ora di cena e fermato il camper nel grande e tranquillo parcheggio all'uscita del borgo ci apprestiamo a passare la notteSabato 21 Agosto Da Vezel ay (Yonne) a Flavigny s/ Ozerain (Côte d'Or) Km. 113 Ritorniamo quindi alla nostra primitiva missione destinata a scoprire i più Bei Villaggi di Francia, Vezelay oltre a meritarsi questo appellativo è sicuramente molto visitato e celebrato per la grande e bella Abbazia intitolata a St.e Madaleine, la quale si differenzia da tutte quelle finora da noi visitate per l'imponente "nartece" che si frappone tra la facciata e la navata centrale; esso è a tre navate su pilastri in fondo al quale si aprono tre portali. Il portale centrale gemino è un vero capolavoro della scultura borgogna risalente al 1125; i capitelli delle colonne sono a rilievi con storie del Vecchio e Nuovo Testamento e figure allegoriche. La chiesa apparteneva ad una abbazia fondata nel IX secolo e divenuta meta di pellegrinaggi alle reliquie di Santa Maria Maddalena purtroppo andate distrutte in un grande rogo.. Nel suo interno le linee morbide della architettura romanica abbinate alle belle e gentili decorazioni, la pietra chiara con cui essa è costruita ne accentua la luminosità La chiesa caduta in rovina dopo la Rivoluzione francese venne interamente restaurata da Viollet le Duc negli anni 1840-59 Una breve passeggiata sulla terrazza permette all'occhio di spaziare sulla campagna della Borgogna, ritornando al camper dedichiamo del tempo per curiosare tra le vecchie vie del borgo. Partiamo dirigendoci verso Nord-Est percorrendo la D957 fino a Avallon e poi saliamo verso Nord con la D86 fino al pittoresco borgo di Noyers; di questo villaggio non si trovano notizie, ma merita di essere visitato per le sua vetuste abitazioni ancora in buono stato di conservazione; una passeggiata sulla riva del rio Serein ci ristora per affrontare il prossimo tratto di strada. Imbocchiamo la D956 del tutto priva di traffico e ci inoltriamo tra le colline, il paesaggio da alcuni chilometri ha una spiccata somiglianza con le crete senesi, le quali ,si differenziano solo per le caratteristiche costruzioni toscane in tufo. Saliamo sulla D905 e inoltre cambiamo dipartimento entrando nella Côte d'Or, ci dirigiamo verso sud a Montbard e qui e d'obbligo una deviazioni di pochi Km per visitare il grande complesso abbaziale cistercense di Fontenay;…fondata nel 1118 da S. Bernardo di Clairvaux è uno dei complessi abbaziali più completi e meglio conservati Ritorniamo sulla D905 e scendiamo verso Sud fino a oltrepassare per pochi Km il centro di Venarey la D9 ci conduce a Flavigny in questo piccolo villaggio medioevale ai confini dell'omonima foresta. Questo borgo oltre a essere motivo della nostra visita di domani è anche un ottimo punto per la sosta notturna. Domenica 22 Agosto Da Favigny s/ Ozerain (Côte d'Or) a Beaume les Messieurs (Jurà) Km. 197 Da quando ci siamo allontanati dalla costa Bretone (sembra farlo apposta) abbiamo perso ogni traccia delle nubi, risvegliandoci ogni mattino con il sole splendente, non che ci dispiaccia ma avremmo di gran lunga preferito avere questo bel tempo lassù; pazienza ne approfittiamo per il meglio per visitare il piccolo borgo, veramente vetusto, ma quello che ci stimola immediatamente è il leggero e gradevole profumo di anice che proviene dalla fabbrica situata nello stabile della antica abbazia del XI secolo. Nelle immediate vicinanze c'è una cripta Carolingia risalente al VIII secolo; proseguendo si sale tra viottoli di antichi edifici fino ad arrivare alla chiesa e ridiscendere verso il monastero, la passeggiata si conclude con la visita alla porta turrita nella parte Sud vicino alla grande costruzione oggi destinata a Seminario. Tutto risale all'epoca medioevale, compresa tra il 1100 e il 1400, come si legge dalle testimonianze e dalle chiare indicazioni poste sui monumenti e sulle costruzioni. E' ora di continuare il viaggio alla volta di un luogo non solo inserito tra i Più bei Villaggi ma oggi anche Monumento Nazionale; Châteauneuf en Auxois . Riprendiamo la D905 verso Sud fino al centro di Sombernon svoltiamo a destra sulla D977 fino a costeggiare e oltrepassare la riserva idrica di Panthier, uno splendido specchio d'acqua dove poter bagnarsi, pescare o praticare vela e surfing. Intanto saliamo al castello in un panorama che sa più di Baviera, troviamo posto nel piccolo parcheggio e iniziamo la nostra visita. L'interno del castello è visitabile a pagamento (25FF adulti 15FF da 12 a 25 anni ) e con tanto di guida che accompagna e illustra i contenuti delle grandi sale e le vicende dei predecessori che lo hanno abitato; il tutto dura una piacevole mezzoretta poi circoliamo un po’ per il borgo che per via del caldo e del sole che scotta è paragonabile al villaggi Provenzali. Ancora qualche foto e ci rimettiamo in viaggio per un tratto un po' più lungo; in qualche modo prendiamo la D970 che ci porta a Beaune prima attraverso i pascoli, poi il bosco della Chaume e per stupirci del tutto la discesa tra gli immensi vigneti della Borgona carichi di grappoli d'uva e livellati come fossero appena stati rasati con un enorme rasaerba. Oltrepassato Beaune e proseguendo la corsa sulla D970 ci spostiamo verso Sud-Est questa volta attraversando la piatta campagna ed entrando cosi nel distretto dello Jurà, confinante con l'omonimo cantone Svizzero. Nel giro di 10 Km tutto il paesaggio è mutato radicalmente, sia per il veloce innalzamento della superficie terrestre, ma anche nelle costruzioni domestiche quelle più vecchie comprese quelle recenti; all'inizio richiamano lo stile ben noto dell'Alvernia, poi mutano ancora in uno stile del tutto singolare, è così gustandoci questi ultimi Km che arriviamo a destinazione; dapprima un rapido giro in paese e poi una fugace salita fino all'ingresso delle grotte (ormai chiuse) per capire meglio come muoversi all'indomani. Sicuramente il paese e il complesso abbaziale meritano tutta l'attenzione ma senza disdegnare di una visita anche le grotte del Cirque des Baume che paiono ricche di concrezzioni. Per la notte ci fermiamo nel confortevole campeggino comunale all'ingresso del paese che offre ogni comfort a prezzi irrisori. Lunedì 23 Agosto Da Beaume les Messieurs (Jurà) a Pèrouges (Ain) Km. 130 L'intera mattinata la dedichiamo alla visita del borgo e dell'abbazia, passeggiando con tranquillità finche non sopraggiunge l'orda dei turisti delle 11, per tale ora noi ripieghiamo al campeggio dedicandoci alle piccole faccenduole di casa. Dopo pranzo un giro per i punti panoramici di questo insolito circolo di rocche a strapiombo che dall'alto incutono una certa apprensione, vediamo anche l'ingresso delle grotte ma pare che l'affluenza non sia alta anzi sicuramente il contrario e perciò ci mettiamo in marcia verso la pianura riusciamo a prendere la D471 fino a Lons poi con la N83 la lunga discesa verso Sud che ci porta a Bourg en Bresse da Peronnas con la D22 scendiamo costeggiando per un tratto il Veyle e attraversando per intero la zona dei marais fino a Chalamont ancora con la D22 fino all'incrocio con la D4 e in poco si è a Pèrouges. Ci fermiamo nel primo parcheggio vicino al centro di soccorso e rimandiamo la prima visita a dopo cena.
Martedì 24 Agosto Da Pèrouges (Ain) a Exillex (Torino) Km. 298 Dopo l'assaggio di ieri sera, inevitabilmente si deve ritornare a vedere questa piccola cittadella fortificata, che ha tutti i diritti di appartenere ai Più Bei Villaggi di Francia; a partire dalla chiesa fortificata del XVI secolo, il piccolo museo in cui è possibile vedere architetture oggetti e testimonianze agresti risalenti al XVI secolo, il ristorate che serve la coazione sotto uno stupendo portico del 1400, il tutto all'interno della cittadella così saggiamente e sapientemente conservata con tutti i particolari del tempo della sua edificazione; malgrado anche questo luogo viva ormai esclusivamente sul passaggio turistico, sicuramente il modo con cui, i negozianti espongono la propria merce e gli alberghi-ristoranti pongono le loro insegne, sono molto più garbati e meno ostentati di quelli visti in altre località più o meno conosciute. Questo fa sì di riuscire ad immedesimarsi nel contesto sempre che non arrivino contemporaneamente un paio di pullman carichi di turisti che come di incanto fanno svenire in una bolla di sapone quell'incantesimo che mi ero momentaneamente creato. Svaniti i sogni sì ritorna alla mera realtà, quella di dover necessariamente avvicinarsi a casa, perciò ci mettiamo in strada e di buona lena puntiamo tutto su Grenoble. Già al mattino presto il sole decretava il suo "ardire" che nel pomeriggio è diventato "ardere"; ancora una volta attraversiamo questa vallata infame nel pieno del caldo facendoci schiattare e mettendo un poco in crisi anche il camper. Arriviamo al Lautaret per ora di cena e il termometro registra ancora 22°C a 2058mt. del colle, il che la dice tutta, ma ben presto ci rinfreschiamo e ristoriamo alla brezza di questo angolo del parco, cenando sotto lo sguardo vigile di una bella marmotta. Dopo cena, rinfrancati e approfittando del fresco e dell'assenza di traffico, decidiamo di affrontare il passo del Monginevro con la dovuta calma; e così chilometro dopo chilometro scendiamo a Claviere, Cesana, Oulx per fermarci nel già collaudato campo sportivo di Exilles, ormai in dirittura d'arrivo delle nostre vacanze. Mercoledì 25 Agosto Da Exillex (Torino) a casa Km. 171 Termina qui, con il viaggio di rientro senza problemi particolari, la nostra vacanza, ma con ciò si aggiunge un altro nuovo capitolo al libro delle nostre esperienze maturate nell’abitar viaggiando. Un altro pezzettino di vita da custodire gelosamente, da raccontare con gli amici , da confrontare con gli altri camperisti che amanti del plein air godono di tutto ciò che li circonda nel modo più semplice e naturale.
Un po’ di numeri Totale giorni 26 Spesa complessiva 2.385.000 Lire Totale Km. percorsi 4.667 Totale di litri di gasolio bruciati 583 (stimati)
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