Diario di viaggio. 7/31 agosto INTRODUZIONE:
1°giorno –
07 Agosto 1998 Rescaldina (I) - Ulm (D) 407 km.
2°giorno
– 08 AgostoUlm (D) - Linstow (D) 774 km.
3°giorno
– 09 AgostoLinstow (D) - Värnamo (S) 435 km.
4°giorno – 10
Agosto:Värnamo (S) - Stoccolma (S) 400 km.
5° giorno
– 11 Agosto: Stoccolma (S).
6° giorno – 12
Agosto: Stoccolma (S).
7° giorno
– 13 Agosto: Stoccolma (S) - Härnösand (S) 436 km.
8° giorno
– 14 Agosto: Härnösand (S) - Luleå (S) 488 km.
9° giorno
– 15 Agosto: Luleå (S) - Palojensuu (FIN) 373 km.
10° giorno –
16 Agosto: Palojensuu (FIN) - Capo Nord (N) 429 km.
11° giorno –
17 Agosto: Capo Nord (N) - Alta (N) 200 km.
12° giorno –
18 Agosto: Alta (N) - Gratangen (N) 442 km.
13° giorno –
19 Agosto: Gratangen (N) - Svolvaer (N) 366 km.
14° giorno –
20 Agosto: Svolvaer (N) - Stien (N) 351 km.
15° giorno –
21 Agosto: Stien (N) - Trondheim (N) 482 km.
16° giorno –
22 Agosto: Trondheim (N) - Tofte (N) 276 km.
17° giorno –
23 Agosto: Tofte (N) - Oslo (N) 244 km.
18° giorno –
24 Agosto: Oslo (N).
19° giorno –
25 Agosto: Oslo (N).
20° giorno
– 26 Agosto: Oslo (N) - Klampenborg (DK) 560 km.
21° giorno
– 27 Agosto: Klampenborg (DK) - Copenaghen (DK) 15 km.
22° giorno –
28 Agosto: Copenaghen (DK) - Soltau (D) 386 km.
23° giorno –
29 Agosto: Soltau (D) - Rottweil (D) 670 km.
24° giorno –
30 Agosto: Rottweil (D) - San Gottardo (CH) 236 km.
25° giorno –
31 Agosto: San Gottardo (CH) - Rescaldina (I) 166 km.
INTRODUZIONE:
Anzitutto mi presento: Io sono Chiara, sono stata eletta mascotte del
viaggio nonché interprete e reporter ufficiale; seguono i piloti
e navigatori ufficiali: mio fratello Angelo e i cugini Roberto e Savio.
L’idea del viaggio con destinazione Capo Nord visitando Norvegia, Svezia
e quindi la penisola scandinava era nata già durante l’inverno durante
una chiacchierata sulle possibili mete delle vacanze estive…
Così, quando Savio ha saputo che per l’università avrebbe
dovuto partecipare ad un congresso "in quel di Oslo", la faccenda ha assunto
contorni più chiari.
L’idea del camper invece, ci è venuta dopo aver abbozzato un
minimo di itinerario comprendente le tappe più importanti, tenendo
conto del fatto che Savio doveva necessariamente trovarsi ad Oslo nel periodo
del 22-24 agosto, e che l’aereo non sarebbe stato il mezzo più idoneo
per questo viaggio, visto che la caratteristica principale avrebbe dovuto
essere fermarsi in qualsiasi momento per osservare il paesaggio.
In seguito siamo passati quindi alla lunghissima fase della ricerca
di un camper a noleggio per il periodo di Agosto, questa è stata
l'operazione più difficile, visto che ci siamo trovati già
in estate senza aver ancora trovato nulla, con il rischio di far saltare
tutto il viaggio; mi ricordo le altrettanto lunghe navigate in Internet
(per fortuna che c’è!), le serate e conseguenti nottate estive sfidando
il caldo tropicale, ricercando orari di traghetti e mettendo insieme pezzi
di cartine al fine di individuare un percorso non troppo tortuoso, i pomeriggi
in biblioteca, le scarpinate per la città di Milano con annesse
visite alle varie ambasciate e consolati "nordici", la grande spesa cercando
di acquistare tutti viveri e l'indispensabile necessari al lungo viaggio
ed infine la mattina del 07 agosto 1998, dopo il carico del camper e i
saluti di rito…la partenza verso l'estremo Nord!
1°giorno
– 07 Agosto 1998:
Rescaldina (I) (Lat. 45° 36,99' N; Lon. 8° 57,00' E)
Ulm (D) (Lat. 48° 23,80' N; Lon. 90° 58,79' E)
407 km.
Ore 14,10, partenza da Rescaldina. Giornata stupenda (30°C.), fortunatamente
siamo condizionati!
I km sul contachilometri del nostro camper sono 7.657…è praticamente
nuovo!
Al km 2 abbiamo già rotto uno specchio, caduto per una curva
un po' brusca…beh, evitiamo i commenti…
1^ sosta: km 225 nell’area di sosta "Heidiland" quando siamo già
in Germania; abbiamo trovato coda su un ponte in Svizzera, ma ce la siamo
abilmente svignata su una strada parallela a quella intasata, per cominciare
a saggiare da subito i panorami abbiamo fatto il passo del San Bernardino
che ci ha allungato la strada ma le Alpi sono le Alpi; nessun problema
finora…Facciamo pipì, mangiamo un panino o uno yoghurt, a scelta,
e alle h. 18,00 ripartiamo.
2^ sosta: km 350 per cenare. Prima cena in Germania (pasta fredda, vitello
tonnato e budini…ci trattiamo bene, beh, il tutto è stato naturalmente
preparato dalle nostre mammine prima di partire); l’area è carina,
c’è un negozietto dove Savio e Roby vanno a cercare le tazze per
il latte (dimenticate), senza esito positivo.
Dopo cena andiamo tutti nel bagno della stazione per lavarci i denti…che
ridere! (Ci guardano tutti troppo male, specie la signora che si lava le
mani di fianco a me!) Dimenticavo…facciamo anche il pieno di gasolio (43
litri per 50 DM, prezzo buonissimo). Tutto a posto, insomma; ripartiamo
alle 21,30 e dopo altri 60 km (all’incirca verso Ulm) ci fermiamo in un’area
per dormire dove ci sono già altri camperini, italiani non se ne
vedono da un bel pezzo…Il termometro segna 25°C, ma qui si muore!!!
Optiamo per un abbigliamento estivo senza sacchi a pelo o coperte e alle
23,30 circa andiamo a dormire.
P.S.: dimenticavo di dire che oggi abbiamo naturalmente attraversato
la Svizzera, un pezzetto d’Austria (è veramente bellina, ricorda
l’Olanda per certi versi), un piccolo pezzo di Liechtenstein (targa FL,
che non è la Finlandia, come noi sostenevamo…) ed abbiamo anche
visto il Bodensee, il lago di Costanza, immenso e pieno di gente.
2°giorno – 08
Agosto:
Ulm (D) (Lat. 48° 23,80' N; Lon. 90° 58,79' E)
Linstow (D) (Lat. 53° 36,84' N; Lon. 12° 22,57' E)
774 km.
H. 07,15 sveglia. Non abbiamo dormito granché, (a parte Roby
tutto infagottato nel suo sacco a pelo gigante) sia per i cambiamenti di
temperatura (dal caldo tropicale di ieri sera siamo infatti passati ad
una temperatura più "fresca" questa mattina, 21° al risveglio),
sia per il rumore del traffico sull’autostrada.
Tutto a posto comunque, facciamo colazione e partiamo verso le h. 08,40.
La giornata è ancora troppo bella siamo a quota 440 chilometri.
Per motivi di incomprensione linguistica (passiamo troppo veloce sotto
i cartelli per ricordarci i nomi, tra l’altro difficilissimi) evitiamo
di scrivere i nomi delle aree dove ci fermiamo.
Incontriamo finalmente qualche italiano (2 camion e un’auto) quando
ci fermiamo per il rifornimento di gasolio. Si riparte, guida Roby, Chiara
co-pilota. L’autostrada ad un tratto diventa bruttissima per i buchi nell’asfalto,
ma è ancora tollerabile; verso le 12,30 decidiamo di fermarci per
mangiare, ma la nostra odissea continua fino alle 13,10 perché le
soste sono tutte orrende e per di più al sole.
Infine usciamo dall’autostrada e ci mettiamo in un piccolo spazio vicino
ad un bel laghetto dove troviamo anche more e lamponi. Pranzo tranquillo
durante il quale progettiamo di trasformare il nostro camper in un ristorante
di fortuna e vendere la nostra pasta a dei tedeschi che, con il pullman
in panne, si sono accampati lì vicino; dev’essere il caldo che ci
fa questi scherzi e in effetti fa caldissimo, ripartiamo.
Paesaggio: campi immensi e qualche paesello qua e là. La Germania
non è affatto male. Dopo un po’ ci accorgiamo di essere nell’ex
– Germania Est un po' per le mitiche automobili Trabant, e soprattutto
per l’asfalto completamente distrutto che ci dà non pochi problemi,
fortunatamente adesso il nuovo governo le sta rifacendo completamente con
chissà quanti soldi…
Alle h. 17,00 circa ci fermiamo per un gelato che non è niente
male, come il luogo del resto. Si riparte e dopo aver toccato i 1.000 km.
(finalmente!!! All’incirca all’altezza di Lipsia) passiamo sulla circonvallazione
di Berlino che però non vediamo neppure da lontano…peccato! Eravamo
già pronti a filmare…
Verso le h. 20,30 decidiamo di fermarci per cena nei pressi della caserma
di polizia (ci sembra più sicuro) sfortunatamente non c’è
nessun parcheggio, così usciti dall’autostrada proseguiamo fino
ad un paesino (Linstow), molto caruccio con casette in mattoni rossi, giardinetti
e cancelli colorati tanto che ci sembra di essere in Olanda.
Inizio qui il mio compito ufficiale di "speaker" prima con due giovani
del posto e poi con un signore (che tra l’altro ci vorrebbe ospitare nel
suo giardino!) al fine di cercare un parcheggio la conclusione è
che ci fermiamo in uno spiazzo tra la casa appunto di questo signore ed
un’altra che invece è disabitata e a dire il vero un po' inquietante,
tant'è che ci fa subito nascere strane idee (divertenti comunque)
del tipo che il simpatico signore altro non sia che un mostro della zona
il cui divertimento preferito sia attirare per poi uccidere i camperisti
e infine arredare la sua casa con i mobili dei camper appunto…A parte queste
assurde congetture ci accorgiamo di essere realmente l’attrazione del posto,
c’è gente che spudoratamente passa in bicicletta tre o quattro volte
davanti al nostro camper e spia le nostre mosse…sembra non abbiano mai
visto dei turisti.
Ci facciamo una doccia inaugurando quindi l’impianto del nostro camper,
scopriamo subito che il serbatoio dell'acqua è troppo piccolo, rinunciando
a lavare i piatti; d’altronde qui nel paesino non c’è nulla, tanto
meno un distributore dove fare il pieno…rimandiamo il tutto a domani e
ci apprestiamo ad andare a dormire, senza dubbio la notte sarà più
tranquilla di quella precedente, anche se i discorsi fatti a cena sul nostro
"vicino" non contribuiscono certo a conciliare il sonno…beh, buonanotte!
3°giorno – 09
Agosto:
Linstow (D) (Lat. 53° 36,84' N; Lon. 12° 22,57' E)
Värnamo (S) (Lat 57° 11,09' N; Lon. 14° 3,75' E)
435 km.
Al mattino svegli di buon’ora (h. 07,30 circa) visto che abbiamo intenzione
di lasciare questa Germania il cui paesaggio seppur bellissimo è
animato, specie al nord, da immensi generatori eolici, che ci hanno un
po' stufato. Inoltre dobbiamo tenere conto che oggi dovremo traghettare
e ci terremmo a farlo senza perdere molto tempo o dover stare ad aspettare
parecchio visto che già perderemo del tempo per la traversata in
se stessa che dura ben quattro ore!!! Non ci manca molto ormai a dir la
verità e infatti verso le undici, dopo aver attraversato la particolarissima
Germania del nord, nord (cioè proprio in alto!) le cui casette affacciate
sulla strada in mattoni rossi e soprattutto la ferrovia ci ricordano tristemente
il periodo del nazismo e la guerra, tanto che vorremmo fare un filmato
in bianco e nero e spacciarlo per uno dell’epoca;
intorno alle 10,30 arriviamo infine al porto di Sab
nitz, dopo aver pagato (249 DM) ci mettiamo in fila per la traversata…(ehi,
siamo al primo posto!) Purtroppo abbiamo un po' da aspettare in quanto
il nostro traghetto parte solo alle h. 13,00, così dopo aver dato
un’occhiata al porto, alle navi già in partenza e al mar Baltico
ci infiliamo nel nostro camper e – perché no? – ci mangiamo un’ottima
pastasciutta che suscita l’invidia di tutti i nostri "vicini di corsia".
Finalmente alle 12,30 c’è l’imbarco, beh, la nave è talmente
immensa che trasporta anche interi treni merci! (Ci sentiamo senza dubbio
più sicuri, non tanto per eventuali ribaltamenti, quanto contro
più probabili ondeggiamenti da mare aperto…). Saliamo piuttosto
coperti, ma poi il sole anche se non è più quello mediterraneo
riesce a scaldarci parecchio, risolviamo le 3h e 45min. di traversata tra
questo "abbronzarci", visitare il Duty–free shop della nave, andare a vedere
Alladin in tedesco e uscire sconsolati dopo aver constatato che tutti stanno
beatamente dormendo!!! Risolviamo che certo in vita nostra non faremo mai
una crociera…è troppo noioso, anche con tutti i divertimenti e gli
svaghi possibili, è una sensazione bruttissima essere confinati
su una nave, pur immensa che essa sia!
Alle h. 17,00 c’è lo sbarco dopo gli ultimi dieci minuti passati
sotto un fortissimo vento che quasi ci impedisce di goderci lo spettacolo
dell’avvicinamento alla costa di Trelleborg, in Svezia! (finalmente!!)
Alle 17,10 tocchiamo quindi il suolo svedese ed è già
tutto diverso; troviamo una chiesa troppo bella a Haslöv con annesso
caratteristico cimitero! E’ veramente tutto troppo bello qui, sarà
anche il tempo che è stupendo, tutti i campi e le casette dai colori
rosso bianco e marrone che sembrano ancora più belli.
Cerchiamo acqua da caricare e una banca per prelevare soldi svedesi,
ma i paesi sono così piccoli! Infine in una stazione di servizio
di Vellinge sfoderiamo l’inglese e finalmente facciamo il pieno d’acqua
(con qualche difficoltà per l’attacco della canna), con ancora più
difficoltà preleviamo i soldi ma, solo Savio e Roby riescono a prelevare
visto che lo sportello Bancomat "fa le bizze").
Entriamo finalmente in autostrada alle 18,10: mancano 625 km. a Stoccolma
e contiamo di farne almeno 200 tra prima e dopo cena.
Ci fermiamo per cena quando mancano 510 km. a Stoccolma, all’altezza
di Killhult: il posto non è male, ma non c’è neppure un cestino
per l’immondizia, in compenso ci sono un mucchio di zanzare; tutto a posto
comunque, a parte Savio che tra il freddo della nave e lo sbalzo di temperatura…è
malatino… Gli prescriviamo la cura di antibiotici che funziona per problemi
alle vie respiratorie, lui ha un forte mal di gola e di schiena, e speriamo…
Si riparte alle h. 09,55, alla guida ci sono Roby + Angelo navigatore,
Savio dorme, io quasi, non ancora però per perdermi lo spettacolo
di una luna gigante e soprattutto rossa che troneggia in mezzo a un cielo
dai colori spettacolari. Inizia a fare un pò freddo, ma noi siamo
già super coperti. Alle h.23,00 telefona zia Olga da casa: la rassicuriamo
e salutiamo. Mancano circa 420 km. a Stoccolma quando ci fermiamo a Värnamo
(bellissima area di sosta con già parecchi camper parcheggiati),
andiamo a dormire questa volta piuttosto ben coperti e stanchi per cui
è sicuro che riusciremo a dormire. Sveglia puntata alle h. 06,30,
contiamo di partire presto per arrivare almeno per le h. 12,00/12,30 a
Stoccolma.
4°giorno –
10 Agosto:
Värnamo (S) (Lat 57° 11,09' N; Lon. 14° 3,75' E)
Stoccolma (S) (Lat 59° 19,05' N; Lon 18° 2,72' E)
400 km.
La sveglia in effetti suona alle h. 06,30, ma, visto che la sera precedente
era molto buio, dopo qualche giro dell'area di servizio in cerca di un
luogo tranquillo, senza accorgerci abbiamo finito per dormire "si fa per
dire" a due metri dall'autostrada, per cui, continuiamo tranquillamente
a dormire riuscendo a ripartire, dopo aver fatto il pieno di gasolio ed
acqua, solo alle h. 09,00.
Verso mezzogiorno ci fermiamo per riposare un po’ a Nyköpings (area
Stavsjö) e visto che c’è un bel laghetto decidiamo di fermarci
per il pranzo.
Ricordiamo questa sosta anche per la gente strana incontrata: un gruppo
di tedeschi che spudoratamente scaricano le loro acque (anche se chiare,
è comunque proibito) in mezzo alla strada, ed un altro gruppo di
ragazzi che dall’abbigliamento sembrerebbero inglesi e tentano pietosamente
di abbordare una cameriera, e che poi scopriamo invece – fantastico! –
essere italianissimi!!!

Ripartiamo alle h. 14,00, alle h. 15,00 siamo a Stoccolma e alle h.
15,30 finalmente arriviamo al campeggio, il sospirato Bredäng camping!
Fatto il check-in e trovata la piazzola di nostro gradimento con la colonnina
per l’elettricità, ci sistemiamo; ci sono un sacco di italiani (finalmente!),
scopriamo di esserci messi vicino alle docce, alla cucina e di avere inoltre
una stupenda vista sul lago senza averlo fatto apposta!
Savio però sta ancora male e decide di non venire a Stoccolma
con noi per il primo giro di perlustrazione, anche se la febbre è
solo a 36,5°, poi io, Roby e Ange compriamo una tessera da 72 ore per
la metropolitana (veramente comodissima) e ci avventuriamo nella City!
Vediamo Gamla Stan, il quartiere centrale, bellissimo, però tutto
è già chiuso, (scopriamo che qui tutto chiude alle 16,00
circa, sia i musei che i negozi e che non ci sono indicazioni per i monumenti)
però la gente è veramente bellissima, allegra, colorata e
giovane. Noi filmiamo, ci orientiamo un po', decidiamo di andare a vedere
i fuochi d’artificio l’indomani sera… Qui infatti c’è il "water
festival", il festival dell’acqua e inoltre quest’anno Stoccolma è
la capitale europea della cultura, per cui oltre al numero considerevole
di persone ci sono manifestazioni, bancarelle, spettacoli, sport, concerti…Prima
di tornare visitiamo il Södermalm, il quartiere degli artisti e dei
locali notturni, ma solo per un giro veloce dopodiché riprendiamo
la metropolitana, compriamo il pane nel market vicino al campeggio (comodissimo,
anche se situato nel "Bronx" di Stoccolma) e le tessere telefoniche dall’edicolante
che diventa subito mio amico (più che altro per le figure fatte)
e infine torniamo da Savio che purtroppo sta molto male: 39°C di febbre.
Appurato che non ci sono medici ne farmacie aperte, decidiamo di andare
all’ospedale per una visita e delle medicine adeguate visto che la situazione
sembra grave ® abbiamo ancora 6000 km. da
fare!!
L’ospedale si trova a Huddinge ed è immenso, il pronto soccorso
è praticamente nascosto (assurdo) e tra l’altro sono già
le h. 21,00 passate. Riusciamo a farci dare l’appuntamento per la visita,
ma davanti a Savio c’è un sacco di gente…aspettiamo.
Io, Roby e Angelo andiamo sul camper per mangiare qualcosa perché
ormai sono addirittura le h. 22,00 e noi siamo a digiuno da mezzogiorno…
Parliamo della situazione: che cosa fare? Se Savio non guarisce? Torniamo
indietro tutti, solo lui con un aereo o si prosegue? Dobbiamo stare fermi
qui ad aspettare che guarisca? E poi la tabella di marcia?
Dopo cena Angelo resta sul camper, io e Roby scendiamo; arrivano le
h. 22,50: finalmente chiamano il Savio.
Inutile dire che siamo con il morale a terra, oltre che distrutti dalla
stanchezza: e dire che stava andando tutto così bene…
Dopo un bel po' di tempo Savio torna con una ricetta, responso del dottore
(tra mille incomprensioni linguistiche): infezione virale alle vie aree
(???), prendere ancora per un po' di tempo gli antibiotici dei primi giorni,
appena aprono le farmacie compriamo, la medicina indicata sulla ricetta,
ma soprattutto tentare con il paracetamolo, che per fortuna abbiamo già
sul camper (Tachipirina).
Il dottore dice che purtroppo il virus si può trasmettere, per
cui dobbiamo stare molto attenti, si può proseguire, basta che il
malato non faccia sforzi.
Quando ritorniamo il campeggio è già chiuso, casualmente
troviamo un addetto ci spieghiamo e possiamo entrare…il nostro posto è
lì, delimitato dai coni rossi che avevamo messo prima di andare
via.
Andiamo finalmente a dormire; per quanto riguarda le docce e tutto quello
che avevamo programmato sarà a domani. Speriamo in bene!
5° giorno
– 11 Agosto: Stoccolma (S) (Lat 59° 19,05' N; Lon 18° 2,72'
E).
Mattina, Savio resta in campeggio, io Angelo e Roby dopo esserci svegliati
tardi – h. 08,30 – aver fatto finalmente le docce, aver telefonato a casa
ed esserci risollevati un po’ il morale, insomma… andiamo a Stoccolma.
E’ ancora una bellissima giornata, andiamo via dal campeggio con molta
calma verso mezzogiorno e dopo essere tornati a Gamla Stan decidiamo di
visitare la chiesa di Riddarholmen che ieri abbiamo trovato chiusa, ma…si
paga! Troviamo assurdo che si paghi (e non una cifra indifferente) per
visitare una chiesa il cui interno tra l’altro si può benissimo
vedere dall’atrio; così cambiamo idea, arriviamo nel vero centro
e visitiamo questa volta la cattedrale – stupenda – mangiamo in uno degli
innumerevoli tendoni allestiti nelle varie piazze (io particolarmente esaltata
non solo per il cibo, dei buonissimi e particolarissimi panini, ma anche
per il barista, uguale a Syd Vicious dei Sex Pistols!!!)
Andiamo in seguito a visitare lo Skansen, grandissimo parco situato
sull’isolotto di Djurgården, che troviamo con un po' di difficoltà
a causa di indicazioni pressoché opposte dateci da due cittadini,
sul tragitto entriamo al Vasa Museet, che per essere il primo museo visitato
ci fa davvero una bellissima impressione: ospita il "Vasa" immenso galeone
del 1600 affondato subito dopo il varo e rimasto sepolto nei fondali del
porto di Stoccolma per più di 300 anni finché dopo mezzo
secolo di restauri è stato ora riportato alla sua originaria bellezza.
Ma il museo non si limita solo a questo, nei sette piani della sua struttura
mostra ai visitatori con chiarezza e spiegazioni multilingue oltre che
con filmati e ricostruzioni a grandezza naturale, la vita dei marinai a
bordo, il procedimento del ritrovamento della nave e del suo recupero,
le cause del naufragio…Un museo insomma che vale veramente la pena di visitare.
Usciti ci dirigiamo verso il Nordiska Museet, che sembra altrettanto
interessante, ma che, chiuso per lavori, riaprirà solo il 16 Agosto
giorno in cui noi saremo (si spera!) "in quel di Capo Nord"…cerchiamo allora
lo Skansen vero e proprio, il parco, che troviamo quasi subito senza però
riuscire ad individuare l’entrata! Gironzoliamo guardandoci intorno: Angelo
va in esplorazione trova l’entrata, solo che…entrare al parco costa altre
55 SEK (anche qui.. pazzesco pagare per entrare in un parco…) dopo averne
spese 50 a testa per il Vasa non ce la sentiamo proprio; optiamo così
per un mega gelato (con "cialdone" tipico della zona e copertura di codette
di cioccolato) per poi prendere un pullman super affollato per tornare.
Andiamo poi a Södermalm per comprare le medicine per Savio e cercare
l’Hard Rock Cafè (che supponiamo sia qui) ma non concludiamo nulla;
torniamo mesti mesti a casa per cercare una farmacia nel nostro quartiere
che troviamo chiusa. Scopriamo infine che ce n’è una in centro che
resta aperta 24 ore! Torniamo in centro. La farmacia è uno spettacolo:
si prende il numero e si aspetta il proprio turno…in compagnia di un caffè
servito da una macchinetta…beh? Spaziale, no? Inoltre scambiano me e il
Roby per svedesi (assurdo) e infine alle h. 20,30 torniamo a "casa" da
Savio che sta meglio, mangiamo e dopo esserci coricati con una mega vitamina
C a testa per prevenzione andiamo a dormire.
6° giorno
– 12 Agosto: Stoccolma (S) (Lat 59° 19,05' N; Lon 18° 2,72'
E).
La sveglia è puntata alle h. 08,00, facciamo colazione, espletiamo
i vari lavaggi (noi e le padelle) e "ta-ta….": oggi Savio viene con noi!
Sembra che stia infatti veramente meglio e poi questo è il nostro
ultimo giorno in questa meravigliosa città e sarebbe un peccato
se lui non la vedesse almeno un po', comunque la prudenza non è
mai troppa Savio viene ma super coperto…Tra una cosa e l’altra comunque
non riusciamo a partire prima delle h. 10,30 passate, anche se avevamo
in programma di partire un prima rispetto a ieri. Il programma di oggi
è il seguente: museo di arte moderna, municipio, gita a Drottigholms
e Hard Rock Cafè; in effetti riusciamo a vedere tutto e il museo
è veramente fantastico tanto che ci perdiamo quasi mezza giornata
tra la parte riservata alle opere di Mirò e tutto il resto veramente
particolare. E’ un museo ricchissimo e forse a ragione è considerato
uno tra i migliori, se non il migliore in assoluto, tra i musei d’arte
moderna d’Europa; per Drottingholms con un colpo di fortuna spaventoso
riusciamo a prendere l’ultimo traghetto in partenza per il castello (h.
16,00) che però, essendo per l’appunto l’ultimo non prevede la sosta
per la visita…Beh, ci vediamo il castello dal lago (ed è fantastico,
ricorda Versailles per certi aspetti, specie per i giardini) la traversata
è stupenda, non solo per il paesaggio (delle magnifiche isolette
verdi ai bordi del canale), ma anche per un insolito ed inaspettato lancio
stile Bungee-Jumping di un tizio da un ponte proprio mentre ci stiamo passando
sotto (che gente strana, però, gli svedesi…)
Infine ci prendiamo una birra all’Hard Rock Cafè, che troviamo
dopo una lunghissima camminata, "recuperiamo" tutto il materiale possibile
(come sempre), compriamo le magliette (carinissime, tra l’altro) ed infine
verso le h. 20,15 facciamo ritorno al campeggio, dopo esserci fatti un
bel doccione ristoratore e dopo aver fatto il bucato con un gettone da
40 SEK ceniamo e distruttissimi andiamo finalmente a letto non dopo però
aver ritirato la nostra biancheria dall’asciugatrice del campeggio ormai
"semi carbonizzata".
Domani abbiamo in progetto di alzarci presto perché purtroppo
è ora (sigh!) di lasciare Stoccolma e proseguire il nostro grande
viaggio!
P.S.: Il Savio sta veramente molto meglio.
7° giorno
– 13 Agosto:
Stoccolma (S) (Lat 59° 19,05' N; Lon 18° 2,72' E)
Härnösand (S) (Lat. 62° 37,67' N; Lon 17° 56,95'
E)
436 km.
Sveglia alle h. 07,30, facciamo colazione, procediamo a lavaggi vari
e a tutte le operazioni della partenza: pulire e mettere in ordine il nostro
camper in modo che non si ribalti nulla durante il viaggio; fare il pieno
d’acqua, scaricare le acque nere e chiare e naturalmente pagare il campeggio!
(Fanno 619 SEK e mi consegnano anche la super tessera ufficiale…sono contentissima);
fare asciugare gli accappatoi all’ultimo minuto; fare la spesa; salutare
l’amico edicolante che ci aveva aiutato nei giorni precedenti e tutta la
città e…h. 10,55 PARTIAMO PER IL NORD!!!
Siamo a quota km 2.031 e la guida è affidata a Savio che così
ha modo di distrarsi un po' dal suo stato di convalescente…Viaggiamo in
direzione di Uppsala (a 70 km. circa) seguendo per Sundsvall (a cui mancano
invece ben 380 km.). Alle 12,30 facciamo sosta ad Uppsala; ho dimenticato
inoltre di dire che da questa mattina piove, peccato, però non ci
importa più di tanto in quanto noi dobbiamo viaggiare...
Uppsala è molto bella, con la pioggia forse anche di più,
è una cittadina universitaria e ha già un aspetto così
autunnale…che però non ci mette tristezza (soprattutto pensando
al caldo dell’Italia), visitiamo: l’università, veramente molto
bella, specie il teatro che ci lascia letteralmente a bocca aperta; la
cattedrale, anche questa niente male, dove troviamo, tra le altre, anche
la tomba di Gustav Vasa, (quello del vascello) e quella di Linneo. Soddisfatti
ripartiamo verso le h. 13,30.
Per quanto riguarda il paesaggio dopo Uppsala la strada è una
statale e non è consentito viaggiare a più di 90 km/h., siamo
nella zona dei laghetti che infatti si susseguono alternandosi alle immense
foreste di pini (già …..il mitico "pino di Svezia"!).
E’ la natura che domina per lasciare spazio solo ogni tanto a piccoli
paesi di case in legno dal caratteristico colore rosso.
Scopriamo una cosa curiosa e carina: quando in autostrada con il nostro
camper ci spostiamo sulla corsia più a destra per agevolare il sorpasso
a quelli che ci seguono, questi, una volta effettuato il sorpasso, per
ringraziare, al rientro accendono prima la freccia destra e poi la sinistra
(o le quattro frecce) ® simpatici, vero?
Un’altra cosa: i fiumi sono tutti neri come la pece e questo ci meraviglia
molto…probabilmente sono troppo ricchi di humus dilavato dalle montagne
dell'interno.
Infine c’è un’ultima cosa da fare…il bilancio di Stoccolma!
Dunque: la città è veramente molto bella, la popolazione
è perlopiù composta da giovani e soprattutto molto disponibile
e gentile, tutti parlano l’inglese (proprio come in Italia…) anche se…:
non ci sono le indicazioni per i monumenti; non si trovano facilmente le
piantine della città, neppure in metropolitana; bisogna pagare l’ingresso
alle chiese; non ci sono gatti e neppure mendicanti o extracomunitari che
vendono ogni genere di mercanzia…è strana insomma.
A parte questa parentesi di bilancio per quanto riguarda il viaggio
la direzione come già detto è Sundsvall, ma verso le h. 14,00
ci fermiamo in un’area di sosta per mangiare, ci trattiamo fin troppo bene
comprandoci una "Viennetta" al supermarket come dolce; ripartiamo verso
le h. 15,00. Prevediamo di fermarci a Sundsvall per cena, dove in effetti
arriviamo verso le h. 19,00, la città non ci aggrada per nulla essendo
nient’altro che una megalopoli super industrializzata e squallidissima,
per cui proseguiamo per Härnösand, che si trova a 56 km da Sundsvall.
Arrivati notiamo che la cittadina è molto carina, anche se non
c’è assolutamente nessuno in giro, il parcheggio del comune (in
pieno centro) non va bene e dobbiamo accontentarci di un’area di sosta
indicataci gentilmente da un ragazzo e che noi comunque avevamo già
adocchiato. Parcheggiamo e andiamo a fare un giro a piedi prima di cena
con l’intenzione di trovare un buon pub dove rifugiarci dopo cena, incredibile
non si incontra nessuno.
Durante la cena inizia però a piovere a dirotto e il parcheggio
si riempie di cosiddetta "teppa" ossia gente poco affidabile, inoltre i
segni di sgommate visti precedentemente nel parcheggio vuoto non ci incoraggiano
assolutamente, effettivamente quest'area è troppo desolata, vuota
e lontana dal centro, in fin dei conti decidiamo di cercare un altro posto
magari vicino alla Polizia per dormire un po' più tranquilli.
Dopo un super giro nella città ancora deserta anche se sono ormai
le h. 22,15, e senza avere trovato nessuna stazione di polizia ci sistemiamo
nel piccolo parcheggio di un palazzo dove tutto sembra tranquillo e dove
pensiamo di poter passare inosservati.
Andiamo infine a letto alle h. 23,00 super stanchi (sarà anche
la pioggia?) e nonostante la pioggia ci addormentiamo subito.
8° giorno
– 14 Agosto:
Härnösand (S) (Lat. 62° 37,67' N; Lon 17° 56,95'
E)
Luleå (S) (Lat. 65° 34,78' N; Lon. 22° 10,32' E)
488 km.
Ci svegliamo alle h. 07,30, non piove più anche se il cielo è
ancora coperto. Fino alle h. 08,00 – 08,10 restiamo semi addormentati e
poi Savio ci trasporta ancora in pigiama fino al parcheggio vicino al lago
dove eravamo ieri sera dotato di bagni pubblici, mentre noi tre siamo ancora
sotto le coperte!!! Troppo divertente…praticamente ci porta in bagno con
il camper…fantastico!
Beh, nel parcheggio ci alziamo, facciamo colazione, ci laviamo e alle
h. 09,20 partiamo dopo aver anche fatto il pieno di gasolio, di acqua ed
aver controllato le gomme.
Durante il viaggio il tempo migliora ulteriormente, viaggiamo su una
mega autostrada e facilmente arriviamo ad Umeå alle h. 12,30, quando
siamo a quota 2.704 km. Parcheggiamo agevolmente in centro e dopo una mini
spesa – salasso di L. 60.000 (specie per l’acqua che in questi posti è
veramente carissima) ci facciamo una vasca in città, dove la popolazione
è composta praticamente solo da giovani, ci sono un sacco di negozi
ed un sacco di gente che fa spese. Pranziamo a base di wurstel appena comprati
e alle h.15.00 ripartiamo in direzione di Luleå. Viaggiamo per tutto
il pomeriggio, alla guida ci sono Savio e Roby e io dietro cerco di dormire,
così come Angelo, non fosse per il fatto che l’asfalto è
veramente in condizioni pietose cosicché siamo tutti sconvolti dalla
stanchezza quando verso le h. 18,00 troviamo l’indicazione per un parco
preistorico proprio sulla strada e ci fermiamo. Si tratta di un percorso
in mezzo al bosco per vedere i resti di tombe e altari antichi, anche se
non è rimasto un granché, passiamo un’oretta abbastanza divertente,
non fosse per le zanzare che ad un certo punto letteralmente ci assalgono!
Verso le h.19,15 ripartiamo e dopo altri 80 km. arriviamo a Luleå.
Ci fermiamo allo "Statoil", caratteristico distributore della zona e fatto
il solito pieno di gasolio e acqua ci spostiamo dietro alla struttura da
dove stranamente si gode una suggestiva vista sul lago attraversato da
un gran bel ponte e per la prima volta abbiamo modo di ammirare il cielo
chiaro fino a tardi.
Ci facciamo inoltre una discreta doccia e dopo cena giriamo per la città
alla ricerca di un posto per dormire, ma la città non è il
massimo: solita "teppa" in giro, locali un po' scadenti, così ci
risolviamo di tornare nel parcheggio di fianco allo Statoil che è
piuttosto tranquillo e dove parcheggiamo vicino ad una bellissima Cadillac
bianca quando sono già le h. 00,30. Buonanotte.
9° giorno
– 15 Agosto:
Luleå (S) (Lat. 65° 34,78' N; Lon. 22° 10,32' E)
Palojensuu (FIN) (Lat. 68° 16,80' N; Lon. 23° 5,22' E)
373 km.
E’ mattina e ci svegliamo verso le h. 08,00, ma ci crogioliamo un po'
a letto fino alle h. 09,00 dopo la colazione, la vestizione ecc.…riusciamo
a partire solo verso le h. 10,00. Comunque non abbiamo fretta, siamo perfettamente
inquadrati nei tempi previsti, anzi siamo anche un po' in anticipo, anche
se ci preme arrivare finalmente alla meta del nostro viaggio. La giornata
è stupenda e splende un gran bel sole, al km 2.980 ci fermiamo per
il pieno di gasolio; il paesaggio qui è spettacolare, ci sono boschi,
laghetti e acquitrini a non finire e anche se sembra tutto uguale e quasi
ci stanchiamo di guardare pur sapendo che non avremo più molte occasioni
di rivedere uno spettacolo simile, verso le h. 11,00, anzi più precisamente
alle h. 10,50 c’è una cosa che ci sorprende realmente!!!
Già proprio così, vediamo in lontananza una gran macchia
scura che procede a zig-zag sulla strada e punta verso di noi per poi scansarsi
e mettersi tranquillamente a pascolare sul bordo dell’autostrada quando
ci avviciniamo…è proprio una renna! Siamo eccitatissimi! E pensare
che un po’ di chilometri più in giù non facevamo altro che
spremerci gli occhi per intravederne anche solo mezza nella fitta boscaglia
per concludere poi sconsolati che forse non ne avremmo assolutamente viste…ed
eccone qui una, bella, grande proprio davanti agli occhi che si lascia
tranquillamente ammirare e fotografare prima di sparire nel bosco da dove
era spuntata...
Proseguiamo contenti commentando quest’esperienza e non c’importa assolutamente
che si sia anche messo a piovere, fin quando avvistiamo un altro gruppo
di tre renne questa volta sul fianco della strada che ci guardano con curiosità,
e per fortuna questa volta non siamo costretti a rallentare per paura di
investirle. Questo infatti è un grosso problema purtroppo direttamente
collegato al piacere di ammirare questi fantastici animali: questi "sbucano"
dai boschi che fiancheggiano la strada, e attraversano tranquillamente
senza curarsi di nulla, dev’essere il guidatore a prestare attenzione e
a frenare tempestivamente in caso si trovi all’improvviso di fronte una
renna.
Inoltre la maggior parte delle renne si muove all’alba e all’imbrunire
quando è ancor più difficile vederle causando numerosi incidenti
le cui "tracce" sono visibilissime sull’asfalto dove accanto a brusche
frenate troviamo spesso anche macchie appartenute ai poveri quanto incauti
animali…
Quando sono le h. 11,30 stiamo ancora viaggiando in direzione Pajala
(Fin), la strada improvvisamente si trasforma in una sterrata lasciandoci
letteralmente shockati, per fortuna si tratta solo di un chilometro (eravamo
già pronti ad una qualsiasi deviazione), finalmente ci ritroviamo
su di una strada decente dove dapprima attraversiamo il Circolo Polare
Artico, segnalato con un piccolo e misero cartello che quasi fatichiamo
a vedere, ma dove naturalmente ci fermiamo per le foto di rito in abbigliamento
decisamente insolito per la latitudine (maniche corte!); verso le h. 12,00
avvistiamo un magnifico esemplare di renna e lo filmiamo tranquillamente
per cinque minuti buoni, senza che questo si infastidisca minimamente…
Alle h. 12,29 la fame comincia a farsi sentire, ma ormai siamo a 30
km. da Pajala e decidiamo di proseguire se non altro per incontrare un
po’ di civiltà.
Arriviamo in "città" (è un semplice paesino) alle h. 13,00
e sostiamo per il pranzo in una tranquillissima area di sosta che dà
su un grande fiume proprio di fianco ad un ponte a dir poco spettacolare.
Ci ricordiamo anche che oggi è Ferragosto per cui pranziamo con
un piatto decisamente italiano (pasta al pesto) godendoci però questa
festa passata in modo così insolito…senza dubbio ce ne ricorderemo!

Facciamo congetture sull’attività della gente che abita qui e
non riusciamo a capire veramente di che cosa vivano…Dopo pranzo entriamo
veramente in città e fatta la spesa ed il pieno di gasolio ed acqua
abbiamo una fitta conversazione con uno stranissimo "personaggio" che si
dichiara di origini italiane (anche se noi abbiamo forti dubbi) e ci racconta
la sua sfortunata vita di emigrato con un inglese stentato (e annebbiato
dai fumi dell’alcool) esordendo con "My grand father…two hundred years
ago…"che diventerà un po’ il tormentone del nostro viaggio…
Alle h. 16,00 infine riusciamo a sganciarci dalla insistente compagnia
del "personaggio" e a ripartire. Nel pomeriggio continua il nostro avvistamento
di renne (almeno altre venti!), la strada è più che deserta
e desolatissima per ben cento chilometri così ci consoliamo ammirando
il cielo percorso da spettacolari cumuli di nuvole e gli immensi campi
di fragole.
Le renne spuntano da tutte le parti e ormai siamo quasi stanchi di vederle,
inoltre l’asfalto è a dir poco orrido, causandoci non pochi fastidi
per 70-80 km.
Quando alle h. 18,00 arriviamo in Finlandia, località Muonio,
siamo distrutti. La dogana è deserta, siamo a quota 3.341 km e seguiamo
per Kilpis – Järvi per altri 196 chilometri. La strada qui in Finlandia
è decisamente migliore e c’è anche più vita…sinceramente
con tutta la desolazione di prima stavamo quasi cadendo in depressione!
Il tempo è un po’ bruttino, ma regge, se non altro non piove.
Alle h. 18,30 circa ci fermiamo per comprare souvenir lapponi presso
un chiosco che espone veramente di tutto: dagli abiti agli animali imbalsamati…Entriamo,
acquistiamo qualche stupidaggine (innanzi tutto i fantastici adesivi di
"pericolo renna" che qui hanno tutti), ma soprattutto ammiriamo l’artigianato
locale, per uscire infine ed accorgerci che di fronte al negozio, sull’altro
lato della strada c’è un chiosco identico a questo, con gli stessi
articoli e super fornito allo stesso modo che dev’essere in piena concorrenza
e soprattutto in guerra con quello da cui siamo appena usciti…Notiamo anche
che fuori dal "concorrente" non ci sono solo gli animali imbalsamati, ma
c’è anche un magnifico esemplare -vivo- di renna bianca che pascola
tranquillamente e si lascia fare foto, forse però piuttosto arrabbiata
nel vedere le sue compagne così…immobili.
Ripartiamo e viaggiamo fino alle h. 19,54 dove a quota 3.428 chilometri
ci fermiamo in uno spiazzo in località Läväseno, con un
laghetto, e dove la strada è talmente deserta che merita un filmato
(con noi che ci sediamo tranquilli sulla riga bianca) prima di essere letteralmente
assaliti dalle zanzare che ci costringono a chiuderci in camper sprangando
porte, finestre e zanzariere (per fortuna che ci sono!). Ceniamo.
Dopo cena, per non so quale strana ragione, forse per vedere quanto
ci manca ancora ad arrivare a Capo Nord, guardiamo le cartine e ci accorgiamo
di aver sbagliato strada di ben 50 km!!!
Caspita! A quest’ora avremmo potuto essere già in Norvegia…Beh,
naturalmente decidiamo di tornare indietro, dopo una super discussione
su "che ore sono?" visto che ci ricordiamo anche che qui c’è il
fuso orario e quindi ripartiamo alle h. 22,30, è ancora chiarissimo
c'è ancora il sole e il cielo ha dei colori stupendi. C’è
anche una splendida ed immensa luna rossa che non manchiamo di filmare.
Durante il viaggio sentiamo anche la zia Olga al telefono che ingenuamente
e accompagnata dall’ilarità generale ci chiede se ci sia molto traffico…A
noi pare di no visto che saranno 200 km che non incontriamo nessuno…La
zia è un po’ preoccupata, ma la rassicuriamo e anche se abbiamo
un po’ di difficoltà a trovare una piazzola per sostare la notte
e ci tocca proseguire ancora oltre le nostre previsioni (ci scoccia molto
perché ormai è buio e abbiamo "paura" delle renne) ci fermiamo
infine verso le h. 23,00 in una piccola area nascosta vicino al fiume e…buonanotte!
10° giorno
– 16 Agosto:
Palojensuu (FIN) (Lat. 68° 16,80' N; Lon. 23° 5,22' E)
Capo Nord (N) (Lat 71° 10,30' N; Lon.
429 km.
Sveglia verso le h. 08,00/08,30 facciamo colazione e scarichiamo le
acque chiare. E’ nuvoloso e c’è un vento freddissimo, partiamo alle
h.09,15 e alle h.09,55 siamo in Norvegia!!! Purtroppo non possiamo cambiare
la valuta in dogana come avevamo pensato e proseguiamo speranzosi…
Il paesaggio è ancora desolato e tutto uguale come in Finlandia,
il tempo sembra reggere ed è anche un po’ più chiaro…speriamo
in bene, dato che per oggi è previsto il nostro arrivo in quel di
Capo Nord!
La strada zigzaga tra le paludi e i laghetti, ma soprattutto sale e
scende in continuazione "che sembra quasi di essere in Messico" ed è
uno spettacolo troppo bello. La vegetazione è sempre più
bassa, ci sono dei bassi alberelli di betulla e i nostri soliti fiori rosa
che ci accompagnano già dalla Svezia…
Alle h. 11,00 arriviamo a Kautokeino: c’è vita, facciamo il pieno
di gasolio, di acqua e finalmente ci compriamo la cartina della Norvegia
di cui eravamo sprovvisti e che cominciava sul serio a mancare, abbiamo
anche modo di vedere da vicino delle signore piccolissime abbigliate in
stile perfettamente lappone…(avete presente? Quei vestiti super coloratissimi
con strani copricapo…) Ci sembra stranissimo che la gente qui giri sempre
vestita in questo modo, eppure è proprio così, per loro non
c’è nessun problema…è normale!
Partiamo e alle h. 13,00 sostiamo per il pranzo presso Alta, nel parcheggio
del distributore, ma con uno stupendo panorama sull’Altafjord (che è
il primo vero fiordo che vediamo!); dopo pranzo scarichiamo le acque chiare
divertendoci un mondo come al solito e ripartiamo dopo aver però
finalmente cambiato i soldi…Dobbiamo assolutamente muoverci se vogliamo
prendere un traghetto per Capo Nord ad un’ora decente, anche perché
sul depliant delle informazioni per turisti l’ultimo traghetto è
segnato in data 16/08…Facciamo piani e congetture varie…
La strada, bruttissima all’inizio, tanto che non ci permette di andare
oltre i 60/80 km/h, ci scoraggia molto dato che ci fa perdere un sacco
di tempo, anche se poi diventa "modello Messico" e anche se super panoramica
è scomodissima…
Costeggiamo poi l’Olderfjord su una stupenda strada a picco sull’oceano
e il tempo intanto, variabile per tutto il giorno sembra volgersi al meglio.
Arriviamo infine a Kafjord dopo delle particolarissime ipotesi su fortuna
& C. lungo la strada. Scopriamo che la nuova strada sottomarina che
collega l'isola di NordKapp al posto dello scomodo e costoso traghetto
per Capo Nord verrà aperta solo il 1° giugno 1999, per cui ci
sottoponiamo al primo salasso di 296 NOK per il biglietto del traghetto
(solo andata).
La traversata, anche se effettuata dopo un’attesa supplementare di mezz’ora
per il ritardo della nave, è qualcosa di indescrivibile, dal mare
sbucano in un paesaggio quasi surreale ripide e verdissime montagneche
ricordano i paesaggi del film Hylander. Siamo stati rincuorati dalla notizia
che quello che abbiamo preso non è in realtà l’ultimo traghetto
della stagione, ma dal 17 Agosto cambiano semplicemente gli orari e la
frequenza della traversate diminuisce…
Decidiamo di tornare per le h. 10,00 di domani e di dormire quindi al
mitico Capo Nord!
Arriviamo a Honningsvåg, ultimo paese prima di Capo Nord nonché
capolinea del traghetto, alle h.18,45 e saliamo subito verso la nostra
meta! La strada è stupenda, il panorama insuperabile e non si può
nemmeno paragonare a tutto quello che abbiamo visto fino ad ora, ci sono
inoltre un numero esagerato di renne, veri e propri branchi che pascolano
tranquillamente sui prati. Siamo i primi della fila e la potenza del nostro
piccolo camperino in salita si fa sentire; il tempo è sereno e ci
reputiamo super fortunatissimi anche perché possiamo godere così
un panorama impareggiabile. Arriviamo alla "dogana" d’ingresso al pianoro
di Capo Nord alle h. 20,00 precise dopo essere stati scortati negli ultimi
metri da due renne al galoppo che sembrava non ci volessero lasciare il
passo!
Ci sottoponiamo così al secondo salasso per l’ingresso al pianoro:
175 NOK a testa!
Ma sì…siamo sicuri che ne varrà sicuramente la pena.

Parcheggiamo tatticamente proprio di fronte al sole che sta tramontando
e andiamo di corsa al "Monumento" dove fatte le foto di rito, ci fermiamo
ad ammirare la maestosità e grandezza della natura e a meditare
ognuno un po’ "per i fatti suoi" al fine di non dimenticarsi mai di quanto
sta vedendo e imprimerselo bene nella memoria, e concludere infine tutti
insieme che la terra è tonda! (da qui infatti si vede benissimo
la rotondità dell'orizzonte). Beh, allora era così semplice
risolvere i problemi…sarebbe bastato che Cristoforo Colombo fosse passato
da qui…Basta stupidaggini!
Facciamo un giro nel museo e ci rendiamo conto che il numero degli italiani
è impressionante, vengono tutti qui, anche se non si sa da dove
arrivino visto che per la strada ne abbiamo incontrati pochissimi…concludiamo
derivandone di essere stati gli unici "esauriti" ad essere passati per
la Svezia per arrivare sin qui…vabbè, avevamo i nostri buoni motivi.
Comunque fa un freddo terribile, a causa del vento più che altro,
anche se sinceramente eravamo pronti a molto peggio; dopo l’ennesimo salasso
per l’acquisto delle cartoline telefoniamo a casa e la sera ceniamo "a
lume di tramonto" con risotto alla pescatora e scatolette.
Dopo cena torniamo al museo per l’ultima proiezione di uno stupendo
filmato tridimensionale su Capo Nord e dintorni ed è veramente una
fantastica esperienza: la sala è infatti circolare e gli schermi
occupano metà della parete, dando lo straordinario effetto di essere
immersi nella proiezione, di essere noi a bordo dell’aereo che con evoluzioni
mozzafiato sorvola il "capo del mondo"!!!
Diamo un’ultima occhiata al panorama e al cielo ancora chiarissimo in
un prolungato tramonto e quando a mezzanotte il museo chiude ci dirigiamo
un po’ tristi verso il nostro camper…noi avevamo in mente di passarvi tutta
la notte al calduccio aspettando l’alba che comunque dovrebbe essere verso
le h. 03,00.

Siamo però divisi: io e Roby vogliamo stare svegli ad aspettare,
mentre Savio e Angelo, forse un po’ più coscienziosi pensano che
domani si dovrà anche viaggiare e quindi non possiamo stancarci
più di tanto e non riposare abbastanza, qualcuno infatti dovrà
pur guidare…
Però non possiamo perdere un’occasione del genere! L’alba a Capo
Nord! Siamo convinti che non ci capiterà più molto spesso…così
Roberto scrive le cartoline e controlla la situazione e io faccio lo stesso
però alla fine non riesco a resistere e riposo un’oretta…
Alle h. 03,00 siamo in piedi! Super bardati e coperti usciamo nel gelido
mattino nordico con il cielo che già si colora per l’alba imminente,
facciamo giusto in tempo a raggiungere il pianoro dove si trova il monumento
per accorgerci non solo che siamo in compagnia di altra gente che come
noi non si è voluta perdere questo spettacolo, ma anche che già
una fettina di sole fa capolino all’orizzonte…
Mai visto niente di così magnifico! In meno di dieci minuti il
disco arancione è già completamente sorto dal mare e delle
lunghe e lievissime nuvole creano uno "strano effetto" tutto particolare…Stiamo
estasiati ad ammirare il panorama quando il freddo pungente ci raggiunge
e ci risveglia del tutto, il pianoro lentamente si svuota e anche noi facciamo
ritorno al nostro camper, sono già le h. 03,30 e andiamo a dormire
finalmente soddisfatti.
11° giorno
– 17 Agosto:
Capo Nord (N)
Alta (N) (Lat. 69° 59,44' N; Lon. 23° 16,63' E)
200 km.
Ci svegliamo alle h. 08,00 e siamo a Capo Nord! Grandioso, raccontiamo
ai nostri compagni di viaggio disertori lo stupendo spettacolo dell’alba
e constatiamo di aver dormito (per quel poco) abbastanza bene nonostante
il vento fortissimo.
La giornata è qualcosa di fantastico, anche se non ha più
il fascino di ieri sera quando c’erano giusto quelle poche nuvole coreografiche;
oggi non c’è neppure una nuvola nel cielo azzurrissimo che ammiriamo
per l’ultima volta dopo aver fatto colazione ed aver spedito la cartoline…Addio
Capo Nord! Senza dubbio non ci scorderemo nulla di quello che abbiamo visto
qui, anche perché sarebbe impossibile.
Tristemente constatiamo che la nostra bussola ora segna la S di Sud.
Ripercorriamo la stupenda strada fiancheggiata da pascoli costellati
da branchi di renne fino a Honningsvåg dove arriviamo puntuali alle
h. 09,55.
Ci mettiamo in coda, facciamo il biglietto e siamo fortunatissimi perché
le macchine dietro di noi non riescono a salire e devono aspettare il traghetto
successivo. La traversata è magnifica come all’andata, ma molto
più malinconica; arriviamo dall’altra parte alle h. 10,50 e dopo
aver sostato per il pieno di gasolio, dissanguandoci letteralmente con
una spesa dell’equivalente di lire 80.000 (qui il gasolio costa 2100 lire
al litro), riuscendo però ad ammirare da vicino i primi banchi di
stoccafissi appesi ad essiccare e a dialogare con una coppia di signori
italiani diretti anch’essi a Capo Nord, prendiamo la via di Alta dove giungiamo
alle h. 13,00.
Sulla strada abbiamo anche modo di ammirare gli ultimi immensi branchi
di renne e lo splendido mare, fino a quando dopo pranzo, verso le h. 14,40
ci dirigiamo verso l’Alta Museum, museo delle incisioni rupestri che si
estende su una vasta pianura fino al mare. Il museo non ci piace affatto
e ci stanca parecchio in quanto concepito molto male, ragion per cui siamo
costretti a seguire un lunghissimo e noiosissimo percorso per visitarlo
completamente. Ci fa specie il fatto che sia patrimonio dell’Unesco e considerato
uno dei più bei musei del Nord Europa, consta di massi incisi tra
il 6.000 e il 5.000 a.c. estremamente numerosi e simili tra di loro che
senza dubbio saranno di estremo interesse per studiosi, esperti e appassionati,
ma al contrario non riescono assolutamente a coinvolgere il semplice turista.
L’interno del museo è invece più interessante in quanto
mostra attrezzatura, stile di vita e abitudini dei pescatori lapponi e
degli abitanti di questa zona all’estremo nord del continente, anche se
solo in norvegese, mentre in un’altra area offre esaurienti e spettacolari
immagini e informazioni sul fenomeno dell’aurora boreale.
All’uscita ci dirigiamo verso il campeggio indicato sulla nostra guida,
ma nella stessa zona ne troviamo un altro che ci conquista letteralmente.
E’ il campeggio Alta Strand, molto carino, completamente in legno, tranquillissimo
dà sul fiume ed inoltre non c’è molta gente e siamo completamente
a nostro agio; oltretutto è anche a buon prezzo pur offrendo ottimi
servizi, in quattro paghiamo 130 NOK elettricità compresa.
Finalmente ci facciamo un’ottima doccia della durata di mezz’ora buona,
approfittando anche del fatto che non c’è nessuno, facciamo il bucato
e ci prepariamo una sostanziosa cena nell’accogliente cucina per addormentarci
alle h. 23,30.
12° giorno
– 18 Agosto:
Alta (N) (Lat. 69° 59,44' N; Lon. 23° 16,63' E)
Gratangen (N) (Lat. 68° 40,17' N; Lon. 17° 39,80' E)
442 km.
La sveglia suona alle h. 08,10: facciamo colazione, sistemiamo la biancheria
lavata il giorno prima, laviamo i piatti e noi stessi, scarichiamo le acque
chiare e scure nella postazione apposita, riconsegniamo le chiavi e…partenza!
Ci dispiace un po’ andarcene perché prima di tutto è sempre
bello stare fermi in un campeggio a riposare, con un po' di comodità
e soprattutto stabilità, ma anche perché questo campeggio
ci è piaciuto veramente molto, ci si conosce un po’ tutti, e anche
se non ci sono italiani, si è talmente in pochi, che c'è
un’aria quasi "famigliare", rincontriamo persino la coppia di svizzeri
nostri "vicini" nel parcheggio di Capo Nord!
Comunque alle h. 09,50 siamo già in viaggio fino alle h. 12,30
quando ci fermiamo in una piazzola al km 4.325, prima di arrivare al tanto
atteso Lyngefjord.
Abbiamo già visto l’Altafjord, e l’Oksfjord, anch’essi stupendi,
con il mare che ha dei colori fantastici anche se il cielo è coperto
dato che quel poco sole che filtra attraverso le nuvole ha un effetto straordinario
sulla superficie dell’acqua.
Fa freddo, c’è un’aria gelida anche se quando ci fermiamo per
il pranzo fa capolino un timido sole. Siamo fermi in una piazzola circondati
da animali di ogni sorta, dalle pecore alle gazze e ci aspettiamo solo
che dal bosco ci sbuchi un bell’orso!
Ripartiamo alle h. 14,00 e dopo circa venti chilometri arriviamo al
Lyngefjord che ci assorbe completamente per la sua bellezza, anche se io
sono talmente stanca che dopo un po’ mi addormento e mi sveglio verso le
h.16.30 giusto per contribuire all’attività di fare il pieno al
serbatoio e pulire i vetri del camper per ripartire poi e arrivare alle
h. 17,30 alle cascate Måsselvfossen.
Sinceramente ci aspettavamo qualcosa di meglio perché queste
piuttosto che cascate sono delle rapide dove in primavera si possono pescare
i salmoni, ma fanno comunque un certo effetto per le maestosità
e la potenza dell’acqua; inoltre essendo ormai fuori stagione non paghiamo
nulla l’accesso è libero. Riusciamo così ad ammirare tre
salmoni di dimensioni gigantesche in una vasca di acclimatazione sotterranea,
resteranno lì solo un paio di giorni per lasciare il posto ad altri
e riprendere il loro "cammino" verso l’oceano.
All’uscita, prima di andarcene notiamo infatti il fiume pieno di questi
guizzanti pesci facilmente visibili durante i loro acrobatici salti.
Sulla strada del ritorno verso Andelselv, dove facciamo la spesa, ci
fermiamo in un museo all’aperto, dove è ricostruito un villaggio
norvegese di fine ‘800.
Le case sono in legno con i tipici tetti ricoperti d’erba e gli interni
delle case sono proprio quelli di fine secolo, arredati ed abbelliti con
tutti i piccoli oggetti dell’epoca.
E’ veramente bello. Nel villaggio poi troviamo tutto: la scuola, la
stalla, l’officina, due case, il bazar e tutti gli attrezzi agricoli, tutto
perfettamente conservato.
Anche questo museo è chiuso, entriamo comunque, però dobbiamo
accontentarci di vedere la case solo dall’esterno mentre gli interni li
sbirciamo dalle finestre, è quasi più bello perché
siamo da soli e sembra proprio di dare uno "sguardo sul passato"…è
un po’ difficile da descrivere, ma è così, particolare.
Dopo aver fatto la spesa ci spostiamo in un’area di sosta sull’autostrada
E6 per la cena e siamo letteralmente "invasi" da una truppa di giovani
militari che si fermano per una sosta e ne approfittano per osservare lo
splendido panorama che come al solito fa da cornice alle nostre soste;
tutto sommato ceniamo tranquillamente per poi proseguire ancora…siamo ormai
dei provetti "mangiatori di chilometri!"
Più precisamente ci dirigiamo verso il Polar Zoo, attrazione
che abbiamo scoperto nel pomeriggio e che riteniamo degna di una visita,
all’arrivo troviamo un gran bel parcheggio attrezzato con prese di corrente
(inizialmente siamo perciò esaltatissimi), ma anche l’indicazione
del pedaggio, e cioè 50 NOK per il solo parcheggio e altri 50 NOK
per l’utilizzo dell’elettricità…Effettivamente per essere sinceri
la presenza delle colonnine ci aveva un po’ insospettito…potevamo essere
stati così fortunati? No, in effetti ci sembrava un po’ troppo.
Lo zoo sembra deserto e per un attimo abbiamo la tentazione di fermarci
ugualmente, però poi non ci fidiamo e dopo aver illuminato un po’
l’entrata del parco ed aver anche visto qualche animale scopriamo che non
possiamo neppure permetterci una visita in quanto l’entrata costa ben 100
NOK a testa…un po’ eccessivo. Torniamo mesti mesti sulla E6 dove verso
le h. 23,15 troviamo un’area di sosta tranquilla e abbastanza nascosta
e dove ci fermiamo infine a dormire dopo aver percorso ben 493 km dei 300
in programma!!!
13° giorno
– 19 Agosto:
Gratangen (N) (Lat. 68° 40,17' N; Lon. 17° 39,80' E)
Svolvaer (N) (Lat. 68° 14,74' N; Lon. 14° 33,64' E)
366 km.
E’ mattina e ci svegliamo ben riposati verso le h. 08,10, scopriamo
che il nome dell’area dove abbiamo sostato è Gratangen e dopo aver
fatto colazione partiamo verso le h. 09,30.
Siamo a quota 4655 km e viaggiamo in direzione Narvik. Trascorriamo
buona parte della mattina in viaggio e possiamo ammirare nell’ordine i
fiordi di Herjasfjorden, Ofotfjorden e Tjeldsundet, dove sosteremo per
il pranzo.
Nella mattinata però e più precisamente verso le h. 11.00
siamo costretti ad una sosta per una riparazione al nostro mezzo di trasporto,
il quale vibra per il distaccamento di una vite; non è nulla di
grave, ma facciamo la riparazione più che altro per non avere noie
più grosse in seguito.
Fortunatamente ci fermiamo presso l’officina di un signore gentilissimo
che è ben felice di aiutarci e si dà da fare staccando pezzi
di carrelli da supermercato non avendo la più pallida idea di cosa
sia il filo di ferro. Infine riesce a procurarci non solo quello, ma anche
una preziosissima vite simile a quella persa, è proprio quello che
ci serve, riusciamo così a ripartire soddisfatti dopo mille ringraziamenti,
tre quarti d’ora di sosta e un pieno di gasolio un po’ salato (NOK 8,48
al litro: più di 2.500 lire/litro!!).
Per il pranzo troviamo appunto un piccolo spiazzo sul fiordo dove lo
spettacolo è a dir poco fenomenale in quanto sull’acqua tranquillissima
si specchia perfettamente tutto il paesaggio di fronte dando un effetto
"doppio" particolarissimo, che noi scrutiamo attentamente armati di binocolo.
Ripartiti verso le h. 14,20 viaggiamo sulle isole Ofoten, fino a quando
verso le h. 15,45 arriviamo al porto di Melbu dove ci attende il traghetto
per le Lofoten che parte però solo alle h. 16,30.
Approfittiamo della pausa forzata per finire la super confezione di
gelato acquistata due sere prima, fare un giro esplorativo del porto con
visita furtiva ad una fabbrica di pesce, ed anche per dormire un po’, mentre
io compilo il diario che state leggendo.
Quando infine arrivano le h.16,30 e il bigliettaio si avvia a vendere
i biglietti agli automobilisti mettiamo in atto l’idea brillante balenataci
già da qualche tempo ed è così che Roberto si nasconde
nel letto matrimoniale che si trova sopra la cabina e noi raggiriamo lo
stato norvegese pagando il pedaggio solo per tre persone!
Siamo soddisfattissimi di questa nostra impresa un po’ losca e la mini
traghettata di neppure 30 minuti anche se con un po’ di turbolenza trascorre
velocemente.
Alle h.17,10 sbarchiamo infatti sulle isole Lofoten e dopo esserci fermati
al porto di Svolvaer per controllare gli orari per il traghetto di ritorno
proseguiamo per Leknes, un piccolo paesino dove abbiamo in programma di
fermarci per la cena.
Il paesaggio è stupendo e anche se il tempo è brutto,
meglio così perché le nuvole sono qualcosa di veramente fantastico,
i loro colori passano dal bianco puro al grigio e si accavallano, scorrono,
investono le stupende montagne, imponenti e verdi, magnificamente e sapientemente
modellate in forme morbide, ma che cadono direttamente in mare…in una sola
parola: indimenticabili.
Arrivati a Leknes sostiamo per la cena abbastanza presto verso le h.
20,00 in modo da poter essere a Svolvaer in serata, dormire al porto ed
essere così pronti e prendere il primo traghetto la mattina successiva,
a costo di svegliarci anche alle h. 05,00 se necessario pur di recuperare
ore preziose da spendere poi a Oslo o a Copenaghen o addirittura per arrivare
in tempo a Oslo, visto che la strada verso sud non è delle più
semplici e pratiche.
Ed è proprio così che arriviamo a Svolvaer, sempre sotto
la pioggia, verso le h. 23,00, troviamo un parcheggio comodo e dato che
il primo traghetto è alle h. 06,00 sarà sufficiente alzarsi
alle h. 05,45 per poi magari dormire in nave dato che la traversata è
piuttosto lunga (2 ore buone). Buona(corta)notte.
14° giorno
– 20 Agosto:
Svolvaer (N) (Lat. 68° 14,74' N; Lon. 14° 33,64' E)
Stien (N) (Lat. 66° 15,02' N; Lon. 13° 58,94' E)
351 km.
Dopo aver -relativamente- riposato ci svegliamo in effetti prima delle
h. 06,00 e ci
mettiamo in coda per il traghetto attuando naturalmente la "beffa" della
volta precedente…
Abbiamo un sonno terribile e così imitando tutti gli altri passeggeri
cerchiamo di dormire, anche perché l’oceano è molto agitato
e dormire è l’unica soluzione per non sentire la turbolenza e, di
conseguenza, non stare male…
Io e Roberto però facciamo fatica ad addormentarci e scendiamo
al bar per un caffè: purtroppo la nostra non si rivela un’idea molto
felice in quanto il bar è proprio sul fondo della nave, praticamente
sotto il livello dell’acqua e le onde si sentono molto di più…passato
il "momentaccio" guardando il mare fuori dall’oblò appena sopra
il pelo dell’acqua (scopriamo come questo sia infatti un ottimo antidoto
contro il mal di mare) risaliamo e passiamo il resto della traversata semi
addormentati sui divani anche se ci risulta difficile prendere sonno grazie
all’aiuto di due simpatici signori molto loquaci seduti proprio dietro
alle nostre teste…
Arriviamo comunque a Skutvik alle h. 08,10 dove ci fermiamo in una piazzola
per una decente colazione. Piove ancora, ma abbiamo la fortuna di ammirare
uno stupendo arcobaleno con la speranza che il tempo si volga quindi al
meglio; ma non è l’andamento del tempo che ci importa adesso, quanto
purtroppo il fatto che la traversata ha veramente scosso tutti, ma in particolare
Angelo. Sta male e dopo aver fatto colazione decide di guidare sperando
che ciò lo aiuti, ma è costretto a fermarsi in quanto la
nausea è veramente insopportabile.
Stiamo fermi anche noi per circa mezz’ora e ne approfittiamo per osservare
da vicino delle fantastiche macchine americane degli anni ’50 che qui a
quanto pare vanno molto di moda, specie tra i giovani.
Ripartiamo fiduciosi, anche se Angelo non accenna a migliorare finché
ad un certo punto siamo costretti ad una lunga deviazione a causa di un
incidente con incendio piuttosto grave in una galleria che per fortuna
riusciamo ad evitare…(grazie alla sosta forzata per Angelo ne abbiamo evitata
un’altra forse più fastidiosa)
Siamo però costretti a prendere una strada secondaria e a fare
qualche stretto valico montano cosa che ha rallentato di molto la nostra
andatura, ma per mezzogiorno riusciamo comunque a sbucare esattamente dall’altra
parte della galleria e fermarci per il pranzo in una piccola piazzola in
riva al fiume.
Angelo purtroppo sta ancora male, mangia comunque qualcosa, anche se
senza esito; stiamo fermi a guardare un po’ il fiume e dopo aver fatto
il pieno di gasolio ripartiamo alle h. 13,45 quando, tra l’altro ricomincia
anche a piovere, a noi non importa più di tanto, abbiamo in progetto
di viaggiare il più possibile, ed è infatti quello che facciamo
fino a quando alle h. 16,30 passiamo il Circolo Polare Artico per la seconda
volta! (Purtroppo questa volta diretti a Sud).
Siamo a 900 metri di quota e il paesaggio è tornato ad essere
una landa desolata circondata da ghiacciai perenni, personalmente lo trovo
affascinante e molto suggestivo, e la cosa più particolare è
che in mezzo a questa desolazione sorga il monumento simbolo dell’attraversamento
del circolo, una sorta di museo sullo stile di quello di Capo Nord, dove
decidiamo di fermarci.
Angelo, ancora convalescente resta sul camper, mentre io, Savio e Roberto
scendiamo e dopo le foto di rito ed aver dato un’occhiata al museo nel
quale non entriamo perché sbirciando non vediamo altro che animali
imbalsamati e tra l’altro pochissimi visitatori, ci prendiamo un mega gelato
e passiamo una piacevole mezz’ora…
Usciti facciamo altre foto e troviamo, in un grande spiazzo dietro alla
costruzione, una singolare distesa di "souvenirs" lasciati dai visitatori,
e più precisamente un’enorme distesa di montagnette di sassi dall’effetto
molto particolare…Naturalmente noi facciamo altrettanto e ripartiamo verso
le h. 17,00.
Alle h. 18,30 circa arriviamo nei pressi di Mo i Rana dove abbiamo in
previsione di visitare delle bellissime grotte oltre ad un ghiacciaio al
quale però abbiamo già rinunciato in quanto non solo è
ormai troppo tardi, ma non ne varrebbe neppure la pena date le condizioni
del tempo (orrendo). Siamo purtroppo costretti a rinunciare anche alle
grotte in quanto dopo aver percorso una intricatissima nonché ripidissima
strada, che blocca il nostro contachilometri sui 10km/h., scopriamo che
l’unica visita che è possibile effettuare è alle h. 11,30
della mattina, e che l’altra grotta invece, situata ancora più in
alto, è chiusa da un giorno esatto, con tanto di cartello di scuse
molto ironico, che testualmente recita all’ultima riga: "ci vediamo l’anno
prossimo!"
Io, Roby e Savio ci avventuriamo così in una stradina paludosa
decisi più che mai a vedere per lo meno l’ingresso della grotta,
dove fortunatamente riusciamo a sbucare dopo un po’ di cammino…l’imboccatura
è immensa, ma guardando un po’ più in là scopriamo
non soltanto che questa si stringe di molto, ma anche che scende in picchiata
giù verso le profondità più nere!
Io non entrerò mai lì dentro, e comunque non lo farà
nessuno di noi dato che domani alle h. 11,30 anche ammesso che ci sia bel
tempo, di certo non torneremo qui, ma saremo anzi già in viaggio
da un po’ di tempo…
Tornati sul camper raccontiamo la nostra avventura ad Angelo e scendiamo
verso Mo i Rana dove facciamo la spesa e ci mettiamo immediatamente alla
ricerca di un campeggio…Comincia così una lunga odissea dato che
il primo campeggio trovato è situato esattamente sotto a delle bellissime
fabbriche fumanti, mentre il secondo, per fortuna non molto distante, ha
l’ingresso ingombrato da un mega pullman di olandesi che hanno tutta l’intenzione
di passare proprio lì la loro notte e dato che sono una delegazione
di più di quaranta persone…addio docce!
Ci allontaniamo sconsolati e semi distrutti ed entriamo in autostrada
dove troviamo un primo campeggio talmente brutto da indurci a proseguire
senza neppure fermarci un secondo a dare un’occhiata, finché all’alba
delle h. 20,30 troviamo il campeggio definitivo. Ci sembra infatti carino,
non c’è molta gente, nessun italiano e la signora che ci accoglie
alla reception è simpatica e molto disponibile, ma soprattutto la
piazzola di sosta per i camper si affaccia direttamente sul fiordo e il
panorama che ne risulta è quindi impareggiabile!
Paghiamo i 100 NOK dovuti e ci sistemiamo nel parcheggio. Angelo intanto
sembra stia un po’ meglio, solo un po’, ma noi siamo già contenti
e "colonizziamo" prima il forno della cucina del campeggio per cucinare
le lasagne ed il pollo comprati in città che mangiamo quando sono
ormai le h. 22,30, poi il telefono che è addirittura in casa della
signora custode per telefonare a casa, inventando tra l’altro una scusa
colossale per giustificare l’assenza di Angelo e dimenticandomi oltretutto
di fare gli auguri alla mamma; per passare infine alle docce, comodissime
anche se a moneta -5 NOK per 5 minuti scarsi- che io e Roby ci avventuriamo
a fare quando sono ormai le h. 23,15, con il risultato di tornare con calma
e andare finalmente a letto a mezzanotte passata!
Beh, buonanotte!
15° giorno
– 21 Agosto:
Stien (N) (Lat. 66° 15,02' N; Lon. 13° 58,94' E)
Trondheim (N) (Lat. 63° 25,72' N; Lon. 10° 23,96' E)
482 km.
Questa mattina ce la prendiamo molto comoda svegliandoci alle h. 07,30
– 08,00 senza aver però puntato la sveglia…
Buona notizia: Angelo è il primo a svegliarsi per andare a farsi
una buona doccia visto che sta assolutamente molto meglio.
Dopo una colazione abbondante a causa dell’incombenza di un po’ di cose
come succo di frutta e yoghurt da finire, giusto perché dopo ieri
sera non ne avevamo abbastanza…io e Angelo telefoniamo di nuovo a casa
per gli auguri alla mamma (oggi è il suo compleanno), ma lei è
al lavoro, così parliamo un po’ con papà e dopo una mezz’oretta
di relax ci concentriamo nelle operazioni di pulizia camper che con la
pioggia degli ultimi due giorni assomiglia molto ad un letamaio…Comunque
ce la caviamo piuttosto velocemente e quasi ci divertiamo anche, grazie
soprattutto al sole e quindi alla bellissima giornata uscita oggi, finalmente;
così da riuscire a partire alle h. 10,30 circa.
Siamo ad esattamente 497 km da Trondheim, la nostra prossima tappa,
per cui viaggiamo ad andatura abbastanza sostenuta grazie anche al buon
livello della strada, fino alle h. 12,15 quando ci fermiamo presso le cascate
di Laksforsen e dopo aver ammirato lo stupendo spettacolo offerto, per
la prima volta da quando siamo partiti mangiamo all’aperto, su dei comodi
ed ampi tavoli con vista sulle cascate, che apparecchiamo con cura e dove
consumiamo con più gusto il nostro tipico piatto di pasta.
Dopo pranzo riusciamo infine a telefonare finalmente alla mamma e a
farle gli auguri e, mentre stiamo partendo incrociamo la coppia di svizzeri
nostri vicini a Capo Nord…già, ancora loro, li avevamo già
rincontrati un’altra volta ed eccoli ancora qui…D’accordo, la strada verso
sud è praticamente una sola, però trovarsi proprio qui, alla
stessa ora è una gran coincidenza secondo noi, tanto che dopo esserci
riconosciuti a vicenda ci salutiamo sorridendo…
Dopo un pieno di gasolio e la pulizia dei vetri ripartiamo, guida Angelo
ormai completamente ristabilito ed io durante il tragitto ho la brillante
idea di sedermi davanti tra il sedile del guidatore e quello del "co-pilota",
anche se non potrei farlo, sto molto comoda, specie perché il motore,
sistemato proprio sotto di me, mi scalda molto; quando ci sorpassa una
macchina della polizia locale (Politi) lo spavento è grande e anche
se non succede niente e questi procedono tranquilli io per un po’ di tempo
sono costretta a ritornare dietro…
Dopo questa avventura verso le h. 16,00 arriviamo in prossimità
di Grong dove dovrebbero essere situate delle immense cascate, le più
grandi di tutta la Norvegia, secondo la nostra carta…la nostra intenzione
sarebbe proprio quella di fermarci per vederle sperando che non si tratti
della solita "fregatura norvegese", già, se solo riuscissimo a trovarle…Invece
non è così e proseguiamo quindi per un po’ fino a quando
ci accorgiamo di aver sbagliato strada di ben 20 chilometri!
Torniamo indietro grazie alle indicazioni di un signore molto gentile
e veniamo doppiati dai tre camper "Riviera" di Rimini precedentemente incontrati
al pianoro di Capo Nord e in altre due occasioni e, naturalmente dai due
svizzeri con il Land Rover.
Le cascate, come previsto, sono dietro all’acquario che avevamo notato
già in precedenza, ma sono regolate da una diga che in questo momento
è per di più chiusa, per cui che razza di cascate sono queste?
La tradizione dei "bidoni" norvegesi si rinnova…
Torniamo sul camper e facciamo merenda, ormai siamo talmente disillusi
che non riusciamo neppure ad essere dispiaciuti.
Controlliamo i prezzi dei souvenirs nel negozietto lì vicino
e la nostra teoria maturata nei giorni precedenti trova conferma: i prezzi
scendono sempre di più mano a mano che anche noi scendiamo, quindi
le merci sono via via più care tanto più si va a Nord del
paese…
Abbiamo inoltre un’altra considerazione da fare…dato che siamo stati
così miseramente superati da tutti i nostri "amici – rivali" di
Capo Nord, siamo gli ultimi in graduatoria per il traghetto che ci porterà
ad Oslo…però è anche divertente questa sorta di "gara" che
facciamo all’insaputa l’uno dell’altro, perché non sappiamo mai
se quando ci incrociamo o ci sorpassiamo sarà per l’ultima volta
oppure no, anche se cerchiamo di immaginare la strada che faranno gli altri…
Riprendiamo infine la strada verso le h. 17,00 e ormai il tempo è
ritornato brutto e piove addirittura…
Alle h. 19,00 ci fermiamo per una mini spesa e pensiamo di cenare relativamente
presto per poi proseguire con il viaggio dopo cena, però le nostre
ipotesi non tengono conto dell’odissea che dobbiamo passare per trovare
una piazzola per sostare che troviamo solo alle h. 19,45.
Ceniamo e poi appena possibile verso le h. 21,30, ripartiamo dopo aver
sentito la zia Olga al telefono. Arriviamo a circa 20 chilometri da Trondheim
e ci fermiamo in un ampio e apposito parcheggio per pullman e camper semi
deserto, sennonché un signore gentilissimo e italiano incontrato
da Angelo in un sottopasso dell'autostrada ci accompagna in un altro spiazzo
più ampio e più tranquillo, dove sistemati vicino ad un altro
camper e dopo aver un po’ pianificato la visita di domani a Trondheim andiamo
a letto relativamente presto alle h. 22,30. Buonanotte.
16° giorno
– 22 Agosto:
Trondheim (N) (Lat. 63° 25,72' N; Lon. 10° 23,96' E)
Tofte (N) (Lat. 61° 32,00' N; Lon. 9° 58,04' E)
276 km.
Alla mattina siamo svegli alle h. 07,30 / h. 08,00 e dopo aver fatto
il pieno di gasolio, quello d’acqua e naturalmente quello dei nostri pancini
con una buona colazione finalmente partiamo.
Ci mancano ormai solo 20 chilometri a Trondheim, dove in effetti arriviamo
alle h. 09,30 dopo aver pagato, prima di arrivarvi, l’ingresso alla città
per ben due volte, con una spesa di 10 NOK + 20 NOK scoprendo tra l’altro
una cosa troppo simpatica e cioè che qui il casello dell’autostrada
non è come il nostro, ma i soldi si lanciano "al volo" in un cestino
munito di fotocellula… Il tempo è ancora brutto, anche se fortunatamente
non piove.
Parcheggiamo il nostro mezzo in uno degli innumerevoli parcheggi a pagamento
sono tutti così, e andiamo a visitare la rinomata cattedrale di
Nidaros, dedicata al re Olav I il santo. La chiesa è molto bella
ed imponente, risale al Medioevo e ciò è facilmente deducibile
osservando la facciata, completamente ricoperta da statue simboliche e
santi. L’ingresso alla cattedrale, del costo di 20 NOK comprende anche
quello all’arcivescovile, edificio attiguo alla costruzione, che purtroppo
tanto per cambiare è chiuso e ci accontentiamo di osservarlo dal
suo, peraltro splendido, cortile.
Non ci demoralizziamo, questa cittadina è così ricca di
cose da vedere che ci incamminiamo subito verso il ponte vecchio, le antiche
case costruite su palafitte ed infine il palazzo reale, però anch’esso
chiuso da esattamente due giorni cosicché siamo costretti a spiare
dalle finestre per cercare di intravedere qualcosa al suo interno: in effetti
molto lussuoso.
Fortunatamente all’ingresso della città abbiamo trovato delle
buone guide, che abbiamo preso con noi, sulle quali troviamo tutte le indicazioni
più interessanti sulla città che ci permettono di scegliere
in tutta libertà ciò che vogliamo vedere…
Ed è così che ci dirigiamo verso il teatro, che apre alle
ore 12 e del quale visitiamo perciò solo la modernissima hall. Dopo
aver ritrovato il nostro camper parcheggiato tra un intrico di stradine
saliamo passando di fronte all’università, fino alla fortezza da
cui si gode una bellissima vista della città, sulla quale scattiamo
delle altrettanto belle fotografie.
Trondheim è infatti una bellissima cittadina, universitaria,
quindi piena di giovani, e anche pensiamo, di artisti. Tutte le finestre
delle case hanno anche qui le tipiche tendine corte, la piccola lampada
appesa di fronte alla finestra, e sui davanzali c’è ogni sorta di
vasi strani , di tutte le fogge e coloratissimi, ed anche bicchieri antichi,
statuette…è proprio carina, personalmente mi piace parecchio, ma
anche gli altri sembrano apprezzarla molto.
Diciamo addio alla città e ci rimettiamo in strada decidendo
di fermarci a mangiare in un luogo qualsiasi verso le h. 12,30, tiriamo
le h. 13,00 senza trovare alcuna area di sosta finché affamati come
lupi ci fermiamo nel parcheggio di un distributore senza una particolare,
e di solito immancabile, vista panoramica…non ci importa molto, abbiamo
troppa fame!
Intanto notiamo che da ieri sera il paesaggio ha avuto modo di cambiare
molto, siamo infatti tornati per così dire, alla "civiltà",
le cittadine si susseguono l’una dopo l’altra ed ai boschi si sono sostituiti
grandi campi coltivati color giallo-oro.
Pranziamo e concludiamo con un ottimo gelato acquistato al negozio del
distributore dove entriamo tra l’altro in ciabatte, ridendo di gusto e
considerandoci ormai dei perfetti "tedeschi D.O.C.".
Ripartiamo quando sono le h. 14,30, facciamo altri chilometri ormai
in direzione di Oslo, avendo però in previsione una sosta per la
spesa, fare merenda e finire finalmente il nostro super barattolo di yogurt.
E’ così che alle h. 16,00 ci fermiamo al supermercato "REMA 1000"
(altro nostro punto di riferimento insieme ai distributori Statoil) della
cittadina di Oppdal, riempiamo il nostro ormai semi vuoto frigorifero,
facciamo merenda con degli snack di salame di renna (una specialità)
appena acquistati, banane e yoghurt, sta di fatto che non riusciamo a ripartire
prima delle h. 17,30.
Dopo altri 200 chilometri, verso le h. 19,45 ci fermiamo in un’area
di sosta per la cena quando mancano 70 chilometri a Lillehammer e 250 a
Oslo, mangiamo gli "Smorgabrød", polpette di pesce ormai diventate
il nostro cibo preferito e ci godiamo il solito spettacolo degli automobilisti
norvegesi, stranissimi e particolarissimi personaggi che si fermano a cenare
nelle aree di sosta all’aperto, con qualsiasi tempo, pur di stare a "contatto
con la natura".
Comunque dopo cena, verso le h. 21,30 ripartiamo e arrivati a 20 chilometri
circa da Lillehammer, che lasciamo volentieri per domani mattina, ci fermiamo
a dormire in una piazzola un po’ affollata, sempre di strani personaggi:
pescatori, siamo infatti vicini ad una fiume; famiglie ferme per uno spuntino,
addormentandoci abbastanza presto verso le h. 22,30.
17° giorno
– 23 Agosto:
Tofte (N) (Lat. 61° 32,00' N; Lon. 9° 58,04' E)
Oslo (N) (Lat. 59° 54,65' N; Lon. 10° 46,13' E)
244 km.
Il mattino ci svegliamo verso le h. 08,00 e, fatta colazione e scaricate
come al solito le acque chiare per evitare inutili ristagni, verso le h.
09,30 siamo pronti per la partenza.
Viaggiamo diretti verso Lillehammer, la famosa cittadina dei giochi
olimpici del 1994, dove arriviamo infine verso le h. 10,00.
La città è deserta, e ci rendiamo conto di quanto la
popolazione locale "rispetti" la Domenica dormendo tranquillamente fino
a tardi; però ci accorgiamo anche di quanto questo posto sia carino…le
aree verdi abbondano, le casette in compenso sono tutte bianche, in stile
inglese e fornite di un tetto nero e spiovente molto caratteristico, inoltre
oggi il tempo è molto bello e per questo riusciamo a vedere tutto
sotto una prospettiva migliore.
Ci addentriamo nella città super deserta fino a raggiungere uno
strano museo che assomiglia molto ad un villaggio ricostruito con tanto
di treno d’epoca ottocentesca, ma notiamo che qui puntano ancora tutta
la loro attrattiva sul fatto che abbiano ospitato le olimpiadi invernali
decidiamo di andare a vedere il trampolino che dev’essere uno spettacolo
realmente impressionante…In effetti è proprio così, è
altissimo e mentre lo stiamo ammirando comincia ad avvicinarvisi un piccolo
gruppo di sciatori…Non intuiamo subito le loro intenzioni, ma ad un certo
punto questi, arrivati in alto con una seggiovia, si sistemano sulla barra
di partenza per lanciarsi giù verso il basso un attimo più
tardi!
Sì, è proprio così, stiamo assistendo alle prove
del lancio dal trampolino…della nazionale norvegese!
Beh, che dire, è veramente bello, specie il vederli così
da vicino, ci piace ed entusiasma così tanto che rimaniamo ad osservarli
fin oltre le h. 11,00, anche se sappiamo benissimo che dobbiamo arrivare
ad Oslo e ci mancano ancora 180 chilometri!
Così ripartiamo, ma la fame si fa presto sentire, cosicché
ci fermiamo per il pranzo nelle vicinanze di un laghetto, in un’area molto
carina ed accogliente, dove ai guidatori è data addirittura la possibilità
di testare la propria vista, cosa che noi naturalmente non ci lasciamo
sfuggire di fare…il sole inoltre è ormai talmente caldo che per
la prima volta da quando ci trovavamo a Stoccolma ci mettiamo tranquillamente
in maglietta a maniche corte ed inoltre mangiamo all’aperto.
Ripartiamo ormai alle h. 15,00, arriviamo ad Oslo e soprattutto al campeggio
che troviamo dopo esserci arrampicati su una collina con una strada un
po’ scomoda, ma che ci permette di godere di un’ottima vista sulla città.
Siamo quindi giunti alla meta "finale" del nostro viaggio, dopo la quale
lasceremo la Norvegia e con essa tutta la Scandinavia diretti ormai questa
volta realmente verso casa, se non avremo il tempo di fermarci neppure
per un giorno a Copenaghen.
Già infatti qui, il congresso aspetta Savio, e dato che il nostro
viaggio è stato dettato principalmente da questo, consideriamo questa
città come "la meta principale" del nostro viaggio, in realtà
non è così, ma noi ci sentiamo un po’ "giunti a destinazione".
Il campeggio da noi scelto è l’Ekeberg camping, e la prima immagine
che ne abbiamo è quella di tre hippies su un mega Maggiolone arancio,
beh, non male, se non altro siamo convinti di essere proprio tornati in
città, anche se ce n’eravamo tristemente già accorti quando
ci siamo trovati improvvisamente imbottigliati nel traffico di una strada
a quattro corsie per senso di marcia e ci siamo dovuti disabituare in fretta
alla calma, la natura dominante, il deserto ed addirittura la desolazione
del Nord…purtroppo tutto questo vuole anche dire che stiamo proprio tornando
a casa! (SIGH!)
Ma non perdiamoci d’animo, siamo a Oslo dopo tutto! Ci sistemiamo, quindi,
nel gigantesco campeggio in super prossimità delle docce e della
cucina e alle h. 16,30 andiamo in esplorazione della città.
Per utilizzare il pullman (indispensabile per arrivare in centro dalla
collina dove ci troviamo) ci districhiamo facilmente tra le indicazioni
degli orari veramente chiarissime delle due fermate del bus che si trovano
proprio all’uscita del campeggio, ma dobbiamo sobbarcarci dei biglietti
- salasso (18 NOK) che compriamo sull’autobus con l’intenzione comunque
di procurarci degli abbonamenti o cose simili per il giorno successivo
in modo da viaggiare in maniera più pratica e soprattutto meno costosa.
A dir la verità il primo impatto con la città non è
dei migliori, dato che, scesi alla stazione anche se ci troviamo in pieno
centro, siamo praticamente circondati da gente assurda e per niente rassicurante…d’altro
canto si sa che le stazioni sono tutte così, in qualsiasi città,
così decidiamo di andare ad acquistare i biglietti per i trasporti,
risolvendo i nostri problemi con l’acquisto di una pratica carta valevole
per 24 ore. Cercando la fermata del pullman più comoda per tornare
incontriamo due degli amici di Savio anche loro qui per il congresso. Scopriamo
che anche il loro viaggio è stato interessante sebbene non lungo
come il nostro, loro hanno infatti visitato il sud della Norvegia, cioè
la parte che noi non vedremo, ma che sappiamo essere molto bella. Salutiamo
e riusciamo infine a prendere il tram che ci porta al Vigeland Park, il
parco progettato e riempito di sculture di Gustav Vigeland appunto (1862
– 1943) e dominato dall’imponente Monolito alto 17 metri, un intrico di
corpi scolpiti in un unico blocco di pietra, simile a tutte le altre sculture
disseminate nei dintorni.
Queste sculture sono tra l’altro qualcosa di veramente grandioso, rappresentano
gruppi di gigantesche figure umane, perfette anche anatomicamente e con
un significato che riusciamo ad intuire ma non a cogliere pienamente, ma
che ci affascinano tantissimo.
Il parco è inoltre stupendo anche perché pieno di gente
(particolare tra l’altro, è il caso dei personaggi con i pattini
in linea, abilissimi, ed i giocolieri), e per la splendida giornata assolata…ci
sono ben 24°!
Dopo il parco torniamo in centro e scesi di fronte all’immensa costruzione
sede del teatro andiamo in università dove mentre Savio si iscrive
al congresso noi abbiamo l’occasione di ammirare l’aula magna affrescata
con i dipinti di niente popò di meno che Edvard Munch, pittore nazionale,
ma di fama mondiale.
Facciamo inoltre una breve passeggiata nelle vie principali molto affollate,
dove acquistiamo qualche souvenir (coloratissime magliette) e troviamo
la Domkirke aperta (per la nostra sfacciata fortuna e soprattutto per la
messa che sta per iniziare).
La osserviamo con calma ed è veramente splendida con l’altare
rappresentante un’ultima cena tridimensionale, l’immenso mosaico componente
il soffitto e l’antico organo color verde e oro.
Rientriamo verso le h. 20,00, telefoniamo a casa da dove apprendiamo
che in Italia fa ancora caldo come fosse il mese di Luglio (panico!), dopodiché
ceniamo e ci facciamo una doccia ristoratrice…Ci manca però, ancora
il bucato che, come al solito e come da previsione, ci fa tirare tardi
e così andiamo infine a letto alle h. 00,30 dopo avere ammirato
lo splendido tramonto e il panorama di Oslo "by night" dalla collina…mozzafiato
e indimenticabile!
18° giorno
– 24 Agosto: Oslo (N) (Lat. 59° 54,65' N; Lon. 10° 46,13'
E).
Alla mattina ci svegliamo verso le h. 07,30 perché abbiamo in
programma vedere un po’ di cose oggi, inoltre le vorremmo vedere anche
con Savio che a mezzogiorno dovrà assolutamente scappare per andare
al suo congresso in università.
Fatta colazione, i soliti lavaggi e vestiti di tutto punto riprendiamo
i nostri pullman forniti ora di tessera giornaliera e andiamo diretti fin
dall’altra parte della città dove abbiamo in progetto di vedere
il Museo delle navi vichinghe e il Norskfolkmuseum, museo all’aperto che
riproduce in un grande parco tutta la cultura norvegese oltre alle tipiche
abitazioni del secolo scorso, le botteghe, le fattorie e tutto quanto si
può desiderare vedere della Norvegia.
E' comunque dal museo delle navi vichinghe che partiamo, il museo ospita
tre grandi navi appartenute a questo leggendario popolo; all’inizio ci
sembra un po’ misero e solo per intenditori, ma subito ci ricrediamo avendo
modo di farci una cultura, su questi grandi combattenti che misero paura
persino ai Romani, grazie ad esaurienti pannelli esplicativi e alla presenza
non solo delle tre imbarcazioni comunque spettacolari, ma anche di innumerevoli
altri oggetti di vita quotidiana e non, finemente lavorati e di una bellezza
che non avremmo mai immaginato.
Purtroppo dato che questa popolazione utilizzava esclusivamente il legno,
ciò che ci è dato di osservare è veramente poco in
quanto quasi tutto è stato perduto, riutilizzato dal popolo stesso
per altri scopi che non ne hanno permesso la conservazione o, più
comunemente, rubato.
Prima di essere letteralmente assaliti da una comitiva di turisti americani,
usciamo dal museo molto soddisfatti dopo le fregature prese in altri musei
vichinghi nel Nord del Paese; finalmente ricreduti anche se non ancora
del tutto convinti che forse questa leggenda dei vichinghi non è
del tutto una panzana inventata dai norvegesi per vendere il prodotto locale,
ma forse il grande popolo è esistito davvero…
Ci avviamo quindi a piedi fino all’altro museo, è infatti vicinissimo,
avendo anche modo di osservare questa zona della città che è
molto signorile e tranquilla; entriamo in uno di quelli che ricorderemo
come i migliori musei visitati nel nostro viaggio per quanto riguarda il
concepimento, l’organizzazione e naturalmente le attrazioni che, contribuirà
a sollevare in parte le sorti e la reputazione che ci eravamo fatti invece
a proposito dei musei norvegesi.

Il museo è come già accennato all’aperto, riproduce la
vita, gli usi e i costumi della Norvegia di fine ottocento, è concepito
come un immenso paese dove nelle costruzioni originali del secolo scorso,
tutto è perfettamente conservato, ci sono anche persone in costume
che, oltre a custodirle, mostrano con un’abilità sorprendente varie
attività quali il ricamo al tombolo o la cucina, ecc…Tutto è
molto interessante e affascinante soprattutto, percorriamo tutte le stradine
in terra battuta che si districano per il parco facendoci raggiungere i
luoghi più strani e rivelandoci costruzioni particolari quali mulini
dalle tecniche complicatissime o granai e stalle complete di simpatici
animali quali una stupenda coppia di maialini!
La fame ad un certo punto comincia a farsi sentire e noi decidiamo di
seguire le indicazioni distribuite un po’ ovunque e ben chiare per trovare
un piccolo ristorante dove spiluccare qualcosa, prima però veniamo
attratti da quello che sarà il gran finale che tutti aspettiamo
perché ne abbiamo letto, sentito parlare, visto foto su decine di
deplian e libri: la Stavkirke di Gol.
Trattasi di una delle – ormai poche rimaste a dir la verità –
altissime chiese completamente in legno di cui la Norvegia era disseminata
in epoca medievale e che ora sono invece conservate con la massima cura
anche per prevenire eventuali incendi che hanno contribuito a ridurne così
drasticamente il numero.
Osserviamo infatti con curiosità il complicato impianto antincendio
dopo aver naturalmente ammirato l’esterno e l’altrettanto imponente interno
dell’edificio, purtroppo, ma capiamo le esigenze, scarsamente illuminato.
Ci dirigiamo infine, dopo aver controllato sulla piantina dataci all’ingresso
di non aver dimenticato niente di importante, verso il ristorante dove
consumiamo un veloce pranzo e dove salutiamo Savio che si avvia verso il
centro per tornare all’università e al "suo" congresso.
Rimaniamo d’accordo di ritrovarci al campeggio questa sera, a meno che
lui non debba restare fuori a cena, caso in cui anche noi ci concederemmo
una serata alternativa in qualche ristorante tipico; fini tranquillamente
il nostro pranzo decidiamo il "da farsi" del pomeriggio programmando una
visita alla collina e al trampolino di Holmenkollen, un giro al porto,
descritto come la zona più ricca della città dal punto di
vista dei negozi e dei locali interessanti e poi in base al programma del
Savio di adeguare la nostra serata.
Prendiamo la metropolitana che, per salire sulla collina, diventa una
sorta di funicolare da cui lo spettacolo, anche quello dei ragazzini che
escono da scuola, è veramente particolare; c’è chi tranquillamente
carica la bicicletta nel vagone già stracolmo senza che nessuno
si scandalizzi, e così dopo un lungo viaggio giungiamo infine alla
nostra fermata. Seguendo le indicazioni, ma anche l’immensa sagoma del
trampolino vi arriviamo proprio sotto: ci sobbarchiamo una salita di un
migliaio di gradini molto stancante, ma altrettanto spettacolare e mozzafiato,
da non consigliare di certo a chi soffre di vertigini, per arrivare alla
sua base.
Beh, ora che abbiamo fatto trenta…, stiamo per un po’ ad osservare lo
spiazzo di atterraggio degli atleti che ora è un immenso cantiere
in attesa dell’inverno, e poi facendo trentuno entriamo all’interno per
salire in cima, il biglietto comprende anche quello della visita al museo
dello sci che all’inizio ci sembra un po’ una gabola per incastrare gli
ignari turisti, ma che poi si rivela interessantissimo e molto ben fatto
tanto che quasi ci scordiamo lo scopo primario della nostra visita, cioè
salire in cima al trampolino! Lo facciamo per un pezzo in ascensore e per
l’ultimo tratto invece a piedi su una scala di ferro strettissima e molto
ripida sulla quale constatiamo devono salire anche gli atleti prima della
gara anche se all’inizio ci sembra impossibile…
Comunque ci siamo e la sensazione che proviamo all’arrivo è indescrivibile:
siamo praticamente sospesi nel vuoto in quanto l’ultimo tratto della costruzione,
cioè esattamente quello su cui ci troviamo noi non è sostenuto
da nulla, inoltre la cabina in cui siamo è completamente racchiusa
da vetrate, solidissime certo e molto panoramiche, ma che fanno comunque
un certo effetto.
Stiamo a goderci l’affascinante panorama per un bel po’ di tempo avendo
modo di avere una visione completa sulla città di Oslo e sul suo
fiordo, ma anche sullo sbocco di questo sul mare, e vogliamo imprimercelo
ben bene nella mente anche se siamo sicuri che sarà difficile scordare
qualcosa di simile…
Scendiamo infine ancora super eccitati anche dal fatto che dall’alto
potevamo sentire quasi lo spostamento anche minimo della costruzione a
causa del vento; riprendiamo la nostra funicolare–metropolitana che attraversa
questa zona, la più bella e signorile della città e arriviamo
in centro dove a piedi percorriamo buona parte del centro, il porto e,
dopo aver sentito Savio, infine torniamo in pullman al campeggio dove,
lo ritroveremo, intento forse già a cucinare, in quanto per noi
si è fatto un po’ tardi…
E' proprio così infatti, dopo esserci alquanto divertiti sull’autobus
osservando i vari e strani personaggi che lo riempiono, raggiungiamo il
nostro camper e anche Savio in versione cuoco, ci raccontiamo la rispettiva
giornata e dopo una doccia e un’abbondante cena andiamo infine a dormire.
19° giorno
– 25 Agosto: Oslo (N) (Lat. 59° 54,65' N; Lon. 10° 46,13'
E).
Ci svegliamo alle h. 08,40!! Oddio, siamo in super ritardo!
Facciamo colazione, ci laviamo e alle h. 10,20 prendiamo il solito pullman
per il centro.
Il tempo purtroppo oggi è orrido, piove e noi siamo di conseguenza
ancora più depressi, quasi non abbiamo voglia di muoverci, però
alla fine ci facciamo coraggio: è il nostro ultimo giorno a Oslo
e dobbiamo obbligatoriamente godercelo, così ci copriamo, super
equipaggiati e usciamo.
La mattina, fino alle h. 12,00 passa come da programmi tra i vari grandi
magazzini per cercare ed infine trovare, in un negozio non molto caro anche
se con la negoziante piuttosto scortese, i tipici e mitici "trolls" e i
regalini per la famiglia e gli amici.
Pranziamo da Pizza-Hut dove siamo molto soddisfatti del cibo ma non
del prezzo, 600 NOK per 4 pizze e 4 birre, e alle h. 13,30 assistiamo al
cambio della guardia di fronte al palazzo reale, e lo spettacolo è
realmente molto bello anche se le guardie non sono a dir la verità
molto professionali viste le gaffes, le scivolate, le risatine e il fatto
che chiacchierano tranquillamente tra di loro.
Infine grazie alla nostra "24 hours card" decidiamo di fare un giro
super panoramico della città in tram, arrivando fino al capolinea
per poi tornare in centro, già visto che piove in questo modo abbiamo
la possibilità di visitare stando comodi…Scopriamo infatti che la
nostra è veramente un’idea felice perché in effetti il giro
non è affatto male e abbiamo anche la possibilità di osservare
la gente, cosa che si rivela sempre la più interessante, specie
se gli attori sono la popolazione norvegese sempre calma, tranquilla, soprattutto
contenta, la popolazione che ti fa attraversare sui passaggi pedonali appena
può, accompagnandoti per di più con un mega sorriso, che
non se la prende mai, anche se le porte del tram dopo una folle corsa gli
si chiudono proprio di fronte al naso o il guidatore non la può
far salire, e che non usa l’ombrello anche se diluvia…
Torniamo in centro, facciamo gli ultimi acquisti (i mitici maglioni
norvegesi che acquistiamo in un negozio dove la commessa si rivela essere
-assurdo!- di Rimini, e la spesa perché i viveri scarseggiano) e
poi via, a casa dicendo addio ad Oslo città.
Arriviamo presto in campeggio, alle h. 17,00 così abbiamo la
possibilità di fare tranquillamente il pieno d’acqua al camper,
farci la doccia, i conti delle varie spese guardare la strada per il ritorno,
mangiare e far asciugare i nostri accappatoi nell’asciugatrice, dove Savio
e Roby conoscono degli italiani che chiedono informazioni su Capo Nord
avendo visto il nostro cartello e ci fanno anche i complimenti per il viaggio…siamo
gli eroi del campeggio!
Da notare tra l’altro le domande assurde che ci vengono rivolte in stile
leggenda metropolitana del tipo: "Ma è vero che a Capo Nord ci sono
le foche?" …No comment.
Laviamo poi i piatti, i denti, e diamo un ultimo, veramente ultimo questa
volta, sguardo, prima allo stupendo tramonto del sole "appena spuntato"
dalle nuvole, poi alla città in versione notturna, e, dopo un brevissima
partita a carte andiamo a dormire alle h. 22,30. Buonanotte.
20° giorno
– 26 Agosto:
Oslo (N) (Lat. 59° 54,65' N; Lon. 10° 46,13' E)
Klampenborg (DK) (Lat. 55° 46,81' N; Lon. 12° 34,69' E)
560 km.
Svegli alle h. 07,30 – 08,00 facciamo colazione, laviamo noi stessi
e le scodelle, io dopo mille indecisioni e una gran magra figura, scatto
una fotografia ad uno stupendo modello di "Mini Cooper" con tanto di occhi
e capotte stampata a Union Jack; scarichiamo e ricarichiamo a nuovo le
acque del camper e alle h. 09,30 siamo veramente costretti a salutare in
definitiva lo stupendo panorama di Oslo. Siamo tristissimi, ma alle h.
10,15 circa siamo già fermi di nuovo per l’ultima spesa gigante
e subito dopo a Svinesund, al confine tra Norvegia e Svezia per il rimborso
degli acquisti Tax-free, rimborso che chiediamo in corone svedesi che risultano
stranamente decisamente meno di quelle norvegesi…siamo un po’ sorpresi:
al cambio italiano le corone svedesi valgono meno di quelle norvegesi,
per cui "in teoria" (già, proprio così a quanto pare) dovrebbero
al contrario essere in numero superiore…non indaghiamo oltre.
Approfittiamo invece della pausa per fare fotografie sul "Ponte della
pace", che segna il confine tra il territorio norvegese e quello svedese
e che è lunghissimo (e ce ne accorgiamo in modo speciale quando
lo percorriamo a piedi con l’intento di fare delle fotografie…suggestive)
e soprattutto veramente molto alto (di modo che le fotografie riescono
realmente molto suggestive!); e per comprare un po’ di dolci & affini
per finire gli ultimi NOK che saltano veramente fuori da tutte le parti!
Ripartiamo e verso le h.12,50 ci fermiamo in riva ad un bel fiume per
il pranzo.
Il sole è alto e caldo ed il tempo è quindi stupendo come
del resto durante tutta la mattinata, questo ci fa rendere conto però
che stiamo realmente tornando "giù", insieme al traffico delle strade
aumentato in modo considerevole.
Ripartiamo verso le h.14,00, lottando contro il solito abbiocco del
dopo pranzo, specie io e Roby che siamo nell’ordine co-pilota e pilota,
ascoltando una cassetta "live" degli U2, alle h. 16,00 ci fermiamo per
la merenda in un’area di sosta che ci dà la viva impressione di
trovarci già sul territorio tedesco, sia per il sole splendente
che per il fatto che è realmente molto ben attrezzata.
Siamo già in prossimità di Göteborg, ce ne accorgiamo
quando sulla "tangenziale" che ci porta in città siamo bloccati
per un rallentamento in una galleria…Dopo il pieno di gasolio e un gelato
per Angelo che ci da modo di finire anche la moneta svedese proseguiamo
ormai in direzione di Helsingbörg, e quindi del traghetto per la Danimarca),
tratto di strada in cui io personalmente mi addormento, ma che comunque
scorre veloce anche per gli altri grazie ad un’autostrada molto comoda
e al traffico regolare.
Arriviamo al porto alle h. 19,15, ci informiamo sull’orario del primo
traghetto in partenza presso la compagnia Scanlines, la più importante
nella penisola, telefoniamo a casa e ci imbarchiamo sul traghetto delle
h. 20,00. La nave è veramente immensa e bellissima, ma il costo
della traversata per Helsingör (della durata di soli 20 minuti) è
a dir poco assurdo…Sono 495 SEK, prezzo che noi chiediamo di pagare con
valuta norvegese per poterla finire una volta per tutte ora che non ci
serve più, al che le corone richieste diventano 550, abbiamo solo
500 NK e 100 SK che dovrebbero corrispondere al prezzo richiesto, e in
effetti al bigliettaio va bene e ci dà come resto 80 SK; deduciamo
che 50 NOK=20 SEK e ciò è semplicemente pazzesco! Il cambio
delle due valute nei confronti della lira è pressappoco simile,
ma tra le due valute stesse è al contrario sproporzionatissimo…
Deduciamo quindi anche di esserci fatti un po’, come si dice in gergo…fregare
ecco, ma ormai l’unica cosa che ci resta da fare è consolarci mangiucchiando.
Saliti a bordo la nave è realmente molto bella anche all’interno,
ma non abbiamo neppure il tempo di goderci lo spettacolo in quanto appena
saliti è quasi subito ora di scendere e alle h. 20,30 siamo in Danimarca
e così salutiamo anche la Svezia (quanti addii in un solo giorno,
ci si spezza il cuore) e l’intera penisola scandinava, ma siamo da subito
affascinati dal nuovo paese che non abbiamo il tempo di rattristarci, per
di più la Danimarca è realmente splendida, assomiglia molto
all’Olanda, tutto è pulito, ordinato, verde…realmente niente male!
Mancano esattamente 45 chilometri a Kobenhavn, ne percorriamo all’incirca
venti e ci fermiamo per la cena, per la quale abbiamo la malaugurata idea
di cucinare pesce fritto, tanto che il camper ne mantiene l’odore ancora
adesso, in realtà chi sta peggio di noi, cioè un signore
il cui pullmino prende letteralmente fuoco nel parcheggio, anche se fortunatamente
tutto si risolve in poco tempo.
In questa piccola area di sosta non è permesso campeggiare, così
dopo cena proseguiamo e usciti dall’autostrada in una cittadina di mare
dopo la consueta odissea alla ricerca di un parcheggio ci sistemiamo in
una zona tranquilla vicina al molo verso le h. 22,30 siamo così
stanchi che il mare lo vedremo domattina. Buonanotte.
21° giorno
– 27 Agosto:
Klampenborg (DK) (Lat. 55° 46,81' N; Lon. 12° 34,69' E)
Copenaghen (DK) (Lat. 55° 40,92' N; Lon. 12° 34,72' E)
15 km.
La mattina siamo svegli alle h. 07,30, ci laviamo e dopo colazione guardiamo
finalmente il mare di mattino presto, così come fa un signore del
posto, talmente tipico che soprannominiamo anche se con poca fantasia "il
vecchio e il mare", ed un’altra particolare signora viaggiatrice come noi
anche se danese che ci chiede particolari sul nostro viaggio dopo aver
letto il cartello "rivelatore" appiccicato al nostro finestrino.
Verso le h. 08,00 partiamo. Attraversiamo dei paesini dove un sacco
di gente sfreccia in bicicletta sulle piste ciclabili che qui sono quasi
più ampie delle strade, paesini che scopriamo essere la periferia
stessa di Copenaghen.
Non volendoci addentrare però troppo in città, ad un certo
punto ci fermiamo per cercare di capire dove ci troviamo esattamente e
trovato un parcheggio che naturalmente è a pagamento ci dividiamo
e mentre Roberto e Savio preparano i panini per il pranzo io e Angelo preleviamo
un po’ di valuta danese di cui siamo completamente sprovvisti e che, ora
risulta indispensabile, in quanto decidiamo di utilizzare le fantastiche
"city bike" che si trovano un po’ ovunque, riconoscibilissime per le ruote
lenticolari e di cui si può usufruire con il metodo "carrello della
spesa" (inserendo una moneta da 20 DK che poi si riprende allorquando si
depositano le bici stesse).
Proseguiamo e dopo un attimo di "defaillance" con tanto di richiesta
di informazioni ai -gentilissimi- vigili, arriviamo alla internazionalmente
famosa Sirenetta, che si rivela, almeno per noi, una profonda delusione
dato che è piccolissima, non è l’unica statua della zona
e soprattutto di certo non la più bella, quindi non riusciamo realmente
a capire come possa essere sorta a monumento e simbolo nazionale, in base
a quale criterio, anche se sappiamo benissimo che Hans Christian Andersen,
inventore del personaggio della favola era cittadino proprio di Copenaghen.

Troviamo comunque un buon parcheggio vicino ad un ristorante proprio
nei pressi della statua, che non è a pagamento e dove l’unico vincolo
è quello del parchimetro a disco orario che, essendo valido per
tre ore, ossia fino alle h. 18,00 va rinnovato almeno una volta, beh, siamo
disposti a farlo, anche se noi eravamo tranquilli con l’idea che avremmo
trovato il "grande parcheggio" segnalato da "Folletto" nel loro diario
di bordo…
Andiamo quindi alla ricerca di bici, ne troviamo prima solo tre e dobbiamo
portare per un pezzo Roby arrampicato sul sellino della bicicletta, tra
l’altro non comodissima, di Savio; infine troviamo anche la quarta, poi
in centro, di fronte al teatro ne troviamo veramente un’infinità
e possiamo permetterci di sostituirne due delle nostre un po’ distrutte.
Alle h. 12,00 siamo al centro del cortile del palazzo reale ad aspettare
il cambio della guardia che, nonostante il tempo faccia i capricci ci impressiona
comunque molto specie per la solennità, la presenza della banda
musicale, le uniformi perfette e bellissime, e per il fatto che il tutto
è molto più sfarzoso di ciò che abbiamo visto ad Oslo,
certamente più professionale anche se molto meno divertente dato
che qui nessuno si può permettere di fare una gaffe.
Constatiamo anche che il piazzale è pieno di italiani ed alcuni
attaccano platealmente bottone con noi, sicuramente attratti dalle nostre
biciclette come un po’ tutti del resto.
Mangiamo in un piccolo parco lì vicino circondati da una truppa
di piccoli bambini biondi e poi ripartiamo visitando dapprima la chiesa
di marmo bianco situata proprio di fronte al palazzo e da noi ribattezzata
S. Pietro per l’immenso cupolone che la sovrasta, poi i giardini del castello
di Rosendal il cui ingresso è a pagamento, ma che comunque non abbiamo
il tempo materiale di visitare e prima che scada il famoso parchimetro
del camper (alle h. 14,00) abbiamo anche modo di vedere il giardino botanico
la cui visita è dapprima un po’ noiosa, almeno fino a quando non
arriviamo alla fantastica serra in stile liberty contenente le piante grasse
più spettacolari che ci si possa aspettare. Purtroppo pur essendo
gratuita, non tutta la serra è visitabile, ma ciò che vediamo
a discapito del caldo tropicale è davvero interessante.
Usciti recuperiamo fortunatamente tutte le nostre bici che abbiamo dovuto
lasciare incustodite e in balia quindi di chiunque avesse avuto voglia
di qualche pedalata (questo è l’unico inconveniente di questo efficacissimo
mezzo di trasporto!), e torniamo al nostro camper per cambiare il cartello
con l’orario. Siamo completamente distrutti! Le selle delle bici sono purtroppo
scomodissime e noi siamo anche fuori allenamento, però dopo esserci
rifocillati ed aver pianificato l’itinerario della seconda parte del pomeriggio
che prevede la visita alla torre panoramica rotonda, al municipio e al
museo delle stranezze, siamo già pronti a ripartire!
Dopo intrichi di strade e svolte che facciamo ormai volando sui nostri
mezzi e soprattutto dopo ormai 20 minuti ci accorgiamo però di essere
senza cartina…Tornare indietro vorrebbe dire perdere troppo tempo e così,
di fronte ad un imponente palazzo che osserviamo senza avere la più
pallida idea di cosa sia e di cosa fare seguiamo ad occhio una torre che
ci sembra "la nostra", quella che abbiamo intenzione di visitare; arrivatici
capiamo però non solo che non lo è, ma che è ormai
chiusa. Ci accontentiamo di visitare quindi la chiesa ad essa sottostante
che scopriamo molto bella con il suo altare ornato da magnifiche e realistiche
statue in gesso ed il suo organo del 1698 in legno e abbiamo inoltre la
fortuna di sentire anche il carillon della torre che suona una volta al
giorno.
Risollevati risaliamo in sella e ci dirigiamo verso il centro quando
ormai (h. 17,00) il traffico, anche di biciclette, è molto intenso
e si è alzato un vento che con le nostre ruote lenticolari rischia
di rivelarsi molto pericoloso.
Arriviamo infine alla piazza del municipio gremita di persone, abbandoniamo
definitivamente le nostre fedeli compagne di viaggio (SIGH!) e dopo esserci
resi conto che il museo delle stranezze non è altro che una spaventosa
fregatura per turisti, entriamo in "vasca" nella via del centro più
importante, lo Strøget.
Qui abbiamo modo di osservare che i prezzi sono veramente proibitivi,
ancora più alti che in Scandinavia, però la popolazione è
particolare e bella anche qui.
Ad un certo punto ci troviamo di fronte alla tanto agognata "torre rotonda"
e ci saliamo anche perché il costo non è elevato (15 KR).
Arrivati a metà circa della salita troviamo una mostra che pensiamo
abbia a che fare con i monaci custodi dell’edificio e che comunque non
capiamo perché le spiegazioni sono tutte e solo in danese (grazie),
ed infine arriviamo in alto.
Il panorama vale la fatica in quanto è realmente molto bello,
ci sono tutte le indicazioni di ciò che si vede un po’ in stile
"Tour Eiffel" e finalmente riusciamo a districarci tra la selva di torri,
cupole e guglie di cui la città è disseminata, arrivando
anche a capire che il grande palazzo visto nel pomeriggio senza la cartina
altro non è che Christianborg, il castello reale.
Quando infine scendiamo dalla torre per la strada non c’è quasi
più nessuno, ma a noi aspetta ancora un gran bel pezzo di strada
prima di tornare al nostro fido camper, e per di più ora siamo a
piedi. Al porto assistiamo alla partenza della Scandinavian Saeways, tratta
København – Oslo, veramente impressionante (a parte la mia personale
fobia per le navi specie se viste dal basso) per l’immensità, e
finalmente distrutti, trascinandoci letteralmente lungo l’ultimo pezzo
di strada, ma soddisfatti e ancora con progetti di uscire ancora più
tardi, raggiungiamo il camper e ceniamo.
Abbiamo però un problema: fare il pieno d’acqua. Non trovando
infatti un rubinetto in tutto il porto pensiamo di riempire le bottiglie
nei bagni vicini e travasarle nel serbatoio, ma tutti i bagni chiudono
per la notte, così rimandiamo al giorno dopo anche il lavaggio di
piatti e chiudiamo con un buon sonno ristoratore questa stancante giornata.
Good night.
22° giorno
– 28 Agosto:
Copenaghen (DK) (Lat. 55° 40,92' N; Lon. 12° 34,72' E)
Soltau (D) (Lat. 52° 59,17' N; Lon. 9° 50,23' E)
386 km
Riposati ci svegliamo alle h. 08,30 dopo aver dormito vicino alla Sirenetta
(den Lille Havfruhe, in lingua danese) possiamo in effetti dire di aver
dormito nei posti più assurdi durante questo viaggio; giudichiamo
la notte passata abbastanza tranquilla non fosse stato per il camion della
nettezza urbana passatoci accanto all’incirca verso le h. 05,00 e che purtroppo
tutti abbiamo sentito.
Partiamo con il nostro camper in giro per København e per le
strade c’è un sacco di traffico, riusciamo però ad arrivare
abbastanza tranquillamente al castello di Christianborg, anche se poi dopo
tutta la nostra fatica dobbiamo accontentarci di vederlo dall’esterno in
quanto l’ingresso è permesso solo ai gruppi…veramente strani questi
danesi! Fatte le foto di rito riprendiamo il nostro mezzo e dopo ancora
un po’ di caos in mezzo alla città semi congestionata parcheggiamo
in un modo precario anche se lasciamo Savio a custodia del camper e ci
dirigiamo verso l’Hard Rock Café. Purtroppo il locale non apre che
alle h. 12,00 e noi non ci possiamo permettere di stare ad aspettare fino
a quell’ora, così acquistiamo magliette e souvenir presso il negozio
adiacente e cerchiamo di farci regalare almeno un menù ricordo,
ma è tutto inutile…
Salutiamo anche Copenaghen quando sono all’incirca le h. 10,00, inizia
anche a piovere, non abbiamo ancora fatto il pieno d’acqua e la situazione
comincia ad essere grave anche se l’acqua ci serve solo a mezzogiorno.
Tra le altre cose non c’è neppure l’ombra di un distributore
nei dintorni e così quando troviamo uno Shell fuori dalla città
ci fermiamo tutti contenti e speranzosi e incuranti del maltempo ci prepariamo
a "fare acqua" quando la signora proprietaria ci caccia "gentilmente" via
dicendoci, occhio alla scusa patetica, che l’acqua non è buona!
Beh, grazie mille.
Proseguiamo e verso mezzogiorno, anzi più precisamente alle h.
12,30 ci fermiamo in un autogrill munito di un grandissimo parcheggio per
il pranzo, facciamo finalmente il pieno d’acqua e pensiamo anche di farci
una buona doccia dato che le cabine delle docce non sono affatto male e
visto che avremmo veramente bisogno anche perché siamo super stressati
e stanchi; alla fine decidiamo di fermarci in un campeggio verso sera e
sistemarci con calma.
Ripartiamo quindi in direzione Rodby per il traghetto che ci riporterà
in Germania, dove arriviamo alle h. 16,00, il traghetto parte alle h. 16,15…proverbiale
fortuna!
Paghiamo il biglietto di 295 DK e saliamo a bordo di un traghetto veramente
"spaziale" che non ci fa neppure avvertire il mare che è in effetti
un po’ agitato.
Tre quarti d’ora passano via come se nulla fosse e arriviamo così
a Puttgarden quando sono già le h. 17,00 passate…Guidiamo abbastanza
tranquillamente verso Amburgo, fino a quando a circa 30 chilometri dalla
città troviamo un super ingorgo che ci tiene occupati fino alle
h. 20,00 quando arriviamo, infine, al campeggio Mühlenbach, località
Soltau, dove alla reception ci accoglie un signore che, contrariamente
a quanto indicato sulla nostra guida, parla solo il tedesco…Attimo di panico!
Ormai l’interprete ufficiale (cioè io) è sintonizzata sull’inglese
e fa un po’ fatica a recuperare quel poco di tedesco conosciuto, ma dopo
un paio di minuti tutto va a posto e dopo aver pagato 47 DM + 1,5 DM per
i gettoni della doccia (e ne prendiamo ben 8 perché ora una doccia
tranquilla e rilassante ce la meritiamo) ed esserci fatti accompagnare
dal signore della reception in mezzo al pantano, dovuto al maltempo, fino
ad una piazzola vicino alla colonnina dell’elettricità e all’acqua:
ceniamo. La cena consta di tagliatelle al salmone, dopodiché ci
dirigiamo finalmente verso le adorate docce. Dato che non c’è anima
viva a parte noi e che i bagni sono nuovi e ben attrezzati ce la prendiamo
comoda e ritorniamo al camper attraverso la palude quando sono già
le h.23,00, tranquilli andiamo al "dovuto riposo". Bye!
23° giorno
– 29 Agosto:
Soltau (D) (Lat. 52° 59,17' N; Lon. 9° 50,23' E)
Rottweil (D) (Lat. 48° 9,93' N; Lon. 8° 38,00' E)
670 km.
Al mattino ci svegliamo verso le h.08,30, soddisfatti per aver dormito
bene, a parte per il rumore mattutino degli altri campeggiatori che si
dedicavano alla ecologica e divertente attività di buttare le bottiglie
di vetro nelle apposite campane…vicino a noi.
Facciamo colazione, usciamo per lavarci e ci rendiamo conto di essere
proprio in Germania dove tutti salutano, nessuno si fa gli affari suoi,
ma tutti bonariamente cercano di entrare anche un po’ nei tuoi, così
per partecipazione…è comico!
Dopo la pulizia del camper, lo scarico e il conseguente carico d’acqua
alle h. 10,30 ripartiamo.
Il tempo ci sembra buono e noi siamo diretti verso Hannover e poi Stuttgart,
il traffico non è più molto intenso, ma la strada è
disseminata di cantieri e ogni tanto siamo quindi costretti a rallentare…Verso
le h. 12,10 ci fermiamo comunque presso uno degli ottimi e ben forniti
autogrill tedeschi per il pranzo, una piccola spesa composta da solo pane
e per una delle ultime telefonate a casa.
Ripartiamo quando sono le h. 13,45, abbiamo in progetto di fermarci
o in qualche autogrill o al limite di uscire in un piccolo paese lungo
l’autostrada per fare un po’ di spesa visto che siamo rimasti senza sugo
per la nostra mitica pasta, molto scarsi per quanto riguarda il latte,
il pane ecc…
Purtroppo i negozi adiacenti agli autogrill vendono solo giornali e
ogni tipo di dolce o affini, così ad un certo punto presi dalla
disperazione siamo costretti a fermarci in una cittadina.
Sono le h. 16,35 e tutto sembra deserto; ce ne rendiamo però
effettivamente conto quando scesi dal camper per entrare in uno "SPAR",
importante catena di supermercati della zona, vediamo che questo è
in realtà chiuso dalle h. 16,00, così come tutti gli altri
negozi!!!
Deduciamo che certo qui, contrariamente a noi, il Sabato non è
giorno di spese…
Infatti poi, costretta a chiedere ad una passante se per caso nella
città non ci fosse un grosso "supermarket", mi sento rispondere
con calore e reale partecipazione, dopo un quarto d’ora di tedesco parlato
in modo veloce e semi incomprensibile, che no, il Sabato qui tutto chiude
alle h. 16,00, come in effetti noi avevamo già rimarcato e che l’unico
negozio aperto è quello presso la stazione che però è
molto caro.
Desistiamo dal tentativo e rassegnati torniamo alla nostra autostrada
dove dopo dieci minuti ci fermiamo presso un autogrill per la merenda consolandoci
con le patatine di McDonald’s e osservando come al solito la "fauna" locale,
divertimento che è entrato tra i nostri preferiti durante questo
viaggio; abbiamo infatti modo di assistere ad un matrimonio marocchino
– o zingaro, non capiamo bene – in perfetto stile.
La spesa è comunque saltata e dato che domani è domenica
troviamo modo di arrangiarci con ciò che abbiamo avanzato che ragionando
e sbirciando un po’ tra il frigorifero e gli armadietti scopriamo che non
è affatto poco, al contrario…
Si riparte verso le h. 17,25 e dopo circa 170 chilometri ci fermiamo
per mangiare.
Nell’autogrill c’è infatti un piccolissimo ristorante che serve
gulasch con pasta e altri piatti "tipici"…siamo un po’ incerti inizialmente
però poi decidiamo di fermarci per continuare invece qualche chilometro
ancora dopo cena, almeno fino alla deviazione che dalla A81 ci porterà
sulla N4 in direzione di Zurigo.
Dopo un po’ di malintesi classici riusciamo finalmente a cenare, in
particolare Angelo con un piatto allucinante: un brodo pieno di fagiolini,
patate, speck e wurstel, che attirato dal nome – quasi impronunciabile
– e sperando che fosse una sostanziosa bistecca aveva ordinato. Ripartiamo
verso le h. 20,30 per tornare a fermarci dopo un’ora e altri 100 chilometri
in un’area di sosta per dormire. Tutto sembra piuttosto tranquillo e notiamo
anche la presenza di qualche altro camper…tutto a posto dunque, così
alle h. 22,30 circa ci addormentiamo. ‘Notte.
24° giorno
– 30 Agosto:
Rottweil (D) (Lat. 48° 9,93' N; Lon. 8° 38,00' E)
San Gottardo (CH) (Lat. 46° 33,50' N; Lon. 8° 34,11' E)
236 km.
Il mattino ci svegliamo verso le h. 07,30 – 08,00, compiamo i vari lavaggi
e facciamo colazione con quello che è ormai l’ultimo litro di latte
rimastoci, e alle h. 09,00 partiamo. Abbiamo anche dormito abbastanza bene,
a discapito delle nostre previsioni sul caos che ci sarebbe stato durante
la notte, che in effetti non è stata proprio silenziosissima.
Superiamo tranquillamente la deviazione per Zurigo e verso le h.11.00
abbandoniamo anche la verde campagna tedesca per, dopo aver attraversato
la dogana dove non c’è anima viva, gettarci in quella svizzera seguendo
le indicazioni per le Rheinfall (cascate del Reno) di Schiaffausa!! Ma
sono quelle famose…
Ricordando in modo molto vago di averne sentito parlare nelle ormai
lontane ore di tedesco a scuola come di uno dei più bei spettacoli
di tutto il paese, convinco gli altri a fermarsi, scoprendo che in effetti
le cascate sono una meta ambita per la popolazione locale vista la stupenda
domenica. La cittadina che ospita le cascate è effettivamente già
fornitissima per quanto riguarda i parcheggi, ma noi non sapendo precisamente
dove si trovano le cascate non vorremmo poi ritrovarci costretti a percorrere
10 chilometri a piedi per raggiungerle, così dopo uno sguardo alla
cartina proseguiamo ancora e siamo ben premiati in quanto proprio vicino
alle cascate c’è un immenso parcheggio per caravan e camper. Entriamo
e ritiriamo un biglietto secondo il "metodo autostrada" che supponiamo
andrà pagato in seguito, dato che un cartello parla di 6 DM da sborsare
anche se noi non capiamo né dove, né tantomeno quando; chiediamo
e ci viene risposto che il biglietto si paga presso una macchina prima
di uscire…tranquillizzati ci sistemiamo se nonché ci accorgiamo
di non avere 6 DM, ma solo 5!!! Ed è così che ha inizio la
nostra odissea alla ricerca di 1 DM…
Beh, naturalmente nel frattempo ci godiamo anche la spettacolare vista
delle cascate davvero fantastiche non tanto per l’altezza non elevatissima,
quanto per l’ampiezza, la forza dell’acqua e il gran numero di salti; ci
accorgiamo inoltre di essere proprio quasi a casa ormai visto che c’è
uno stupendo sole e fa proprio caldo, e ce ne accorgeremo ancora meglio
più tardi quando nel parcheggio durante il pranzo troveremo la prima
radio che parla in italiano (Radio Svizzera Italiana) dopo ben 24 giorni…
Naturalmente non troviamo il DM che ci manca, anche dopo aver scandagliato
tutto il terreno, aver pensato di pescarne uno dei tanti che brillano sul
fondo di un pozzo a ricordo della gita di una tranquilla famigliola svizzera,
o più onestamente di comprare un gelato e utilizzare il resto, pur
ritrovandoci con un sacco di monetine da smaltire… Tutto è inutile
e torniamo al parcheggio per il pranzo, scopriamo nel frattempo: di non
essere gli unici italiani, e questo ci conforta, se non altro perché
potremmo chiedere a loro la moneta che ci manca senza troppe difficoltà;
ma anche che non siamo gli unici in questa disperata situazione…C’è
infatti molta gente che non ha neppure 1 moneta, il fatto è che
il parcheggio si può pagare solo in marchi o franchi svizzeri…beh,
grazie, qui è pieno, oltre che di italiani anche di francesi, inglesi
austriaci intrappolati in questo parcheggio – incubo da cui nessuno sa
come uscire!
Per di più per la prima ora nessun parcheggiatore o figura simile
si materializza, e noi ormai più divertiti che disperati, osserviamo
l’odissea di un personaggio che oltre a tutto il resto ha anche la sfortuna
di aver perso il biglietto!
Infine dopo, aver raccolto l’appello disperato di un signore francese
che versa nella nostra stessa situazione e che quindi non possiamo aiutare;
aver "visitato" tutti i camperisti italiani con tra le mani un mille lire
come fossimo dei poveri emigranti; è veramente comico ci troviamo
di fronte "l’omino del parcheggio" forse evocato dalle innumerevoli maledizioni
lanciategli: è subito un assalto! Scopriamo che la nostra lira non
vale assolutamente nulla in quanto il custode si rifiuta di cambiare il
nostro mitico mille lire in 1 DM, così gli consegniamo una banconota
tedesca, tutto contento, ci riempie di inutili (tutte tranne una) monetine…
Siamo finalmente liberi!!! Non ci sembra vero e tra le nostre considerazioni
e gli sguardi invidiosi dei poveretti che sono ancora "intrappolati", ci
allontaniamo…
La strada è ora tipicamente montuosa e noi decidiamo di mettere
in atto ciò che avevamo in mente da tempo: fermarci al passo del
S. Gottardo, riposarci per bene, cenare e passarvi la notte dato che ormai
siamo abituati a freddi ben più "polari", ma soprattutto approfittando
del sole splendente…abbronzarci e tornare così a casa con un colore
invidiabile sfidando chiunque a credere che abbiamo passato un mese alle
latitudini più nordiche e tornare come se fossimo stati in un’isola
tropicale!
La strada per giungere al passo è abbastanza scorrevole e troviamo
solo un piccolo restringimento in galleria per lavori…Arriviamo al passo
quando sono all’incirca le h. 17,00 e trovato un parcheggio ed un sacco
di gente che veramente non ci aspettavamo diamo un’occhiata nei dintorni:
il paesaggio non è affatto male…c’è un piccolo laghetto con
i pesci e tutto intorno siamo circondati da bellissime montagne…il sole
però sta ormai per scendere proprio dietro ad esse che sono così
alte, per cui dobbiamo rinunciare al nostro progetto e dopo aver fatto
merenda nel nostro camper, aver esaminato con cura tutti i personaggi presenti,
compresa una comitiva di boy–scout e un club di amatori di "fiat Topolino"
andiamo invece ad osservare il lavoro di un curioso signore che sta costruendo
con materiali di riciclaggio un gigantesco Don Chisciotte a cavallo su
un’altura lì vicino…
Il freddo comincia però a farsi sentire e così rientriamo
nel nostro mezzo, dopo aver scattato le ultime foto di rito e decidiamo
vista la scarsità ormai latente delle nostre provviste e l’altrettanto
scarsa voglia di cucinare, di consumare la nostra "ultima cena" e i nostri
ultimi risparmi al ristorante del rifugio.
Ci copriamo quindi per bene e armati di torce elettriche pensando al
buio del dopo cena sulla strada senza lampioni, ci avviamo. La cena è
gradevole e ci sbizzarriamo un po’ potendo usufruire di una vera cucina,
pur non togliendo nulla alla nostra di cui siamo molto fieri e anche molto
sicuri che ci abbia fatto aumentare di parecchi chili…
Apprendiamo dal simpatico cameriere che il Gran Premio di Formula 1
non è andato secondo le nostre previsioni, ci godiamo comunque la
serata e quando infine usciamo, siamo assaliti dal freddo veramente polare,
ci dirigiamo verso il nostro camper dove dopo una veloce partita a carte
ci apprestiamo a passare la nostra ultima notte…Sigh!
25° giorno
– 31 Agosto:
San Gottardo (CH) (Lat. 46° 33,50' N; Lon. 8° 34,11' E)
Rescaldina (I) (Lat. 45° 36,99' N; Lon. 8° 57,00' E)
166 km.
Alla mattina ci svegliamo all’incirca verso le h. 08,00 più che
altro per l’assordante e inquietante rumore di elicotteri e camionette
militari che ci rivelano la presenza di un’esercitazione di salvataggio
in corso! Beh, siamo sollevati, quello che credevamo il recupero di un
corpo di un militare o di uno scalatore sulla montagna proprio di fronte
a noi, non è altro che una simulazione! L’attività ci ruba
comunque un po’ di tempo e, anche se oggi è l’ultimo giorno e ci
mancano solo tre ore di strada per arrivare a casa, salvo imprevisti, vorremmo
arrivare all’incirca verso mezzogiorno o le h. 12,30, anche perché
di sicuro saremo accolti da un super pranzo che sarà però
seguito dalle operazioni di pulizia e sistemazione camper che dobbiamo
riconsegnare in serata, facciamo quindi velocemente colazione, sfuma il
mio ultimo progetto di stare un po’ sdraiati a prendere il sole che oggi
prometteva bene e verso le h.10,00 partiamo.
Scendendo dal passo ammiriamo il fantastico panorama, la strada è
in ottime condizioni, facciamo la telefonata che annuncia il nostro imminente
ritorno e ci viene addirittura annunciato il menù, ci immaginiamo
quindi e a ragione, una grande festa o, questo senza dubbio, una grande
abbuffata e ci accorgiamo tristemente di esser tornati in Italia quando
il paesaggio muta drasticamente, il cielo assume d’improvviso il ben conosciuto
colore grigiastro e…al casello di Como paghiamo la nostra prima autostrada
dopo ben 8.623 chilometri "gratis" gironzolando per l’Europa…è assurdo.
Cominciamo ad elencare tutti i difetti della nostra vecchia e cara Italia,
ma quando ci troviamo di fronte al cancello di casa siamo in fondo ben
felici di essere tornati…ora ci aspetta un buon pranzo, la prova della
bilancia (che supereremo brillantemente al contrario delle nostre previsioni)
le rivelazioni su ciò che siamo stati costretti a tenere nascosto
(la malattia del Savio ed il malore da Titanic di Angelo), tutto il racconto
contenuto in questo diario di bordo e…anche di più.
Alle h.12,20 entriamo in Rescaldina, il caldo è allucinante e
noi abbiamo ancora il maglione, più che altro per convincerci che
no, non siamo a casa, e invece…ci siamo!
Sperando che il racconto sia piaciuto e risparmiandovi la descrizione
delle operazioni di pulizia di squadra, della messa a nuovo del nostro
mezzo e del suo tristissimo viaggio di ritorno presso il noleggio di Monza
a cui partecipiamo tutti, l’altrettanto triste saluto ed il ancora peggiore
ritorno a casa, specie per chi come Roby e Angelo tornerà subito
o comunque molto presto al lavoro, salutiamo. Ciao.
Chiara
Angelo
Roberto
Savio
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