di Simona Benzi/Redattore Capo TURIT
Ringrazio, innanzitutto, Beppe Tassone, che mi ha dato la possibilità di dare il mio contributo ad un convegno particolarmente interessante e originale, perchè finalmente prende in considerazione la metà "rosa" del camper, la vera anima della vita camperista. Non essendo mai stato analizzato in maniera specifica il suo profilo – a quanto mi risulta -, ho pensato che potesse essere utile raccogliere alcuni dati per conoscerlo meglio, facendo emergere il punto di vista femminile sulla vacanza in camper. Per farlo ho utilizzato un mini-sondaggio che ha coinvolto un campione qualitativamente importante di donne, comprendente alcune camperiste con cui collaboro quotidianamente nel mio lavoro di redazione, alcune lettrici della nostra rivista TURIT e alcune opinion leader del settore (mogli di presidenti di Camper Club, di Associazioni Camperistiche, donne impegnate attivamente nelle attività gestionali di alcuni club). La ricerca non ha pretesa di scientificità, ma il campione mi è parso comunque significativo per evidenziare alcune tendenze, comprese alcune problematiche “al femminile”.
A questo proposito, ho assistito a molti convegni incentrati sulla scarsità di aree di sosta, sui sindaci anti-camper, e mi aspettavo che queste problematiche venissero menzionate tra gli svantaggi della vacanza in camper.
Invece, verrebbe da dire, le donne hanno ben altre cose a cui pensare, ad iniziare dalla gestione della casa-camper.
Infatti, alla prima domanda che esaminava le occupazioni della donna in camper:
- La maggioranza delle intervistate cita, in primis, tra le sue occupazioni, il lavoro da "casalinga", tra cui un quinto del campione dichiara che "l'uomo guida e la donna fa tutto il resto".
- Di opposto parere, oltre la metà del campione che dichiara di alternarsi alla guida del mezzo (dato in linea con sondaggio di Beppe Tassone che parla del 62%)
- Spesso viene identificata una sorta di divisione tra i compiti all'interno della cellula abitativa del camper - espletati del tutto dalle donne - e i compiti che riguardano la parte tecnica-meccanica del mezzo - di cui si occupano gli uomini.
- In alcuni casi le occupazioni vengono equamente suddivise all'interno del nucleo familiare, creando una responsabilizzazione anche nei confronti dei figli, che vengono coinvolti pienamente nelle "faccende". Questo conferma del tutto il carattere di "turismo familiare" proprio del camperismo, che è emerso anche dall'indagine effettuata dal C.C. "La Granda".
Mansioni della donna in camper
Lo dimostrano anche le risposte alla domanda sulle mansioni esercitate dalla donna in camper che sono uguali (per la metà delle intervistate) o uguali in parte (per l'altra metà) a quelle svolte a casa. Il camper ripropone in piccolo il microcosmo familiare del focolare domestico, senza variazioni importanti delle occupazioni svolte dalla donna a casa.
Collaborazione del compagno in camper
Un dato in positivo riguarda la collaborazione del compagno che nella metà dei casi è addirittura superiore a quella dimostrata a casa.
Per l’altra metà è uguale a quella dimostrata a casa.
Solo pochissime intervistate lamentano la poca o nulla disponibilità.
La conclusione che si può trarre è che il camper è un universo felice della vita di coppia e fa veramente bene all'amore, come rilevato anche dall'indagine più generale di Beppe Tassone. Si scopre una maggiore condivisione della vita di tutti i giorni, anche perchè non è possibile "sottrarvisi". Lontani dagli impegni quotidiani legati al lavoro e alle incombenze varie che spesso tengono lontani i coniugi, si riscopre il piacere di far le cose insieme.
Scelta dell’itinerario
Anche la scelta dell'itinerario da effettuare in camper è corale: la quasi totalità del campione dichiara di sceglierlo assieme al partner.
Definizione della vacanza in camper
La soddisfazione è talmente alta che la maggioranza delle intervistate definisce la vacanza in camper come la scelta ideale di viaggio, un quarto del campione come l'alternativa giusta per la famiglia, e solo pochissime come un'alternativa meno costosa. Il dato del risparmio di denaro non emerge in maniera significativa neanche quando si vanno ad analizzare i vantaggi insiti in tale tipo di vacanza. Non è questo l'elemento più vantaggioso garantito dalla vacanza in camper: solo il 3% lo menziona tra i vantaggi.
Svantaggi legati alla vacanza in camper
Un terzo delle intervistate, com'era prevedibile visto il campione in esame costituito da camperiste di lunga data, dichiara che la vacanza in camper non presenta nessuna rinuncia rispetto agli altri tipi di vacanze.
Solo per un quarto del campione esistono alcuni svantaggi. Dover svolgere i lavori domestici anche in vacanza (da una camperista viene la proposta di una sorta di patente per formare i mariti sulla fatica che comporta la gestione della cellula abitativa) è lo svantaggio più segnalato.
Altri svantaggi segnalati: la vicinanza ai centri urbani qualora l’area di sosta sia a ridosso e la conseguente difficoltà a riposare bene (nel caso di vicini rumorosi), la poca intimità matrimoniale (nel caso dei figli al seguito), la convivenza con altri e gli spazi ridotti.
Alcune segnalano la necessità di tener conto della presenza della donna anche negli aspetti progettuali del camper.
Solo pochissime citano la cattiva accoglienza di alcuni comuni.
Vantaggi legati alla vacanza in camper
Tutti questi inconvenienti sono del tutto superati dai numerosi vantaggi garantiti dal camper, rispetto ad altre vacanze. Per la totalità del campione, la vacanza in camper, infatti, comporta soprattutto vantaggi rispetto ad altri tipi di vacanza.
Per larga parte delle intervistate si tratta soprattutto della libertà nel senso più ampio del termine (di movimento, di orari, di abbigliamento). Se si considera che il 42% degli italiani, secondo l’indagine di AC Nielsen, commissionata da APC-Anfia preferisce girare cambiando continuamente luogo, si vede bene come la vacanza in camper è in grado di soddisfare benissimo queste aspettative.
Un terzo delle camperiste annovera anche il maggiore contatto con la natura consentito dal camper.
Moltissimi gli attestati di pura passione camperista. In particolare un'intervistata parla del camper come di un mezzo che le consente di "tornare ragazzina e vivere in modo più fiabesco", alcune ricordano con nostalgia "le volte che hanno dormito in riva al mare", e in generale impagabile è la sensazione di "avere la propria casa in ogni luogo che si visita".
Un quarto dichiara esplicitamente che il camper fa bene all'amore, come emerso dal sondaggio effettuato da Beppe Tassone lo scorso anno proprio a Mondo Natura. Molte citano tra le motivazioni la maggiore intimità creata dal camper, che favorisce il rapporto tra i partner, e il maggior confronto con la famiglia. Lo stare vicini, in spazi limitati, il fare insieme le piccole cose quotidiane fa riscoprire il valore della famiglia. In questo senso, si può parlare di una vera e propria funzione sociale svolta dal turismo all'aria aperta, che avvicina e cementa il nucleo familiare.
Tra gli altri vantaggi citati: la scoperta di luoghi al di fuori dalle rotte consuete, la maggiore vicinanza agli usi e ai costumi caratteristici della zona visitata (che per il 34% degli italiani è l’esigenza fondamentale di una vacanza, secondo l’indagine di AC Nielsen, commissionata da APC-Anfia).
Inoltre, grande è il vantaggio di poter vivere come si è abituati a casa propria: le anziane possono seguire la dieta prescritta dal medico di fiducia o continuare le terapie medico-farmacologiche, le norme di igiene e sicurezza sono le stesse adottate a casa, l'abbigliamento è informale.
Compagni di viaggio o no?
Riguardo alla presenza o meno di compagni di viaggio, le opinioni si diversificano.
Un terzo del campione preferisce non averli e viaggiare in solitaria, un altro terzo ama la vacanza in gruppo e il restante non ha preferenze a riguardo.
Con i vicini di camper la donna instaura, in larga parte, rapporti di amicizia, in alcuni casi mitiga gli eventuali motivi di disaccordo e soltanto pochissime incentivano alcune dinamiche di conflitto. In generale, si può individuare una sorta di caratterizzazione "pacifica" della donna, propria dell'indole femminile.
Amicizie con compagni di viaggio
Un quarto del campione mantiene nel tempo l'amicizia nata in viaggio, un quinto solo in alcuni casi. Poche non mantengono mai contatti con gli amici conosciuti in viaggio. Dai dati si evince una certa facilitazione ai rapporti sociali garantita dal camper. La condivisione della passione per il camper è già di per sè un forte fattore che accomuna chi pratica il camperismo.
Attività preferite in viaggio
Basta osservare che tra le attività preferite da effettuare con i compagni di viaggio c'è proprio il chiacchierare, lo scambiarsi consigli, racconti e impressioni di viaggio (un quarto del campione).
Altre attività preferite dalle donne sono il passeggiare in compagnia (15%), la scoperta di nuovi luoghi (10%), giocare a carte (13%), attività conviviali (7%).
La scoperta della gastronomia locale viene evidenziata, in diversi casi, come una delle attività più piacevoli da svolgere in vacanza. In questo senso, la nostra rivista ha già da tempo dato vita ad un supplemento “Gli Itinerari Gustosi” che accompagna in questa ricerca di tipicità. In linea anche la collaborazione di APC-Anfia con l’Associazione Nazionale Città del Vino, con lo scopo di realizzare aree di sosta in luoghi di particolare interesse enogastronomico. I dati diffusi da AC Nielsen rilevano che l’89% dei camperisti è attento allo shopping sul territorio, alle produzioni artigianali e all’enogastronomia.
Il quadro che emerge dal mini-sondaggio è quello di una camperista dinamica, attenta al territorio e alle sue bellezze e desiderosa di condividerle con il partner e la famiglia. Di pari passo va l’attenzione per il suo microcosmo domestico, del quale è indiscussa regina. Ma soprattutto a caratterizzarla è l’entusiasmo per la vacanza all’aria aperta.
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