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IN CULO MUNDI di Sonia e Alessandro |
Il mezzo: RIMOR Europeo 80 su Ford 2500 T.D.
I passeggeri:
La Meta : Capo Nord e isole Lofoten
Totale chilometri percorsi: 9.268 (su strada)
Giorni di viaggio: 24
Litri di gasolio consumati: 1.086 - consumo medio 8.6 km/lt - costo medio al lt €. 0.93 (in Norvegia il gasolio costa 2.300 delle vecchie lire).
Partenza da: Schiavon (VI)
Premessa
Abitando vicino a Sandrigo, comune vicentino gemellato con l'isola di Rost (Lofoten - Norvegia) e provenendo da una terra dove il piatto di "polenta e baccalà", quello essiccato o stoccafisso, è diventato un monumento culinario, abbiamo deciso di seguire il profumo di questo piatto risalendo la penisola scandinava per giungere in culo mundi e pescare in quei mari che bagnano le coste norvegesi che nel 1432 accolsero naufrago Pietro Querini, il nobiluomo veneziano al quale va il merito di aver fatto conoscere il baccalà e lo stoccafisso agli italiani.
Diario di bordo
Mercoledì 26 giugno - Schiavon (VI - I) - Rothenburg o.d.t. (D) - Km. 654
La partenza da Longa di Schiavon (VI) è fissata per le 13. I preparativi dell'ultimo minuto sono frenetici. Si gira la chiave. Il contachilometri segna 27.960. Ci guardiamo negli occhi: "Speriamo bene!". Una visita veloce alla nostra amica Cristina: baci e abbracci e inizia "il folle volo" verso le terre ai confini del mondo. Tra le mani un notes regalatomi da Caterina (figlia di Cristina): vi annoterò tutte le emozioni del viaggio. Contiamo gli euro in tasca: 1370. La carta di credito c'è. Perché dovrebbe andar male qualcosa? Come perché? Il camper in panne, incidenti, ci ammaliamo: ci verrebbe voglia di tornare al sicuro nel nostro rifugio domestico, ma la musica di John Denver ci invita ad andare. Alle 22,30 siamo a Rothenburg.
Giovedì 27 giugno - Rothenburg o.d.t. - Isola di Faro (Dk) - Km. 796
La sveglia incombe alle 7,15. Bisogna andare e macinare chilometri. Nei pressi di Hannover io vorrei fermarmi per una sosta: da anni si parla di una mitica ex fidanzata di mio marito, certa Susanne di Hannover e vorrei che potesse rivederla … per un saluto e basta ovviamente (segretamente spero che il mito gli crolli dopo tanti anni!). Non c'è verso di farlo fermare e metterlo davanti alla triste verità che gli anni non passano solo per le mogli, ma anche per le ex fiamme. Meglio pensare ad altro. Mi do allora alla poesia: ho portato con me alcune raccolte di Bino Rebellato. Arriviamo così alle 18 a Puttgarden. Chissà quanta coda dovremo fare per il traghetto? Macché! Senza che neppure ci sia il tempo di pensare ci ritroviamo bell'e imbarcati, quasi a forza. Troppo veloce ed efficiente il servizio: così non vale! Volevamo goderci l'emozione di questo primo imbarco. Che vento sul ponte e che freddo! Alle 18,45 tocchiamo il suolo danese. Ovviamente ci accoglie la pioggia che ci accompagnerà per quasi tutta la prima parte del viaggio. Che ponti e che vista sul mare! Ci fermiamo per la notte sull'isola di Faro: non potevamo scegliere luogo più esposto al soffio di Eolo.
Venerdì 28 giugno - Isola di Faro (Dk) - Copenaghen (Dk) - Km. 109
Alle 8 si fa colazione parlando delle mete scandinave. Non siamo partiti con un vero e proprio tragitto: solo alcune idee e tanta voglia di avventura. Ma c'è la guida da spulciare … a proposito, dov'è? "L'hai caricata tu caro!" - "Non è possibile che me la sia dimenticata a casa, cara. Chissà dove l'hai nascosta. Sicuramente sarà rimasta a casa sotto qualcosa che, per caso, c'è caduto sopra". Lo sapevo, la colpa è sempre mia. Ma chi se ne frega: siamo in vacanza, stiamo per visitare luoghi sconosciuti in paesi lontani, abbiamo l'animo entusiasta degli esploratori … sarebbe stato troppo da turisti leggere una guida!!!
Alle 8,30 si parte per Copenaghen con luci e riscaldamento accesi: alle 10 stiamo cercando un punto per la sosta in città. C'è un camping ma costa 30 euro al giorno: e poi, è davvero un campeggio quello? Sembra un campo nomadi! Meglio il parcheggio vicino a Tivoli, di fronte alla centrale di Polizia: ben custodito, non c'è che dire. Fino alle 18 del venerdì sera e dalle 8 alle 14 del sabato paghiamo la sosta: la domenica si potrebbe sostare gratis, ma noi non ci fermeremo così tanto. La città è bella, ma con tutta quella pioggia e quel vento non c'è da stare allegri. Rischiamo di veder crescere alle nostre spalle la coda di pesce come alla Sirenetta. L'ormai tradizionale tour della città in bici ci porta lungo l'elegante via Stroget tra bei negozi e venditori di frutta e verdura (vendono la mercanzia al pezzo: incredibili i prezzi! Se avessi portato con me le zucchine dell'orto ci saremmo pagati la vacanza per intero). A zonzo per la città ci imbattiamo anche nel corteo reale. Da Sua Maestà a Cristiania, la città nella città: un droga party a cielo aperto. Lì davvero ti senti un "turista". Ci riprendiamo un po' con una fetta di Brownie davanti alla chiesa dello Spirito Santo. Serata di pioggia: poco male, abbiamo conosciuto una coppia di Milano, Annamaria e Roberto, e trascorriamo il tempo in chiacchiere.
Sabato 29 giugno - Copenaghen (Dk) - Anderstorp (S) - Km. 310
Col freddo che fa entriamo in tutti i negozi per riscaldarci: dai maglioni alle porcellane, non disdegniamo alcunché. Alle 14 si riparte per la Svezia e dopo mezz'ora ci troviamo a percorrere il suggestivo ponte sul mare. Alle 16,30 entriamo ad Helsingborg: ma è davvero una città questa? Che quiete. Ha l'incanto dell'immobilità. La prossima meta dovrebbe essere Stoccolma ma siamo stati invitati dal pilota Andrea Montermini a vedere una competizione di GT ad Andesrtorp. Tappa alle 20,30 con pass d'ingresso al circuito: è un pass per VIP (finalmente mi sento una donna realizzata!).
Domenica 30 giugno - Anderstorp (S) - Stoccolma (S) - Km. 430
Che mattinata! Doveva essere così ai tempi di Noè. La gara GT si svolge sotto una pioggia torrenziale e dopo essere stata nel fango per alcuni quarti d'ora io lascio piloti e pubblico per asciugarmi in camper. Certo, io non sono una patita di gare automobilistiche ma mio marito è sembrato entusiasta dei preparativi e della gara. Io invece ho apprezzato una fetta di torta al cioccolato. Il rombo dei motori può essere eccitante, ma la cioccolata … Alle 15,30 si riparte. Meta: Stoccolma. Alle 20,40 siamo parcheggiati nel camping vicino allo Stadium. Belle le docce: sono quelle degli impianti sportivi! Ho uno spogliatoio tutto per me: che lusso! Mi concedo un bel po' di tempo tra doccia e creme varie. Peccato per l'energia elettrica. Erano state già occupate tutte le piazzole con elettricità: mio marito ricarica telecamera e cellulare negli spogliatoi.
Lunedì 01 luglio - Stoccolma (S) - Km. 0
Una giornata a Stoccolma in bicicletta. Belle le architetture e merita senz'altro una visita la casa della cultura. Assaggiamo un dolcetto: una specie di cilindro ripieno di deliziosa crema al latte, ricoperto al cioccolato e scaglie di cocco. Buono! Ci soffermiamo a guardare le vetrine dei negozi di ambra e troviamo un piccolo laboratorio artigianale di sandali su misura. La temperatura si aggira sui 18° e il sole è quasi sempre limpido. Alle 21 la città si svuota. Ammiriamo dal porto le case che si accendono di rosso grazie alla luce del sole. C'è un'atmosfera incantata e l'occhio non sazio può continuare a bere fin quasi a mezzanotte, complice una morbida luce crepuscolare, primo indizio delle notti bianche che ci attendono.
Martedì 02 luglio - Stoccolma (S) - da qualche parte dopo Pitea (S) - Km. 904
Alle 9,30 si parte e sarà la tappa di trasferimento più lunga e massacrante. Foreste e occhi di cielo ci accompagnano fino alle 22,15 quando ci fermiamo per la "notte" lungo la E4, dopo Pitea. Durante il viaggio abbiamo visto un'alce, ma era senza corna (ci spiegheranno successivamente che le femmine non le hanno). Non è facile vedere alci, anche se i cartelli stradali, gli adesivi sui camper, le riproduzioni in legno lungo la strada farebbero credere il contrario. Noi ne abbiamo incontrato un esemplare a 575 km da Stoccolma ed è stato un puro caso individuarlo tra la vegetazione. Lungo la strada ci fermiamo ad acquistare un cestino di fragole: sono davvero ottime.
Mercoledì 03 luglio - da qualche parte dopo Pitea (S) - lago di Inari (Fin) - Km. 609
Di nuovo in viaggio e di primo mattino: alle 7,30 abbiamo già fatto un po' di strada e ci fermiamo per la colazione. Alle 11 entriamo in Finlandia e a mezzogiorno ci dà il benvenuto la prima renna. Il vento è forte e le condizioni atmosferiche sono molto variabili. A stupirci gli arcobaleni: così grandi e con tutti quei colori!
La nostra tappa intermedia sarà Rovaniemi: abbiamo voglia di tornare bambini visitando il Santa Park, ossia la caverna dove vive Babbo Natale o Santa Claus. L'esperienza al Santa Park è senza dubbio entusiasmante per un bimbo, ma risulta un po' deludente per gli adulti. Troppo turistico! Manca la magia del Natale. E poi, 6 euro per far spedire gli auguri a Natale da Santa Claus ci sembrano davvero tanti. Dopo aver saltellato sulla linea di demarcazione del Circolo Polare Artico e aver visitato anche il Santa Claus Village, ci rimettiamo in marcia.
Ci fermeremo solo alle 21,30: troviamo un buon posto lungo il lago di Inari. Ci rendiamo conto fin da subito che durante il nostro viaggio potremo sostare praticamente ovunque, senza restrizioni. Unico parametro di valutazione: le bellezze paesaggistiche.
Giovedì 04 luglio - Inari (Fin) - Capo Nord (N) - Km. 431
E' questo il gran giorno! Arriveremo a Capo Nord. Partenza alle ore 9 con tempo variabile. Le renne a branchi ci attraversano la strada lungo la S 92, che procede sempre dritta su è giù per le colline: la sensazione è da montagne russe. Alle 10,30 entriamo nel FinMark, in Norvegia, e alle 12,15 ci fermiamo per il pranzo lungo il fiordo Porsanger. Alle 15,15 imbocchiamo il tunnel lungo 6870 m. a 212 m. sotto il livello del mare. Quando usciamo il biglietto è un po' troppo caro: 3 volte quello di altri camper, e solo perché superiamo i 6 metri di lunghezza: inutile barare perché chiedono il documenti del mezzo (e pensare che dovremo pagare la stessa cifra anche al ritorno: un vero furto!). Non abbiamo neppure il tempo di lamentarci dell'esborso che la strada si fa difficile: un vento che ci spazza via, pecore e renne da scansare, carreggiata stretta e tortuosa.
Ci inerpichiamo verso la rupe. Lungo il percorso c'è qualche "pazzo" che compie la nostra stessa impresa in bici o addirittura a piedi (un settantenne di origine giamaicana che sta compiendo il giro del mondo, ad esempio). Breve sosta al porto di Honningsvag e alle 17,15, pagato il biglietto d'entrata, siamo parcheggiati sulla rupe di Capo Nord. Ma quale rupe e quale mare? Ci sono solo nebbia, vento e freddo. Il contachilometri segna 32.193. Tanta strada per trovarci in mezzo alla nebbia, con centinaia di turisti che vagano come zombie alla ricerca del sole di mezzanotte e io con una sciarpa che mi copre fino agli occhi. Non ci sto! Decido di trascorrere la notte sveglia: il sole uscirà prima o poi. Mi attrezzo per la veglia. Mio marito dorme, io scrivo. Ho mandato sms agli amici. Mi sono improvvisata ragioniere e ho calcolato le spese per arrivare fino alla meta. Ho trascritto sensazioni ed emozioni fermandole nel tempo. Alle 2,15 la nebbia si fa rosa. Non è possibile?! Presa dall'euforia esco con la telecamera e nel silenzio più totale mi dirigo verso il globo, monumento di Capo Nord. Sto lì, da sola, in spasmodica attesa. L'occhio del sole, piccolo piccolo, emerge piano piano dalla nebbia. Il calore dei suoi raggi dissipa un po' quei vapori che ne coprono la luminosità. Sta uscendo del tutto … è bellissimo … è eccitante … è la fine del mondo! Continuo a saltare di qua e di là: mi sento come impazzita. Che miracolo! In pochi minuti lo vedo nitido e sostengo a fatica lo sguardo: la potenza del dio Hélios mi sovrasta e ne accolgo il calore come se fosse la prima alba della mia vita (che esagerata, eh!). Poi, anche Alessandro mi raggiunge. E' tranquillo: in fondo, è solo il sole e lo ha visto per 36 anni. Gli getto le braccia al collo: me lo sono proprio guadagnato quel sole! Ed è tutto mio, solo mio … fino a che dai camper altri nottambuli escono attirati dalla luce. Sono le 3 e propongo latte e brioche come spuntino. Non voglio andare a dormire, non ancora… I raggi del sole formano un arcobaleno sulle nebbie rimaste: la mia ombra si proietta al centro di quell'arco di colori. Il cielo è ormai limpido, di un azzurro che fa male agli occhi e bene all'anima. Sotto la rupe scivola silenziosa una nave da crociera: sembra una nave fantasma. E' tutto magico, irreale. Non vorrei dormire, ma Alessandro mi costringe ad accoccolarmi tra le braccia di Morfeo: sono le 4,30. "Buona notte artica, tesoro".
Venerdì 05 luglio - Capo Nord (N) - Altafiord (N) - Km. 300
Alle 10, malgrado la nottata, ci svegliamo. Spediamo delle cartoline. Alle 11,45 lasciamo Capo Nord. La tappa di trasferimento è noiosa ma l'idea della pesca ora prende il sopravvento nelle nostre teste. Avevamo sì o no l'intenzione di pescare merluzzi? Bene, allora si comincia. Con un'esca acquistata senza nessuna esperienza e con una vecchissima attrezzatura da trote ci proviamo. Sono le 18,30 e abbiamo appena superato Alta. Il posto sembra buono; anche uno dei pescatori ce lo conferma. Tirano su passere. Mi andrebbe proprio di cucinarne una in padella. Risultato: 2 esche perse e zucchine per cena. Ma non ci diamo per vinti. Non abbiamo più esche, è vero, e i negozi sono chiusi. Ma quanta fantasia! In quei posti pescano con dei pesciolini finti dal colore metallico. Idea! La carta argentata della confezione di crackers, ben arrotolata, con tanto di pesi e ami fa al caso nostro. Notte di pesca infruttuosa: speriamo nessuno ci abbia visto, sennò sai che figura con quella strana roba attaccata alla lenza. E chissà che risate si sono fatti i merluzzi sott'acqua. Li abbiamo visti saltare felici e ilari poco distante dal nostro amo.
Sabato 06 luglio - Altafiord (N) - Fiskfiord (N) - Km. 544
Alle 8,45 con pioggia e paesaggio autunnale riprendiamo il viaggio. Lungo la strada compriamo altre esche e un filo più resistente. Dopo la pausa pranzo Alessandro riprova a pescare nei dintorni di Skibotn. Io rimango sul camper: non ho molta fiducia. All'improvviso lo vedo risalire la scogliera con un merluzzo all'amo: e che merluzzo! Dimensioni ragguardevoli per essere il primo. Sono le 13,45. Scendo anch'io. E soffrendo di vertigini non è stata impresa da poco scendere tra gli scogli a strapiombo sul mare. C'è anche una coppia di Helsinki che pesca e insegna a mio marito qualche trucchetto. Quello che avevamo letto era vero! Dopo un po' tiriamo su un bestione per la cui cattura è necessario il retino e il ragazzo lappone viene in nostro aiuto. Lo ringraziamo con pasta e salsa al pomodoro fatta in casa (grazie mamma!).
Riprendiamo il viaggio felici: ci aspetta una cena luculliana a base di merluzzo e vino bianco (l'ultima bottiglia, ahinoi, perché le regole severe sull'alcol ci avevano indotto a scarseggiare con la scorta di bottiglie). Il paesaggio, mano a mano che si scende verso sud diventa meno selvaggio. Ponete attenzione all'avifauna: alcune specie di uccelli sono davvero interessanti! Sostiamo per la notte sul Fiskfiord, dopo il ponte che collega la terraferma alle isole. Domani ci dirigeremo verso le Vesteralen. Intanto ci godiamo filetti di merluzzo in padella e un merluzzo intero bollito. Insomma, ci pappiamo entrambi i bestioni. Nel dopocena: passeggiata serale con la testa leggera.
Domenica 07 luglio - Fiskfiord (N) - Andenes (N) - Km. 186
Che pioggia! Sarà la giornata con le condizioni atmosferiche più inclementi di tutto il viaggio. E dire che proprio oggi intendiamo imbarcarci per andare a "caccia fotografica" di balene. Il "Whale Safari" è una delle attrazioni di Andenes, paesino sulla punta estrema delle Vesteralen dove giungiamo alle 12. Prima del centro abitato troviamo a sinistra un'area piena di camper: sembra un campeggio ma, pur chiedendo, non riusciamo a sapere quanto e a chi pagare. L'imbarco è previsto per le 19, ma alle 17 inizia l'avventura con una visita al museo e alcune informazioni sul viaggio in barca. Una pastiglia contro il mal di mare e ci troviamo con circa altri 70 temerari su un guscio di noce o poco più. Piove e fa freddo. Il vento è forte, ma si parte lo stesso.
Che rollio! Al largo motori al minimo, in attesa di segnali utili a individuare la posizione dei capodogli. In balia dei marosi, l'imbarcazione dondola come se dovesse affondare ad ogni ondata. Qualcuno comincia a soffrire di mal di mare. Io chiacchiero con la guida, una biologa olandese. Mi piacciono il mare grosso e quel tempo da lupi: è tutto più emozionante e più scandinavo! La zuppa calda, poi, ci sta come il cacio sui maccheroni. In breve mi scopro "donna di mare". Mi piace stare sul ponte più alto a scrutare l'orizzonte. Il grido non è "terra!" bensì "whale!". Mi sento un po' dispiaciuta solo per tutti quei poverini alle prese con i sacchetti di carta. All'improvviso, ecco la prima balena … e poi un'altra … e ancora un'altra emersione. Possenti solcano il mare incutendo un certo timore con quella stazza che supera la lunghezza della barca. Alle 22,30 si rientra in porto. Per molti una vera e propria liberazione. Ci dicono che l'indomani si potrebbe fare un altro giro con uno sconto sul prezzo del biglietto. La gente risponde con uno sguardo più che eloquente: "Cos'è? Una minaccia?".
Lunedì 08 luglio - Andenes (N) - Lofoten (N) - Km. 203
Alle 8 ci avviamo verso le Lofoten. La voglia di riprovare con la pesca è tanta e subito dopo essere scesi dal traghetto troviamo un "angolo di paradiso". Tredici pesci compreso uno sgombro di misura ragguardevole sono un bottino soddisfacente per un paio d'ore di lavoro. Ad osservare mio marito che ad ogni lancio o quasi tira su qualcosa (e a dire la verità qualche pesce sembrava essere stato preso per caso, senza che vi fosse l'intenzione di abboccare da parte sua) un gruppo di giapponesi. Questi ultimi, armati di canna supertecnologica si gettano a capofitto nell'avventura, ma la marea calante non li aiuta: lasciano sconsolati la postazione. Li ritroveremo più avanti durante il viaggio, tutti concentrati: chissà? Finché pescavamo ci hanno raggiunto anche Roberto e Annamaria, i nostri amici conosciuti a Copenaghen. Il pesce c'è e loro hanno ancora vino. Serata indimenticabile a Henningsvaer. Annamaria cucina la polenta. Io preparo una padellona di pesci con cipolla e basilico. Ottimo anche il filetto di sgombro infarinato e gettato nell'olio bollente. Mangiamo all'aperto con il sole che ci illumina i volti. Tra una chiacchiera e l'altra, sotto il sole di mezzanotte, ad Alessandro torna la voglia di pescare, ma nulla di fatto stavolta. Una passeggiata e un bagno di mare (ma solo fino alle caviglie), poi a letto sognando nuove emozioni.
Martedì 09 luglio - Lofoten (Henningsvaer - Vestvagoy) - km. 94
Giornata tranquilla, con partenza alle 10. Sole caldo. Alle 11,30 giungiamo in un luogo dove il tempo si è fermato, lontano dai circuiti turistici: Unstad. Ci sono tre case, un camposanto, uno scenario di monti aspri e una spiaggia dove il mare è un palcoscenico di onde.
Non c'è nulla qui: non c'è tv, non c'è radio, solo qualche rumore della vita che si trascina nell'indolenza del mezzogiorno. La strada asfaltata si ferma prima di entrare in paese; poi, è tutta sterrata. Prendiamo le biciclette per un'escursione nei dintorni e troviamo un posto per pescare: tre prede. Con quelle rimaste dal giorno prima la cena è assicurata per noi e per i nostri amici. Trascorreremo la notte vicino al municipio di Vestvagoy e stavolta lo chef propone pesce in umido con piselli.
Mercoledì 10 luglio - da Vestvagoy ad A (Lofoten) - km 117
Ci svegliamo alle 6,45 e Alessandro legge male le lancette dell'orologio: le 9,30!!! Non è possibile che io abbia ancora tanto sonno. Mi catapulto giù dal letto, ma vengo richiamata da un "mi sono sbagliato, scusa". Torno a letto: il nostro orologio biologico è andato! Ci verrebbe voglia di dormire durante il giorno e girare di notte: tanto è uguale, e poi il tempo migliora sempre verso sera. Salutiamo i nostri amici che riprendono il viaggio verso Capo Nord. Noi partiamo alle 10,20 dopo una capatina all'internet point nella biblioteca comunale. Meta: il paese con il nome più corto del mondo, A. Verso mezzogiorno ci fermiamo a Nusfiord: i1 merluzzo. Bello il paese con il porticciolo e le teste di merluzzo messe ad essiccare.
Prima di entrare a Reine ci fermiamo ad acquistare un cartoccio di gamberetti da gustare crudi (non ve li perdete assolutamente!). Ad A sostiamo nel parcheggio dove la strada muore. Dalla scogliera che guarda verso la piccola isola di Rost Alessandro pesca fino all'una di notte. Io bevo quelle atmosfere ed entro in uno stato di contemplazione che mi allontana da tutto e tutti: cioè mi addormento, o quasi. Torniamo al camper con altri 4 pesci. Ma quand'è che si dorme davvero! Voglio il buio … e magari anche una bella bistecca alta e sanguinolenta.
Invece, il sangue c'è sì, ma solo sulle mani di mio marito che si sta trasformando in un uomo primitivo: salta da uno scoglio all'altro, sgozza pesci e ne dà le interiora ai gabbiani che gli fanno la ruota intorno (a me hanno fatto qualcos'altro sulla testa ieri sera e non mi stanno più tanto simpatici, anche se mi illudo fosse solo un modo molto personale per darmi il benvenuto).
Giovedì 11 luglio - da A a Saltstraumen - km 58
Alle 8,30 torniamo verso Reine per acquistare stoccafissi e gamberetti. Abbiamo il traghetto alle 13,30 per Bodo, ma bisogna essere sul posto (Moskenes) alle 10,30. La giornata è davvero calda e durante la traversata chiudo gli occhi e mi immagino in crociera mentre prendo la tintarella. Alle 16,30 a Bodo e alle 18 siamo parcheggiati in un posto unico: Saltstraumen. L'incontro di due fiordi produce la corrente più forte del mondo: ogni 6 ore il corso delle acque si inverte e si formano gorghi vorticosi: l'impeto delle acque è da brivido. Questo è il paradiso dei pescatori. In un'ora hanno abboccato 8 pesci, ma due sono riusciti a sfuggire: 6 le prede, ma non c'era nemmeno gusto. Troppo facile! Sugli scogli ho preso il sole in bikini alle 23: mitico! Mangiare gamberi crudi e distendersi su uno scoglio: questa sì che è vita. Mi verrebbe voglia di non tornare, ma domani so che finirà quest'avventura artica. Peccato!
Venerdì 12 luglio - Saltstraumen (N) - Trondheim (N) - Km. 757
Partenza alle 9 con pioggia. Alle 12 siamo fuori dal circolo polare artico. Incontriamo qui alcuni camperisti di Ancona conosciuti precedentemente e vogliono sapere quanti pesci abbiamo preso finora: mio marito gongola perché lo definiscono "il merluzzaro". Una sosta alla cascata di Laksforsen alle 15,30 e poi ci dirigiamo verso la bella Trondheim. Alle 22,20 siamo in città ma abbiamo difficoltà a trovare l'area di sosta presso il molo e giriamo inutilmente fino alle 23,30. Poi finalmente vediamo i camper imboscati tra i camion.
Sabato 13 luglio - Trondheim (N) - Oslo (N) - Km. 526
Una mattinata di sole è quello che ci vuole per un giro di Trondheim in bici. La cattedrale, la fortezza, la funicolare per ciclisti (che però era impossibile prendere per le oggettive difficoltà di utilizzo) e gli immancabili gamberetti (grossi così non li avevamo mai trovati!).
Alle 13 si parte per Oslo. Da Ulsberg lasciamo la E6 e prendiamo la 3 fino a Elverum, poi ancora la 6. A 40 chilometri da Oslo vediamo un'alce, la seconda e ultima del viaggio. Trotterellava sola in una zona priva di alberi. Alle 20,30 siamo al campeggio Ekeberg (180 corone senza elettricità).
Domenica 14 luglio - Oslo (N) - Goteborg (S) - Km. 318
La mattina ad Oslo ci delude un po'. E' una città possente ma senza grazia né magia. Le manca il fascino della leggerezza. E' paragonata ad una tigre, ma se le posso riconoscere la zampata e l'artiglio, non le riconosco l'eleganza dei movimenti. In ogni caso, mi ricorderò di Oslo almeno per un caffè e una brioche terrificanti (primo ingresso in un locale dopo 20 giorni): abbiamo buttato circa 11 euro! Alle 14 si riparte e alle 16,40 siamo alla frontiera. Alle 20,30 a Goteborg e ci posizioniamo nel parcheggio per autobus vicino allo stadio (20 corone per un posto tranquillo e vicino al centro). Passeggiata in bici di sera e dopo tanto vedo nuovamente la luna.
Lunedì 15 luglio - Goteborg (S) - Lubecca (D) - Km. 547
Solito giro mattutino in bici: è bello vedere la città di notte e poi riscoprirla alla luce del giorno. Bella Goteborg: città giovane, con un bel porto e una chiesa (Johannes Kyrka) dove Dio parla con voce umana. Ci siamo imbattuti per caso in questa costruzione religiosa su un'altura presso il porto peschereccio. Dentro un self service o mensa per diseredati: un pastore luterano ci ha spiegato che lì si rifugiano i diseredati, i tossicodipendenti, quelli che nessuno vuole. Abbiamo preso un the con loro e ci siamo sentiti più vicini alla religione in una chiesa sconsacrata.
Alla Feskekorka sul canale Rosenlund abbiamo acquistato i nostri ultimi gamberi e mi sono fatta un amico: un gabbiano patito come noi per quella prelibatezza e disposto a mangiare quei bocconcini persino dalle nostre mani.
Alle 11 siamo di nuovo in viaggio. Alle 14,30 siamo ad Helsingor (Danimarca) e alle 19 in Germania. Addio Scandinavia! Decidiamo di trascorrere la notte a Lubecca e nei pressi del parcheggio per autobus troviamo una buona area di sosta. Giro notturno in bici per scoprire che questo bon-bon di città è proprio fatta per gli innamorati.
Martedì 16 luglio - Lubecca (D) - Amburgo (D) - Km. 78
A Lubecca assaggiamo e acquistiamo tanti dolci di marzapane. E' davvero piacevole scivolare in bici tra le vie colorate con artisti di strada e tanta gente a passeggio.
Incantevole ogni angolo del centro: dalla piazza al duomo, dalla famosa porta d'ingresso alle viuzze lastricate. Ma non ci fermeremo molto, purtroppo: la voglia di conoscere ci spinge ad Amburgo (parcheggio in Poggenmuhle). Sono le 13,30. Che gente strana: siamo davvero in città! Ci imbattiamo in un padiglione dove servono patate gratis cotte in svariati modi. Bello! Mangio patate, bevo birra: sono tedesca, non c'è che dire! Ma la notte s'avvicina e l'idea di frugare in St Pauli (quartiere a luci rosse) ci spinge sulle strade della perdizione. E da qui in poi lascio immaginare…
Mercoledì 17 luglio - Amburgo (D) - Wurzburg (D) - Km. 530
Mattinata in giro per Amburgo sempre sulla nostra due-ruote. Alle 14,30 sotto una pioggia torrenziale partiamo per Wurzburg dove giungiamo alle 21,30 (posto sosta al vecchio porto vicino al Cinemaxx). Siamo stanchi e la voglia di uscire è poca. Ma una passeggiata si può fare. Solo qualche centinaio di metri però. Che c'è laggiù? Un luna park, una festa, un padiglione dove si beve birra e si balla sui tavoli ai ritmi country. La stanchezza è solo un ricordo e anneghiamo in quell'allegria popolare: sapremo il giorno dopo che era il Killian Volks Fest (la festa del patrono Killian, insomma).
Giovedì 18 luglio - Wurzburg (D) - Dachau (D) - Km. 304
Wurzburg di mattina ci offre belle viuzze e una torta deliziosa. Saliamo alla fortezza a piedi e alle 14 si riparte. Spesso nei nostri viaggi abbiamo scelto di visitare un campo di concentramento, un po' per curiosità storica, un po' per ricordare, dopo aver ammirato tante meraviglie della natura e dell'uomo, che la barbarie è sempre dietro l'angolo. Questa è la volta di Dachau. Raggiungiamo la cittadina alle 18 e trascorriamo la serata in un locale, La Tapa, dove gustiamo specialità spagnole e birra.
Venerdì 19 luglio - Dachau (D) - Schiavon (VI - I) - Km. 463
Visita al campo di concentramento. Alle 11 partenza con sosta alle 13 a Garmish per l'ultima fetta di torta. Alle 20 siamo già a casa. Il contachilometri segna 37.228.
Consigli (speriamo) utili
1. fuori dalle città, parcheggiate ove meglio vi piace: nessun problema, basta trovare un buon posto gradevole all'occhio
2. non acquistate prodotti da bar in Norvegia
3. se potete, viaggiate con un camper che non sia oltre i 6 metri di lunghezza
4. gustate i gamberi crudi e le fragole
5. non trascorrete la notte a Capo Nord dormendo
6. pescate con la marea crescente e all'imbocco dei fiordi con esche e filo comprati sul posto
7. infilzate le interiora dei pesci sulle esche per attirare le prede
8. portate una buona scorta di vettovaglie (comprese frutta e verdura che si conservano facilmente), onde evitare di essere spennati per gli alimentari
9. se soffrite, anche poco, di mal di mare evitate il "Whale Safari"
10. portate una buona scorta di felpe e maglioni, berretti di lana, stivali di gomma (noi abbiamo usato persino i pantaloni da sci!), ma ricordate che quando c'è il sole ci si deve vestire leggeri anche oltre il circolo polare artico.
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